Notte di San Lorenzo: la tradizione dei carboni ardenti

Notte di San Lorenzo

La Notte di San Lorenzo è legata, secondo la Tradizione, al martirio e alla morte del Santo

San Lorenzo è un martire e santo di origini spagnole (sarebbe nato in Spagna intorno al 225 d.C.), morto a Roma il 10 agosto del 258. Subì il martirio durante le persecuzioni volute dall’Imperatore Valeriano contro il clero cristiano (messa a morte dei vescovi, presbiteri diaconi). Secondo la Tradizione, questo arcidiacono sarebbe stato ucciso perché legato su una graticola messa sul fuoco. Proprio questa morte inconsueta sarebbe legata alla celebre Notte di San Lorenzo

San Lorenzo
San Lorenzo

La Notte di San Lorenzo come ricordo dei carboni ardenti del martirio

La Notte di San Lorenzo è chiamata così perché cade il 10 agosto, giorno del martirio del santo spagnolo. Il passaggio dello sciame meteorico delle Perseidi è erroneamente conosciuto come stelle cadenti, primo perché non sono stelle, secondo perché le stelle non possono cadere. Le meteoriti ricordano i carboni ardenti sui quali fu messo alla graticola l’inerme martire. Il fenomeno risulta in particolar modo visibile alle latitudini italiane anche perché il cielo estivo è molto spesso sereno. 

La decisiva battaglia di San Quintino e l’Escorial

La battaglia di San Quintino, combattuta il 10 agosto 1557 tra le forze spagnole e savoiarde contro reparti francesi in Piccardia (presso la fortezza di San Quintino) determinò la fine delle guerre d’Italia e l’egemonia spagnola in Italia sancita con la  Pace di Cateau-Cambrésis, firmata due anni dopo. 

La grande vittoria delle truppe spagnole guidate da Emanuele Filiberto di Savoia portarono Filippo II di Spagna a realizzare, come ex voto, il Monastero di San Lorenzo dell’Escorial, una delle principali opere dell’architettura spagnola del Rinascimento.

Il monastero ha la forma di una graticola proprio per ricordare il martirio dell’arcidiacono di Sisto II

Ambasciator