17 Novembre: “Giornata Internazionale degli Studenti”

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Il valore della Giornata Internazionale degli Studenti nel 2020

Una giornata che in questo periodo storico così particolare deve assumere ancora più valore ed importanza. È la Giornata Internazionale degli Studenti, ma dovrebbe esserlo tutti i giorni.

Un 17 Novembre che non è nella maniera più assoluta paragonabile ai suoi predecessori. In un momento in cui le scuole sono chiuse e la DaD (didattica a distanza) è diventata indiscussa protagonista dell’opinione pubblica, della politica, della vita di studenti e docenti.

La scuola la fanno gli studenti, le loro anime e i loro cuori, le loro menti.

Se non c’è studente senza scuola, è quantomeno corretto affermare che senza scuola non c’è studente.

Per quanto le mura di casa, una webcam e una classe virtuale vogliano convincerci che lo siano, non lo saranno mai.

La storia della Giornata Internazionale degli Studenti

È una storia costernata di eccidi, repressioni, voci soppresse, che trova luce in più eventi.

Il primo, accadde nell’allora Cecoslovacchia. Alla fine del 1939 le autorità naziste sedarono una manifestazione a Praga, tenuta da studenti della facoltà di medicina. Un’arma da fuoco colpì uno studente durante la manifestazione e morì per la ferita l’11 novembre. Il 15 novembre il suo corpo sarebbe dovuto essere trasportato da Praga a casa sua. Il suo corteo funebre era composto da migliaia di studenti, che trasformarono l’evento in una manifestazione anti-nazista. Le autorità naziste a presero contromisure drastiche: 1200 studenti furono arrestati e deportati in campi di concentramento e il 17 novembre, 9 fra studenti e professori furono giustiziati senza processo.

I fatti di Atene e Mumbai


Il 17 novembre 1973 un carro armato sfondava il cancello del Politecnico di Atene travolgendo gli studenti che manifestavano contro la Dittatura dei Colonnelli. Di lì a un anno, però, con la caduta del regime, la Grecia ha proclamato la data festività nazionale come simbolo di una ritrovata libertà.

Nel 1989 sempre a Praga, nel giorno del cinquantesimo anniversario della ricorrenza, il regime comunista cecoslovacco soffocò nella violenza le manifestazioni sorte pacificamente per celebrare la ricorrenza. 


Arriviamo al 17 novembre 2004, quando un folto gruppo di associazioni studentesche, tra cui anche l’italiana Unione degli Studenti, indisse una manifestazione globale per la giornata durante il forum sociale mondiale tenutosi a Mumbai, in India.

Da quel momento la promozione della ricorrenza fu presa in carico dall’Unione degli Studenti europea e dall’OBESSU (organizzazione europea delle associazioni scolastiche e degli studenti medi), che si occupano, anche in momenti estremamente difficili per l’istruzione come questo tormentato 2020, di ricordare al mondo l’importanza degli studenti nella realtà sociale che viviamo.

Oggi in Italia

Alle 15, a Roma, ragazzi e ragazze si sono mobilitate sotto gli occhi del Parlamento e del Governo.

Dopo anni di manifestazioni contro i tagli alla scuola e appelli per richiedere più finanziamenti, studenti e studentesse proveranno a spiegare che sulla scuola e sui giovani vanno investite risorse, andando a Montecitorio armati di sedie e lavagna“, spiega la Rete degli Studenti.

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una lettera su La Stampa si rivolge ai ragazzi delle scuole in occasione della Giornata Internazionale degli Studenti. “È a voi studenti che il Paese deve dare, ora, la massima priorità – osserva – guardando ai vostri diritti di oggi, ma anche pensando al domani: a scuola, e non è retorica, si costruisce il futuro, un futuro che cammina sulle vostre gambe.

Futuro e speranza

Sono anni che gli studenti, subiscono le conseguenze degli smantellamenti al sistema scolastico e universitario. Il virus ha reso ancora più chiaro quanto la scuola pubblica abbia bisogno di un serio piano di investimenti, che vada verso una nuova direzione, che serva a garantire agli studenti di oggi e di domani una reale istruzione che possa consentire loro di essere alunni e persone migliori.

La pandemia sta mettendo a dura prova ragazze e ragazzi di tutta Italia.

In questa giornata così importante, il mio augurio è che possano tornare quanto prima ad occupare i loro banchi, le loro sedie.

Che possano tornare quanto prima a ridere insieme, tornare a casa in pullman, aspettare qualcuno di importante all’uscita da scuola.

In sostanza, gli auguro di poter tornare a vivere. Perché la scuola, oltre che di libri, nozioni, professori, è fatta di vita. Emozioni lasciate in quelle mura, riposte nelle mani di un amore, nelle risate dei compagni, nella gioia di una campanella che suona.

Buona Giornata Mondiale degli studenti, a chi lo è stato, a chi lo è, a chi lo sarà.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.