World Car Free Day 2021: il fenomeno del Plogging nella giornata mondiale senza auto

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Oggi si celebra la giornata mondiale senza auto e si conclude la cosiddetta settimana europea della mobilità sostenibile, che ha avuto inizio il 16 settembre scorso

Con la giornata mondiale senza auto si conclude la cosiddetta settimana europea della mobilità sostenibile, che ha avuto inizio il 16 settembre.
È ormai risaputo che la sostenibilità è al centro dell’attenzione sociale, mediatica e politica, ma che nonostante tutti i progressi già raggiunti in questo campo la strada verso un mondo veramente più sostenibile è ad oggi ancora lunga da percorrere.
Per questo motivo iniziative come la settimana europea della mobilità sostenibile (promossa dalla Commissione Europea) svolgono un ruolo fondamentale nel sensibilizzare i cittadini di ogni Paese sulla mobilità urbana sostenibile.

Quest’anno il tema scelto dalla Commissione Europea è “Sicuri e in salute con la mobilità sostenibile“, e fa riferimento anche alle difficoltà affrontate dall’Europa e dal mondo a causa della pandemia.
Anche se il Covid-19 e il lockdown hanno portato ad un incremento della mobilità attiva e quella a basse o zero emissioni.

Nel dettaglio è emerso dai dati della Federazione italiana ambiente e bicicletta (la Fiab) che nell’ultimo anno c’è stato in media un aumento del 30% degli spostamenti in bici nelle città, sono state acquistate 2 milioni di biciclette all’incirca, e c’è stato un incremento nell’acquisto delle biciclette elettriche.

Quali sono le alternative sostenibili alle auto che vengono promosse nella giornata mondiale senza auto?

Camminare a piedi, utilizzare la bici, preferire i trasporti pubblici, o la micromobilità elettrica. Ma se a queste opzioni sostenibili se ne aggiungesse una ancora non da tutti nota?

Avete mai sentito parlare di “Plogging”? Il termine è un neologismo nato dall’unione delle parole svedesi “plocka upp” che significa raccogliere e la parola ‘‘jogging’’.
È un’attività inventata in Svezia, Paese da sempre attento alle problematiche ambientali.
L’inventore del Plogging è un’attivista ambientale svedese, Erik Ahlström.
Erik stanco di notare i rifiuti in ogni angolo della sua città natale, Stoccolma, decise di iniziare a svolgere questa attività, dando vita in questo modo a quella che poi è divenuta un’attività praticata anche in altri Paesi.

Praticare il ‘’Plogging’’ significa correre (o anche camminare) e nel mentre raccogliere i rifiuti che si trovano durante il proprio cammino.
L’idea del Plogging, inventata da Erik, è stata poi da lui stesso divulgata sui suoi social media ed ormai c’è sui social l’abitudine tra i cosiddetti “plogger” di mostrare sui loro profili Instagram il “frutto” della raccolta dei rifiuti durante la camminata.
Inoltre c’è una meticolosa attenzione, nel praticare questa attività, a rispettare le norme igieniche, infatti chiunque scelga di praticarla dovrà armarsi di guanti e di qualcosa utile a raccogliere la spazzatura in strada, per poi procedere ad eliminare i rifiuti attraverso la raccolta differenziata.

Come si pratica questa attività sportiva?

L’idea originaria di Erik Ahlström era di praticarla in gruppo ma la pandemia ha cambiato ormai questa “abitudine”.
Il Covid-19 però non ha impedito a chiunque volesse praticarla di correre in solitaria, in coppia o con la propria famiglia.

E anche in Italia, come in altri Paesi del Mondo, il Plogging si è diffuso già da un po’ di tempo.
Nel nostro Paese infatti esistono, come in Svezia, gruppi di Plogger attivi in diverse regioni, ecco un esempio che mostra gruppi che praticano ploggingIT/.
Il Plogging può essere in generale un’attività molto valida, dove si aiuta il corpo con l’allenamento e allo stesso tempo si aiuta in maniera attiva anche l’ambiente.

In questa giornata mondiale senza auto (e non solo oggi) il Plogging può essere un’alternativa simbolica all’uso delle macchine.

Scegliere di praticare Plogging significa scegliere una camminata (o corsa) che permette di contribuire anche ad aiutare l’ambiente che ci circonda; rappresenta una scelta oltre che sostenibile sotto tutti i punti di vista anche educativa (a questo proposito si ricorda il progetto green della scuola Europa di Milano) ad esempio per i propri figli se coinvolti in questa attività.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.