La Serie A a girone unico compie 92 anni: 3 curiosità di ieri e di oggi

Serie A

La Serie A così come la conosciamo oggi, compie 92 anni. Il campionato italiano di calcio, che accompagna sogni e passioni di tutti i tifosi ogni domenica, ha vissuto tante rivoluzioni nelle sue 120 edizioni

La Serie A a girone unico compie 92 anni. Prima della stagione 1929-1930, infatti, il campionato Italiano era suddiviso in giorni regionali. I vincitori dei rispettivi gironi si sarebbero poi affrontati su scala nazionale per decretare il vincitore del campionato italiano.

La prima rivoluzione, di fatto, è proprio questa: il passaggio definitivo ad un campionato unico così come lo conosciamo oggi, composto da partite di andata e ritorno. Nello stesso anno, inoltre, il campionato fu definitivamente denominato ‘Serie A’.

Il calcio come lo viviamo oggi è il risultato di grandi cambiamenti ed innovazioni che non sono sempre stati presenti. Alcuni hanno cambiato in modo drastico il modo di giocare il calcio, altri invece hanno un valore prettamente simbolico.

1. La nascita della stella

La stella, simbolo che identifica la conquista di 10 campionati, è un’idea di Umberto Agnelli che la introdusse nel 1958. La sua Juventus fu, di fatto, la prima squadra al mondo a poter mostrare un distintivo commemorativo.

Si accodarono a questa sorta di élite l’Inter prima, nella stagione 1965-1966, e il Milan poi nel 1978-1979.

2. L’avvento dei cartellini disciplinari

Cartellino rosso, cartellino giallo. Simboli che sembrano essere nati con il calcio, ma che in realtà sono nati molto tempo dopo. Di fatto, fino al mondiale in Messico del 1970, le sanzioni disciplinari venivano emanate a voce dall’arbitro.

Modalità che poteva essere adatta per i campionati nazionali, ma che trovava grandi difficoltà di interpretazione quando si disputava – appunto – un mondiale.

L’episodio che fece prendere coscienze di questa necessità, avvenne nei Mondiali del 1966 in Inghilterra: l’arbitro tedesco Rudolf Kreitlein espulse l’allora capitano e centrocampista dell’Argentina Antonio Rattìn, il quale però si rifiuto di lasciare il campo.

Il motivo? Non aveva capito la motivazione della sanzione.

Dopo quest’episodio, Ken Aston, grande figura storica del mondo del calcio, decise di optare per dei cartellini di differenti colori, ispirandosi ad un semaforo. Superare delle barriere linguistiche grazie all’utilizzo dei simboli.

In Italia, furono invece poi adottati nella stagione 1973-1974, quando la FIGC ne ratificò l’utilizzo.

3. La VAR

La FIGC è stata una delle prime federazioni a chiedere l’utilizzo della moviola in campo.

La Video Assistant Referee (o più semplicemente VAR) è uno strumento tecnologico introdotto per la prima volta nei Mondiali del 2016. In Italia, invece, la prima apparizione risale alla stagione 2016-2017 del Campionato Primavera.

In Serie A avrebbe invece fatto il suo esordio nella stagione successiva, 2017-2018: utilizzato subito alla prima partita per assegnare un rigore contro la Juventus.

La Serie A che non cambia nella sostanza

Quello che rimane invariato, è invece la presenza del calcio ogni domenica. I fine settimana fatti di attesa, di rabbia, di gioia e di piani. Emozioni che solo il calcio e lo sport possono regalare.

Nonostante le tante rivoluzioni e i tanti cambiamenti della forma, la sostanza del calcio è rimasta e resterà per sempre la stessa: emozione e rabbia che viaggiano sugli stessi binari e alla stessa velocità.

Racchiusa tra i confini nazionali e definita da un nome che per alcuni è vanto, per altri è conquista: Serie A.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.