90esimo minuto compie 51 anni: mezzo secolo di calcio in un racconto

90esimo minuto

90esimo minuto compie 51 anni. La trasmissione, nata il 27 settembre del 1970, divenne in poco tempo l’appuntamento fisso di domenica pomeriggio per milioni di italiani

90esimo minuto compie 51 anni: il mostro sacro della tv nostrana ha accompagnato tante generazioni nelle loro domeniche calcistiche e fantacalciste, sostenendo la passione di un’intera nazione.

La trasmissione, in origine condotta da Maurizio BarendsonPaolo Valenti e Remo Pascucci, divenne in poco tempo l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio per milioni di italiani. Un nuovo modo di raccontare il calcio arrivando a picchi di 20 milioni di spettatori connessi.

90esimo minuto: il calcio ieri

Mezzo secolo dopo, cambia il calcio e cambia anche il modo di raccontarlo. Lo sport preferito dagli italiani ha vissuto tanti cambiamenti negli ultimi 51 anni: nella tattica e nella tecnica, nel racconto e nelle impressioni.

Nel 1970, anno di nascita della trasmissione, i mezzi di comunicazione erano pressoché pochi, e programmi come 90esimo minuto erano la novità, nonché motivo di ritrovo e indispensabili per aggiornamenti di mercato e sulla squadra del cuore. Il programma era, inoltre, la prima trasmissione domenicale a trasmettere le azioni salienti della giornata corrente.

Il calcio giocato era, invece, più rude. Era un calcio più lento ma certamente più sentito tra giocatori e tifosi; la qualità degli uomini in campo era certamente diversa da quella di oggi. Non sotto il punto di vista tattico, ma umano.

“Non ci sono più le bandiere di una volta” è una frase che può rispecchiare a pieno il cambiamento valoriale che il calcio ha subito.

Gli anni ’70 erano l’anticipazione della Signora Serie A, quella che avrebbe visto poi, dagli anni ’80 fino ai primi del 2000, mostri sacri come il Napoli di Maradona, il Milan degli olandesi, l’Inter di Ronaldo e tanti altri campionissimi che hanno tastato i terreni dei campi della nostra nazione.

90esimo: il calcio oggi

Il calcio di oggi ruota attorno a ritmi ed interessi diversi: tra i tanti aspetti, anche la gerarchia dei campionati. La Serie A è passata dall’essere il fiore all’occhiello d’Europa, ad essere un campionato di circostanza rispetto a Premier League, Bundes tedesca e Liga spagnola.

Cambiate le gerarchie, cambia anche il modo di raccontarlo. Ad oggi, infatti, si è costantemente bombardati da notizie quotidiane e il calcio non è esente da tutto questo. I mezzi di comunicazione si sono ampliati e la possibilità di avere notizie 24 ore su 24 ha fatto dimenticare quella magia che portava con sé la puntata domenicale di 90esimo minuto. Il programma, oggi condotto da Paola Ferrari ed Enrico Varriale, continua ad essere trasmesso sulle reti nazionali perché considerato ancora punto di ritrovo di molti italiani. I numeri di oggi sono certamente lontani dai picchi di 20 milioni degli anni ’70 (con picchi di un milione di spettatori) Da sottolineare come cinquantun’anni dopo, il programma continua ad essere seguito ed amato.

Le novità dell’ultimo minuto

Ciò che è certo, è che il programma ha lasciato un segno indelebile nella storia della nazione più calciofila del mondo, assieme a Brasile e Argentina.

Per questo 90esimo minuto non smette di evolversi e, un po’ per volontà un po’ per necessità, cercare nuova linfa. L’approdo sull’emittente di Lele Adani telecronista e narratore calcistico amato e odiato da tutti, è una mossa che certamente può attirare la curiosità sia di chi non si è mai interessato al programma, sia di chi quest’interesse l’ha ritrovato in altro.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.