A quattr’occhi con Max Jovine dei 99 Posse

Una conversazione sull’incredibile percorso artistico del gruppo nato nell’ottobre del 1991

Oggi sono emozionato. Ho la fortuna e l’onore di conoscere Max Jovine personalmente ma, come già detto altre volte, la persona è un conto, l’artista un altro. Parlare con un amico è un discorso, intervistare JRM, bassista dei 99 Posse, un altro. Poteva essere una chiacchierata intima ma si è deciso, anche grazie alla sua professionalità, di fare una cosa più ufficiale. Concreta.

Chiamo Valeria, il nostro direttore, sposta un appuntamento, spostane un altro, oggi no, domani si, anzi domani lui non c’è, allora dopodomani. Nel giro di due giorni ecco che riusciamo ad incastrare le cose. Ci vediamo Giovedì.

Da gruppo musicale a movimento generazionale di massa

Parlare dei 99 Posse è difficile, è stato già scritto tutto e di tutto e la loro musica ha abbracciato più generazioni rappresentando un movimento che tutt’oggi smuove masse, cosa che rende lo stesso Max felice, perché è indice di un seguito lungo 30 anni e la cartina tornasole è la presenza di chi ancora vuole cambiare le cose ma, allo stesso tempo, gli dà un senso di amaro dato che l’altra faccia della medaglia è che molte, troppe cose sono rimaste immutate ed anzi, sono andate peggiorando. Ma qui non si molla un centimetro, ricordatevelo!

Figure controverse i 99, c’è chi li ama e chi li odia, come dice lo stesso Jovine, ma l’indifferenza non è uno stato d’animo che creeranno mai. Molti dei loro concerti sono stati annullati nel corso degli anni per i più disparati motivi, dall’istigazione alla violenza al discorso sulla liberalizzazione delle droghe leggere.
Quelli realizzati, invece (e ne sono davvero tanti) hanno riempito piazze, teatri, palazzetti. Come dicevo, una via di mezzo non c’è. Non staremo qui a parlare di argomenti delicati, per quanto nell’intervista si siano toccati, qui bramiamo musica, arte, emozioni e motivazioni.

Curre Curre Guagliò e la sua importanza, Max ci spiega bene

La realtà 99 Posse non è una semplice realtà napoletana, per quanto immensa questa possa essere, ma parliamo di un gruppo che ha fatto la storia della musica italiana. I palazzetti ed i teatri di cui sopra non sono soltanto napoletani ma anche quelli di Roma, Firenze, Milano. Nel corso della mia vita ho vissuto molte vite, alcune delle quali mi hanno portato lontano da Napoli, altre mi hanno, purtroppo, fatto vivere momenti brutti con gente di cui non vedevo il vero volto. Troppo giovane, troppo inesperto, ma ovunque sia andato, nominando i 99, mi si rispondeva sempre positivamente.

A dire di Max “Curre Curre Guagliò”, da trent’anni a questa parte, non è mai mancata in ogni singolo concerto data la richiesta del pubblico. Questa parola emblematica ha avuto un effetto specifico sulla mente di tanti ragazzi e ragazze cresciuti con lo spirito di migliorare il mondo, di combattere le ingiustizie.

L’intervista continua e Max è una vera e propria enciclopedia musicale. Nomina gruppi, cantanti e canzoni che, in certi momenti, mi lasciano perplesso. Alcuni non li conosco, rimedierò, ma sentirlo parlare è un piacere. Tanti racconti, dall’incontro con Luca Persico, ‘O Zulù per i meno avvezzi, alla creazione di un primordiale gruppo, dalla collaborazione con i Bisca fino alla nascita vera e propria dei 99 Posse.

Tranquilli, l’intervista la vedrete presto e non voglio anticiparvi troppo. Date il tempo ai ragazzi del montaggio di fare il loro lavoro nel miglior modo possibile. Credetemi, sono davvero bravi e potete constatarlo coi vostri occhi. Basta cliccare sul play nella home!

Sanità-tà-tà

Parliamo di presente, anche se in questo caso si mescola col passato. Dovete sapere che Max Jovine non è solo un musicista ma anche produttore e direttore artistico ed è qui che verte la parte finale dell’intervista. Gli chiedo di quello che è diventato un evento fondamentale per la nostra città. Come ben sapete ci sono alcune zone lasciate a loro stesse e quando nell’equazione troviamo costanti quali Napoli, quartieri difficili, aiuto e recupero il risultato non può essere che uno: 99 Posse.

Anche se, in questo caso specifico, parliamo di Massimiliano Jovine in prima persona. Quale direttore artistico ma anche ideatore del Festival “Sanità-tà-tà” che si terrà sabato 20 gennaio.
Come ben si può intuire dal nome, il progetto verte sul recupero del Rione Sanità. C’è un mondo da scoprire, Palazzo Moscati, Palazzo di Majo, Chiesa San Severo, Chiesa di Maria Santissima del Carmine e tanto altro. Non potete perdervi quelle bellezze. Essere turista della propria città è una cosa che in molti dovrebbero fare.

La serata vedrà alternarsi sul palco 39 artisti tra i quali Vesuviano, Vincenzo Comunale, Luciano Caldore, Stè, Monica Sarnelli, Gianni Fiorellino (mi perdoneranno gli altri non citati), insomma, ce n’è per tutti i gusti. Qui Max ci tiene a sottolineare una cosa che mi vede completamente d’accordo e che molte volte ho sottolineato in altri articoli, tutta la musica è musica, ci sono i generi, ci sono i gusti personali ed ognuno di noi è attratto da un qualcosa piuttosto che da un’altra, ma resta comunque musica e come tale non deve essere sminuita, qualsiasi sia il genere a cui appartenga. Le emozioni restano solo le nostre. Niente giudizi!

Un occhio al futuro non perdendo mai di vista il passato

L’intervista finisce così, con una domanda di Valeria che mi era passata di mente (scusate, l’emozione gioca brutti scherzi), parlando di eventuali progetti futuri che siano singoli o di gruppo. Risponde dopo un po’ di silenzio. Ha tante idee che però non osa pronunciare, preferisce non parlare di cose che, ad oggi, sono poco concrete per quanto esistenti ed, anticipando una mia domanda spontanea, ci dice ridendo che no, nuovi album dei 99 non sono in progetto. Peccato, noi lo aspettiamo con ansia comunque…

Mentre scrivo le mani smettono di tremare. L’intervista si è conclusa e Max, come già sapevo, si è rivelata una persona fantastica e piena di entusiasmo. Ha messo lui a proprio agio me. No, il nome Massimiliano non lo ha reso scustumat. A chi non coglie la citazione, andate a ripetizione per cortesia.

Vi racconto un piccolo aneddoto. Periodo di Natale pre-covid, concerto in piazza a Giugliano.
Max, direttore artistico, stava eseguendo un soundcheck e le sue mani pizzicavano le corde del mio strumento preferito, quello che lui suona da una vita intera e che io non son capace neanche di cacciare dalla custodia, il basso. Restai lì per qualche minuto ed accanto a me si avvicina un collega, un amico mio e suo. Finito il controllo, scende e gli do un cinque entusiasta.

Si avvicina anche questo amico che, scherzando, dice: “Per essere uno che non è del mestiere te la cavi benino”. Lo guardo. “Ma è serio?” Osservo Max che ride di gusto. Davide, l’amico, va via, io resto lì. “Scusa Max, è una capra”, ride di nuovo, senza darne troppo peso.

Questa è la Napoli che ci piace, quella creativa, quella che non smette di sognare, che non si prende troppo sul serio ma che ha comunque consapevolezza di sé e di ciò che può dare ed effettivamente dà, quella che continua a migliorare sé stessa e ciò che la circonda, o meglio, ciò che contiene. Queste sono le persone che amano realmente Napoli, non scappando da essa ma restandoci ed intestardendosi per renderla migliore.

Vi saluto con uno dei miei ritornelli preferiti, non solo del repertorio dei 99 ma di tutta la musica che abbia mai ascoltato.

Dedicata a tutti quelli che ci credono

Dedicata a tutti quelli che si lanciano

Delicata come tutto quello che non ho

Mai avuto e adesso non voglio sciupare

Dedicata a tutti quelli che patiscono

Dedicata a tutti quelli che non mollano

Delicata come tutto quello che non ho

Mai toccato per paura di sbagliare.

Non abbiate paura di sbagliare. Come dice la canzone pensate prima di parlare, ragionate e lottate. Sapete quante volte? RIPETUTAMENTE!

Dedicato all’amico Davide che ha deciso di lasciarci due anni fa. Se fosse ancora qui, ne riderebbe di gusto. Ciao fratellò!

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