30 anni senza Freddie Mercury: 5 curiosità che (forse) non conosci

Freddie Mercury

Il 24 novembre del 1991, a soli quarantacinque anni, si spense Freddie Mercury, icona musicale e di stile che, con la sua stravaganza, conquistò milioni di persone

Quando un’artista di questo calibro raggiunge vette così alte, in noi si cristallizza l’idea che tale perfezione non possa essere toccata e distrutta dalla morte. Freddie Mercury ha rappresentato esattamente questo ed è riuscito a sopravvivere nel tempo. Un’icona musicale e di stile che, con la sua stravaganza, ha conquistato milioni di persone. Per ricordarlo abbiamo deciso di condividere 5 curiosità sull’uomo più adulato di tutti i tempi.

1. Un amore singolare per i gatti

Possiamo dire che Freddie Mercury era un gattaro. Ha condiviso la sua vita e i suoi spazzi con tantissime creature pelose e separarsene risultata molto difficile.
Quando era in tour mondiale con i Queen il cantante chiamava abitualmente a casa per parlare con i suoi amatissimi animali domestici.

Era arrivato in hotel e fece una chiamata perché voleva parlare a tutti costi ai suoi gatti – scrive Peter Freestone nelle suo libro di memorie Mister Mercuryla sua cara amica Mary Austin portava Tom e Jerry vicino al ricevitore per ascoltare Freddie mentre parlava. Questa cosa durò per anni con tutti i felini che occupavano casa sua.

Un amore così viscerale a tal punto da avere riflessi anche nella sua arte.
Mercury immortalò uno dei suoi felini nella canzone Delilah, nonostante la band non fosse convinta della canzone. Fu utlizzato l’effetto talk box per riprodurre con la chitarra i miagolii. La traccia fu inclusa in Innuendo, l’ultimo album dei Queen pubblicato quando Freddie Mercury era ancora in vita. Data la malattia del cantante, sono particolarmente commoventi versi del brano come “Mi fai sorridere e sto per piangere/ Mi porti speranza e mi fai ridere – e mi piace”.

2. Il pianoforte: il letto di Freddie Mercury

Una delle curiosità più strambe sul cantante, ma che forse riflettono la sua personalità artistica riguarda il modo in cui dormiva. Freddie Mercury infatti usava il pianoforte come testa del proprio letto.

Imparò in questo modo a suonare da sdraiato e al contrario, nel caso in cui l’ispirazione gli fosse arrivata mentre dormiva.

3. Un sorriso particolare

Impossibile non notare il caratteristico sorriso di Freddy Mercury. Un tratto distintivo reso unico da una malformazione, infatti, il leader dei Queen aveva quattro denti in più nella parte posteriore della bocca.
Freddy ha sempre espresso la sua volontà di lasciare il suo sorriso così com’era. Il motivo? Temeva che il cambiamento potesse avere ripercussioni negative sulla sua capacità vocale.
Un giusto prezzo da pagare per avere la voce più incredibile di tutti i tempi.

4. La sua voce come oggetto di studio

Una voce così incredibile tanto da esser stata oggetto di studio. Nel 2016, un team di scienziati ha deciso di studiare la voce di Mercury. Durante la ricerca, è stato evidenziato che le sue corde vocali si muovevano più rapidamente rispetto alla media. Mentre un tipico vibrato oscilla tra 5.4 Hz 6,9 Hz, quello di Mercury era 7,4 Hz. Inoltre, aveva un’estensione di quattro ottave, che riusciva a coprire con facilità. Quando parlava, aveva un tono baritonale, ma il suo canto rientrava nel range tenorile.

5. L’ultimo brano mai concluso

L’AIDS fu diagnosticata a Mercury durante la primavera del 1987. Ormai vicino alla morte in lui crebbe un gran bisogno di normalità. Privo di forze si dedicò intensamente alla scrittura di alcuni pezzi.

“Scrivetemi della roba, so che non mi rimane molto tempo, continuate a scrivere parole, a darmi cose da fare. Canterò, poi potrete fare quello che vi pare e finire le canzoni”, dice in Days of Our Lives.

May scrisse per lui Mother Love, una canzone lenta e bruciante che Mercury affrontò con la sua solita eleganza.

Non so dove trovò le energie – disse May al Telegraph probabilmente dalla vodka. Entrava nel mood, si scaldava un po’ poi dicevaOk datemi il mio shot‘. Se la buttava giù ghiacciata. Beveva la Stolichnaya. Poi diceva Avvolgi il nastro‘. Riuscimmo ad arrivare al penultimo verso quando mi disse ‘Non mi sento benissimo, mi prendo un giorno di pausa. La finirò quando torno la prossima volta’. Ma naturalmente dopo quella volta non tornò più in studio“.

Nella versione finale fu proprio May a cantare l’ultima strofa del brano. Freddie Mercury, in realtà, non ha mai pensato che sarebbe invecchiato. E di questo ne era davvero convinto.

“Sarebbe così noioso essere un settantenne. Ho vissuto una vita piena, e anche se morissi domani, non me ne fregherebbe niente.

Freddie Mercury, 1987




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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.