Alberto Angela racconta Milano la sera di Natale su Rai1

Alberto Angela davanti al Duomo di Milano

“Stanotte a Milano” di Alberto Angela andrà in onda, in prima serata, il 25 dicembre su Rai1

La Cultura al centro di questo Natale per Rai1. Il 25 dicembre, in prima serata, andrà in onda, dalle 21.25, il programma speciale “Stanotte a Milano”, condotto da Alberto Angela. La puntata, prodotta da Rai Cultura, sarà l’apripista per altri programmi di Angela che andranno in onda nel periodo natalizio.

Infatti, da mercoledì 28 dicembre riparte con tre puntate “Meraviglie”,  alla scoperta dei Siti Unesco d’Europa, tra i quali Atene, Lisbona, PragaMont Saint-Michel

Stanotte a Milano
Stanotte a Milano

Raccontare, di notte, una città sempre in movimento

Durante la presentazione di “Stanotte a Milano”, nel Museo del Novecento (Sala Fontana) della città meneghina, Angela ha voluto precisare la scelta dell’esplorazione notturna:

A Milano c’è il cliché della città dove tutti corrono, noi abbiamo fermato tutto e l’abbiamo raccontata di notte. Ci siamo trovati a tu per tu con Milano, quella romana, quella medievale, quella contemporanea perché la città è come un libro di storia e non si ferma mai a un’epoca“. 

Diversi luoghi da (ri)scoprire anche grazie all’apporto di tanti importanti ospiti, tra i quali Adriano Celentano, Domenico Dolce, Stefano Gabbana e Malika Ayane.

I luoghi visitati da Alberto Angela

Angela, in questa puntata natalizia, toccherà diversi luoghi iconici della capitale economica d’Italia. Il Duomo di Milano, la Pinacoteca di Brera, la Basilica di Sant’Ambrogio, il Museo del Novecento, il Cenacolo di Leonardo da Vinci, i Navigli, la Biblioteca Ambrosiana con il celebre Codice Atlantico

In particolare, Celentano accompagnerà gli spettatori a conoscere una strada diventata celebre grazie alle sue canzoni, via Gluck, a pochi passi dalla Stazione Centrale

Una puntata da non perdere per scoprire una Milano notturna, carica di misteri e aspettative.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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