Alberto di Monaco e i legami dei Grimaldi con Campania e Basilicata

I Grimaldi in visita in Campania e Basilicata

Lunedì il Principe Alberto II di Monaco ha visitato due borghi italiani che nel Rinascimento hanno fatto parte dei feudi dei Grimaldi. Un legame che non si è mai spezzato

Alberto II di Monaco, Principe Sovrano dal 2005, lunedì 3 ottobre ha visitato due comuni italiani che, nel Rinascimento, erano stati feudi della famiglia Grimaldi: Monteverde (Provincia di Avellino) e Ripacandida (Potenza). 

È il primo viaggio da parte del sovrano in questi borghi ma i legami tra la famiglia, di origine genovese, e l’Italia è da sempre fortissima. 

Un viaggio istituzionale tra Campania e Basilicata

Un viaggio non solo incentrato su una storia condivisa ma anche sul business. Alberto è stato infatti accompagnato da una delegazione monegasca e ha avuto modo di confrontarsi con istituzioni politiche quali il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e i sindaci dei due comuni e delle comunità limitrofe.  

Volontà di entrambe le parti è il rilancio del patrimonio culturale e storico di aree che vogliono puntare su una crescita economica incentrata su un turismo ecosostenibile.

Alberto II di Monaco, in italiano, così si è espresso sul legame, antico e nuovo, tra la sua famiglia e i comuni di Ripacandida e Monteverde: 

Il forte legame con i siti storici italiani della famiglia Grimaldi non si è mai interrotto. Questo rapporto antico oggi lo rilanciamo puntando alla valorizzazione del loro patrimonio storico e culturale e alla riscoperta delle tipicità”. 

Il Governatore De Luca, in un post sulla sua pagina Facebook, ha voluto ribadire gli stretti rapporti tra la Campania e il Principato monegasco: 

“La visita del Principe Alberto a Monteverde, in Alta Irpinia, […], in uno dei borghi più belli e suggestivi d’Italia, è stata l’occasione per ribadire l’antico legame tra la Campania e il Principato di Monaco, a cui siamo legati da una profonda e sincera amicizia. Ringraziamo il Principe Alberto per il suo impegno a farsi promotore delle nostre aree interne, della loro straordinaria bellezza e della volontà di diventare terre di accoglienza per un turismo ecosostenibile, in grado di creare crescita e occupazione di qualità”.

Un momento dell'incontro tra Alberto II di Monaco e Vincenzo De Luca
Un momento dell’incontro tra Alberto II di Monaco e Vincenzo De Luca

I Grimaldi di Monaco come sono divenuti feudatari in Campania e Basilicata?

Il rapporto tra questa famiglia principesca e il Meridione è dovuta a due eventi legati tra loro. Gli Orsini, famiglia di origini romane, avevano tra i loro feudi anche il Marchesato di Campagna (Provincia di Salerno).  Un feudo che comprendeva anche borghi quali Ripacandida, Terlizzi, Canosa di Puglia e Monteverde.

Nel 1532, l’Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Napoli, Carlo V, privò del suo feudo Ferdinando Orsini, a causa del suo passaggio al campo francese. 

Al contempo, il sovrano asburgico aveva la necessità di conquistare l’alleanza con i Principi di Monaco: il loro territorio, posto tra Francia, Ducato di Savoia e Repubblica di Genova, era troppo importante geopoliticamente per non tentare di farseli amici. 

Carlo V decise così di concedere a Onorato Grimaldi, con decreto imperiale emesso a Ratisbona il 23 luglio 1532, il feudo e Marchesato di Campagna. 

Un’alleanza tra Monaco e Spagna che durò dal 1532 al 1641 e durante il quale Campagna (divenuta sede diocesana), e non solo, fu arricchita di diversi edifici civili e religiosi

I Grimaldi ripagarono la protezione offerta dalla Spagna per più di un secolo partecipando attivamente ai conflitti nei quali furono coinvolti gli Asburgo

A titolo di esempio, Ripacandida ricorda ancora la partecipazione di un numeroso gruppo di suoi concittadini nella battaglia navale di Lepanto, combattuta domenica 7 ottobre 1571. 

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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