Alfred Nobel: da “mercante di morte” a uomo di pace

alfred nobel

Alfred Nobel inventò la dinamite, simbolo di guerra. Preferì però essere ricordato come uomo di Pace: istituì così il Premio Nobel. Ricordiamo insieme l’aneddoto che lo portò ad ideare questa prestigiosa onorificenza

Il 27 novembre 1895 il famoso chimico svedese Alfred Nobel istituì la più prestigiosa onorificenza di valore mondiale, che porta il suo nome: Il premio Nobel.

Non tutti sanno però che, prima di ideare il Premio Nobel, Alfred inventò qualcosa che si discosta molto dalla pace e dal bene: la dinamite. L’invenzione gli consentì di aprire società e laboratori in una ventina di Paesi esteri, fra cui l’Italia, diventando uno degli imprenditori più ricchi e potenti del suo tempo.

Qualcosa però, non gli permise di continuare in questa direzione. Un giorno dell’anno 1888 lesse su un giornale francese, un articolo dedicato alla sua morte: nessun elogio, come si aspettava, né alcuna parola positiva. In realtà, un articolo aspro sin dal titolo: “il mercante di morte è morto” e poi “Alfred Nobel, che divenne ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile, è morto ieri“.

C’era stato ovviamente un equivoco: infatti ad essere morto era il fratello Ludvig. Da quel momento però, qualcosa cambiò nella mente e nel cuore di Alfred. Aver avuto la possibilità di leggere cosa il mondo pensasse di lui e sapere come sarebbe stato ricordato dopo la morte, gli consentì di riflettere sulle scelte fatte sino ad allora, di decidere quale ricordo lasciare e di cambiare così il corso della storia.

Il testamento di Alfred Nobel: il desiderio di lasciare una eredità migliore

Desiderando lasciare un’eredità migliore, il 27 novembre 1895 il chimico e imprenditore svedese firmò il testamento, esprimendo le sue ultime volontà: voleva destinare il suo patrimonio a una fondazione che distribuisse ogni anno cinque premi a “coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità.

I cinque premi corrispondono a cinque diversi ambiti: il premio Nobel per la fisica, la chimica, la medicina, la letteratura (“attribuito all’autore che si sia maggiormente distinto per le sue opere in una direzione ideale“) e la pace. Quest’ultimo sarebbe stato conferito “alla persona che abbia svolto il lavoro migliore per il mantenimento e la promozione della pace”. Nel 1968 fu introdotto anche il Premio Nobel per l’economia.

I premi furono assegnati per la prima volta il 10 dicembre 1901, anniversario della scomparsa di Alfred Nobel.

Sapere che il suo nome sarebbe stato associato non più, o meglio non solo alla dinamite e alle armi, gli permise di riposare in pace.

Il Premio Nobel: simbolo di riscatto e di rinascita

Il bizzarro aneddoto sulla vita di Alfred Nobel è in realtà molto significativo. Ci permette infatti di guardare lo stesso premio Nobel da un’altra prospettiva. Siamo soliti interpretarlo come riconoscimento del valore altrui nelle discipline e ambiti più disparati. Ma cosa rappresentò per il suo stesso inventore?

Fu un vero e proprio mezzo di riscatto, grazie al quale Alfred ebbe l’opportunità di mostrare al mondo la sua vera indole, nonostante le scelte fatte in precedenza. Non volle investire il denaro guadagnato, grazie all’invenzione della dinamite e al mercato di armi, in qualcosa che alimentasse la distruzione. Al contrario, decise di dare il suo contributo affinché il bene fosse premiato e l’umanità fosse migliorata. Era salda in lui la convinzione che non ci fosse niente di più “rivoluzionario” delle idee geniali e della cultura. E non è un caso se questo suo progetto partì proprio con l’anniversario della sua morte: rappresentò infatti la sua rinascita da “mercante di morte” a “uomo di pace”.

La storia della sua vita deve essere spunto di riflessione per tutti noi. Ci dimostra che, anche dopo scelte negative, la vita dà sempre la possibilità di essere ricordati per qualcosa di buono, basta volerlo. Nessun pregiudizio è eterno, ma una buona azione lo può diventare.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.