Amor proprio: imparare ad amarsi

amare-se-stessi

Praticare l’amor proprio per poter vivere meglio

L’amor proprio è fondamentale per vivere bene prima con noi stessi, poi nelle relazioni con le altre persone. La dottoressa Maria Rostagno, specializzata nella psicologia clinica dell’età evolutiva, ha accettato di collaborare per spiegare cos’è l’amor proprio e come praticarlo.

Chi è la dottoressa Maria Rostagno

Maria Rostagno è una psicologa e si occupa di qualsiasi fascia d’età, sia adulti che bambini. Ha un dottorato di ricerca per la psicologia nella relazione madre-figlio, negli aspetti fisiologici e comportamentali.
Inoltre, ha una specialistica in psicoterapia infantile dell’adolescenza e della famiglia.

Possiede uno studio a Rovereto (vicino Trento) per colloqui presenziali, ma è disponibile per svolgerli anche online. La dottoressa ha anche una pagina Instagram: Dott.ssa Maria Rostagno, dove pubblica post frequentemente.

Da cosa è nata questa idea?

Principalmente perché mi piace insegnare, infatti ho insegnato all’Università degli studi di Trento per qualche anno. Successivamente, sentivo l’esigenza di far emergere e far conoscere aspetti importanti della vita delle persone, per aiutarle a stare meglio.
La pagina l’ho aperta a febbraio di quest’anno, inizialmente però ero titubante. Volevo che i miei contenuti fossero pubblicati in modo professionale e costante, per dare sicurezza ai miei utenti.

Cosa le sta più a cuore, che vuole trasmettere agli altri?

Mi sta a cuore di essere consapevole delle nostre difficoltà. I vuoti che sentiamo non vanno riempiti, bensì risanati. Risanare prevede un lavoro lungo e consapevole.
Non tutti hanno la possibilità di andare da uno specialista, soprattutto per condizioni economiche non sufficienti e non tutte le aziende sanitarie offrono la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Io vorrei dare un contributo utile, pubblicando materiale sulla mia pagina.

Io voglio sensibilizzare a stare bene da soli, perché molti tendono a “riempirsi” di altre persone e in questo modo si stanno condannando verso l’infelicità. Bisogna prendere coraggio e avviare un lavoro conoscitivo su se stessi.

L’amor proprio

Perché è importante?

L’amor proprio corrisponde alle nostre capacità di anteporre i nostri bisogni ai desideri di altre persone. Significa che, se sono consapevole di chi sono e di che cosa ho bisogno posso attuare l’amor proprio e tramite esso legittimerò i miei bisogni e necessità

Se scegliamo situazioni basandoci sull’amor proprio, non possiamo sbagliare, perché significa che ci stiamo ascoltando e rispettando.
Quello che manca in questa società è proprio il rispetto verso se stessi. 

L’amor proprio può sfociare nell’egoismo?

L’egoismo corrisponde all’anteporre i nostri desideri, quindi quello che vogliamo, alle altre persone. In pratica facciamo quello che vogliamo, non curandoci dei bisogni degli altri. L’amor proprio non sfocerà mai nell’egoismo, perché chi è consapevole di se stesso e si ama, significa che ha una determinata sensibilità. Una persona sensibile è empatica e non andrà a “calpestare” i bisogni degli altri.

Perché è difficile amare noi stessi?

Socialmente andiamo per il mondo alla ricerca di un partner.
L’uomo è di per sé un animale sociale, che si unisce in una coppia e fa parte di un gruppo, ma si tende a dare più importanza all’altra persona.
Quando facciamo questo, non ci stiamo legittimando, quindi non ci stiamo amando. Possiamo portare pazienza e tollerare determinate cose, ma questo non deve diventare un andamento di comportamento, perché altrimenti si finisce in situazioni di sofferenza.

A volte nelle situazioni sgradevoli subiamo un malessere; vivendo sempre situazioni torturanti è come se incamerassimo il fatto che siamo destinati a vivere una situazione del genere, come se non meritassimo qualcosa di meglio.
Si smette di combattere, si pensa solo di non valere niente e questo è quello che capita tipicamente nei contesti di violenza psicologica: “penso io di aver sbagliato, penso io di essermelo meritato, di aver cercato che mi capitasse questo”. 

Imparare ad ascoltare noi stessi

Quando ci conosciamo e ci ascoltiamo, ci rendiamo conto che qualcosa non va, dobbiamo stare attenti ai segnali fisici (mal di panica, palpitazione, sudorazione ecc) e psichici che ci manda il corpo. Dobbiamo capire il pensiero o la situazione precedente a questo vissuto fisico e se è una cosa esterna o interna.
L’ansia si può manifestare fisicamente o mentalmente.

“Riesco ad ascoltarmi quando non temo di stare da solo con me stesso”.
Tante persone hanno paura di stare da sole, così non ascoltano la loro mente e il loro corpo.

Come facciamo a volerci bene?

Dobbiamo rispettare i nostri tempi, senza sforzarci di fare qualcosa che non vogliamo. A volte capita perché temiamo il giudizio altrui, oppure abbiamo paura di non essere accettati se non facciamo quello che gli altri si aspettano.
Sbagliare è umano e non si è un fallimento per l’errore commesso. Accettiamoci anche quando sbagliamo.
Di fronte alla mancanza di rispetto di altre persone, bisogna mettere distanze. Non si devono accettare maltrattamenti. Quando ci allontaniamo da chi è tossico o da qualcosa che si rivela tossico, ci stiamo amando.

Quindi per cercare di migliorarci, dobbiamo riflettere e capire chi e cosa abbiamo intorno, come viviamo le situazioni e cosa sentiamo. Dobbiamo accettare che non possiamo piacere e andare d’accordo con tutti. 

Consiglio della dottoressa

Io credo che dentro di noi ci sia una sorta di “vocina” e mi piace identificarla con la vocina dell’autostima. L’autostima viene poco prima dell’amor proprio, perché riuscirò ad amarmi solo se avrò una buona autostima.
Dentro di noi a volte certe cose già le sappiamo, però talvolta non ci ascoltiamo per insistere o proseguire un qualcosa che forse non è la cosa migliore, così ci accaniamo su di essa.

Non permettete a nessuno di confondervi, tenete ben presente chi siete e cosa volete. Accettate quello che non potete controllare, ma non accontentatevi di quello che vi fa sentire poco. Non dobbiamo accettare meno di quello che sentiamo di meritare. Siamo nati interi e non abbiamo bisogno di nessuno per sentirci completi. Quando spostiamo la nostra felicità e la mettiamo nelle mani di un’altra persona, è come se amassimo di più qualcun altro e questo è un errore perché ci arrecherà sofferenza e dolore.

Non sempre è un percorso facile, ma va affrontato. Dobbiamo imparare a volerci bene, per causare meno sofferenza a noi stessi e anche agli altri. L’amor proprio è un primo passo per iniziare a vivere meglio.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.