Amy: Beyond the Stage. La mostra che ci racconta della vera regina del soul

Amy: Beyond the Stage

Amy: Beyond the Stage è la mostra retrospettiva realizzata al Design Museum di Londra, che ci fa ripercorrere la storia di Amy Winehouse dalle origini a Camden fino al suo successo nella storia della musica

Amy: Beyond the Stage. Si chiama così ed è una mostra retrospettiva grazie alla quale possiamo ripercorrere tutte le tappe della vita e della carriera di Amy Winehouse. È l’ennesimo e significativo omaggio, nato dall’idea del padre di Amy, Mitch Winehouse, che ha voluto rimarcare il ricordo della figlia come una delle figure artistiche che ha lasciato una grande eredità nel panorama della storia musicale. 

Dalle origini britanniche al finale a sorpresa: le tappe della mostra e della vita di Amy

I visitatori, quando entrano, hanno subito familiarità con le origini di Amy: si ritrovano, infatti, a Camden, il borgo natio della cantante, nonché lo stesso luogo in cui, il 14 settembre del 2014, venne inaugurata la statua con le sue fattezze in bronzo, in occasione del suo trentunesimo compleanno. 
In questa prima tappa ci troviamo nel quartiere di Amy, che è rappresentato dai cimeli con tanto di tributi lasciati dai suoi fan, quando seppero della morte del loro idolo musicale. 

Dopo aver rivissuto le sue radici, i visitatori possono accedere ad un percorso incentrato unicamente sulla sua figura artistica e sulla sua creatività. Ci sono, infatti, tutte le chitarre usate –e autografate– da Amy durante la composizione delle sue canzoni, tra cui la sua amata chitarra elettrica azzurra, la Fender, i suoi taccuini scritti a mano e persino i testi originali delle sue canzoni
Non dimentichiamoci, però, che la nostra Amy è stata anche una grande icona di stile: è per questo che è stato adibito uno spazio apposito nel museo dedicato ai suoi vestiti e agli accessori più famosi, dalla borsa rossa a forma di cuore firmata Moschino all’abito giallo di Preen indossato ai Brit Awards nel lontano 2007. Non mancano i capi disegnati da lei per Fred Perry, quando decise di vestirsi più pop, dando vita alla collezione Fred Perry x Amy Winehouse, uscita solo dopo la morte della cantante. 

Tutto il percorso retrospettivo è accompagnato dalle immagini di Amy, dai filmati con la sua voce e dalla sua musica, fino al finale emozionante: il visitatore, che torna ad essere lo spettatore della regina del soul bianco, rimane solo e al buio. Ed ecco che sullo schermo, dopo un sipario immaginario, appare Amy, che canta sul palco Tears Dry On Their Owned è lì che la cantante torna in carne ed ossa a regalarci ancora un altro -e non ultimo- concerto live. 

Il ricordo di Amy Winehouse come l’artista che ha influenzato intere generazioni 

La famiglia di Amy, e in particolar modo i suoi genitori, tengono particolarmente al fatto che tutti, dai fan più sfrenati della cantante ai semplici ascoltatori di buona musica, si ricordino di Amy non per la sua dipendenza dall’alcol che la uccise 10 anni fa, bensì per la svolta musicale a cui diede vita nel corso dei suoi vent’anni, che ha lasciato un segno su intere generazioni.
Gli stessi familiari si sono inoltre impegnati, fin dalla morte della cantante, ad aiutare tutti coloro che sono dipendenti dall’alcol e dalla droga con la famosa organizzazione benefica Amy Winehouse Foundation, a cui vennero già devoluti i guadagni ricavati dal suo documentario realizzato nel 2015.

Questa volta, la vita di Amy ci viene ricordata attraverso un’altra forma originale. Non più dai suoi dischi pubblicati postumi, né dalla statua in bronzo o dal documentario sulla sua vita privata. Adesso, c’è Amy in persona, che ha la possibilità di raccontarsi non più -e non solo- attraverso la sua musica, ma anche attraverso gli oggetti che hanno costellato la sua brillante carriera. 

Ambasciator