Ascoltare è difficile, ci si può riuscire?

ascoltare-e-difficile

È ritenuta un’arte ed una disciplina

Se l’abate Dinouart aveva focalizzato studi ed attenzioni sull’arte di tacere, su quella dell’ascolto non sempre si è riusciti a raggiungere un obiettivo sulla tematica.

Il tacere, riteneva il predicatore francese, poteva avere i connotati di un’arte, seppure paradossale, della parola; un modo per esprimere, finanche, l’apprendimento.

Per quanto afferisce all’ascolto, invece, sono necessarie regole e la conseguente, imprescindibile, possibilità di applicarle.

E’ inevitabile che l’ascolto derivi dalla necessità che qualcuno parli; quante volte ci accade durante la giornata? Ma la nostra posizione, spesso, è assai incerta. Non riusciamo a distinguere se sentiamo, in modo semplice e sommario, o ascoltiamo, con attenzione e, appunto, disciplina.

Restare in silenzio, per ascoltare bene

È un punto fermo: per ascoltare con attenzione è necessario restare zitti. Il silenzio, percepito dalla persona che ci parla, è inteso come segno di attenzione e, quindi, di particolare complicità.

Chi ci parla, in effetti, avverte la nostra attenzione alle sue parole. Non si squilibra, non si pervade di dubbi, ma resta ancorato all’attenzione prestata; si sente gratificato dell’attenzione, posta all’oggetto del nostro ascolto.

Sembra strano, ma il sapere ascoltare è il risultato di un grande lavoro che abbiamo compiuto su noi stessi. Ascoltare noi stessi, innanzitutto, è stato il primo passo per poter essere in grado di ascoltare gli altri. Se non fossimo in condizioni di farlo, significherebbe che stiamo semplicemente sentendo.

La differenza è enorme; sentire non significa ascoltare e, chiaramente, viceversa.

Il nostro intimo ne è cosciente solo se è stato “formato” ad ascoltarsi. Un lavoro su noi stessi che, purtroppo, non tutti abbiamo fatto; e neppure, sfortunatamente, riusciamo a intendere che è possibile fare in qualunque momento.

Ascoltare coinvolge, direttamente, la volontà e il bisogno di avere cognizione della diversa realtà, rispetto alla nostra, in modo da consentirne di prestare attenzione.

Ed ecco che il sapere ascoltare presume l’aver maturato la capacità di essere in grado di ascoltare se stessi.

Le conseguenze e i negativi risultati

È facile, sfortunatamente, comprendere, nella realtà attuale, come l’ascolto sia assai labile e approssimativo.

In ogni contesto, in qualunque settore, si hanno atteggiamenti ed espressioni, assai significative, circa la deficienza in materia.

Si interrompono dialoghi, invece di attenderne le conclusioni; si alzano toni, senza nessun costrutto, in discussioni che necessiterebbero di utili confronti e significativi esiti finalizzati a positivi riscontri; si confezionano diatribe ed attacchi dialettici esprimendo, talvolta con arroganza, giudizi contro altre persone.

Ne abbiamo esempli lampanti. Si approfitta della buona educazione o della debolezza altrui; si cercano utilità personali, sfruttando bonarietà e incapacità.

Il tutto semplicemente perché non si vuole, o non si è in grado, di ascoltare.

A chi giova?

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.