Asiatici e Fox Eye Trend

Asiatici contro il Fox Eye Trend: posa fotografica o discriminazione razziale?

Probabilmente per molte persone il fox eye trend è solo una questione di moda, un make-up sexy accompagnato da una posa innocua. La comunità asiatica invece lo ha percepito come un gesto razzista e discriminatorio.
Molti influencer asiatici e non, si sono esposti al riguardo. Tra questi si è distinta Martin, una ragazza italiana che gestisce due profili: uno di make-up e un altro di cultura cinese (In Cina Al Mondo) con la sua collega Chiara. Martin ha riportato la questione del trend per spiegare come si fossero sentiti gli asiatici al riguardo. Le sue intenzioni sono state fraintese ed è stata ingiustamente attaccata. In questo articolo spiegheremo meglio le dinamiche grazie anche all’intervista accettata dalle ragazze.

Asiatici offesi dal Fox Eye Trend

Questo trend, che tradotto letteralmente significa “occhio di volpe“, è molto diffuso sui social soprattutto tra celebrità e influencer. Si tratta di una tipologia di make-up molto utilizzata nella beauty community che permette di allungare l’occhio rendendolo “a mandorla” per offrire un look più sensuale. Quello che ha creato scalpore però, è la posa che accompagna il trucco, poiché si porta la mano (una o entrambe) alle tempie per tirare e allungare l’occhio, ottenendo un look più “orientale”.

Insomma, il gesto virale è diventato un trend di bellezza apprezzato, ma anche criticato soprattutto dalla comunità asiatica, che lo ha interpretato come una discriminazione. Gli asiatici per anni hanno dovuto interfacciarsi con il razzismo partendo proprio da questo gesto, ora improvvisamente è diventato alla moda perché un’influencer bianca caucasica ha deciso così. Ricordiamo che in passato questo gesto aveva un forte peso storico e culturale, ed era usato in senso discriminatorio e razziale.

Martin, che fa parte anche della beauty community, ha voluto riportare questo argomento con toni abbastanza forti, che hanno causato attacchi e fraintendimenti. Il video che ha postato sul suo profilo Instagram era provocatorio, ma intenzionato a dar voce alla comunità asiatica che si è sentita offesa. La ragazza ci spiega che il make-up non è un problema, la posa si e voleva creare uno scambio di informazioni e opinioni per sensibilizzare in merito alla questione.

Il video sul Fox Eye Trend

Cosa si voleva comunicare con quel video? Di seguito le spiegazioni di Martin:

Mi chiamo Martin (il nome di riconoscimento sulla pagina è Fú Yùlán 福玉兰) e sono l’admin di In Cina Al Mondo, progetto social sulla cultura cinese. Sono presente sui social da molti anni come martinfumakeup (pagina dedicata al makeup) ed è lì che porto avanti il mio “personaggio” dalla personalità eclettica e provocatoria, al fine di scuotere l’opinione pubblica per parlare di argomenti secondo me non trattati abbastanza con attenzione. Però chi mi segue solo su In Cina Al Mondo, non mi conosce a pieno.

Ho scelto di trattare l’argomento usando toni provocatori perché ai giorni d’oggi sembra l’unico modo per scuotere gli animi su alcune questioni. Portare all’estremo un argomento ci permette di guardarlo da più punti di vista e ci offre la possibilità di poter discutere sui suoi lati positivi e negativi. Se avessi realizzato un contenuto più superficiale e con toni pacati, pochi lo avrebbero preso in considerazione. L’irriverenza e la provocazione sono serviti proprio a questo, anche perché in Italia se ne è parlato poco. Quello in cui fermamente credo è che tutto risiede nelle intenzioni, di certo non è razzista il gesto del Fox eye trend, ma la comunità asiatica ha sollevato la questione ed è giusto che se ne parli, che si conosca il problema.

Perché c’è stato un fraintendimento?

Il messaggio ovviamente è stato accolto in modo estremo, senza apertura al dialogo, dando il via a una sfilza di commenti per niente carini sotto al post. Questo però ha permesso al video di diffondersi velocemente e di far conoscere l’argomento anche a coloro che lo ignoravano. Successivamente, ho dato ulteriori spiegazioni in un altro video che non ha fermato la valanga di insulti, ma sono stata contenta della volontà di alcune persone di voler dialogare anche se la pensavano diversamente. So quanto sia facile nascondersi dietro una tastiera per sminuire gli altri, ma resto indifferente a questo tipo d’interazioni con i miei post perché si sa…haters gonna hate.
Il razzismo e la violenza sono situazioni che vanno ben oltre un semplice gesto di una sfilata di moda, però è giusto essere empatici e sensibili su argomenti che vengono sollevati da persone di etnie diverse.

Il politically correct

Negli ultimi anni si cade spesso nel politically correct, che sta assumendo man mano una forma estremista. È anche per questo motivo che Martin ha deciso di creare quel post.

Secondo voi questo trend è discriminatorio?

Sono Chiara (lil_baoz1 con il nome di Fú Jiālā 福嘉拉), editor della pagina che gestisco con Martin. Il nostro compito è quello di abbattere barriere linguistiche e culturali tramite la corretta informazione. Non è ammissibile vedere eventi guidati dall’odio, paura e disinformazione. Le persone non s’informano perché non ne sentono il bisogno e questo fa paura. Molti episodi sgradevoli e irrispettosi, di violenza e discriminazione, possono solo essere limitati (se non addirittura eliminati) con l’ascolto e la comprensione.

Con internet si è perso il contatto con la realtà. Ultimamente è sempre più in crescita l’uso dei media. Anche l’umorismo o la satira trasmettono delle informazioni e richiedono una certa ricerca e comprensione degli argomenti trattati. Se queste fasi vengono a mancare, allora sarebbe meglio restare in silenzio. L’unico modo per ritornare in carreggiata non è solo quello delle scuse pubbliche, ma dell’impegno a offrire informazioni sul topic.

Siamo tutti umani, smettiamola di scagliarci pietre addosso e iniziamo a collaborare, per dare finalmente una svolta a situazioni che non si possono più trascurare. Questo è anche un periodo storico particolare dove gli asiatici sono stati additati come colpevoli della pandemia.

Il mondo orientale

In Cina Al Mondo è un progetto che nasce con Martin, admin creativa e impulsiva e che cresce con Chiara, editor precisa e pungente. ICAM è ironico, divertente, a volte irriverente, ma attraverso l’informazione permette agli altri di avvicinarsi di più alla cultura cinese. Si passa dai meme su Instagram, a Tiktok divertenti, a video Youtube seri e informativi, per racchiudere a pieno ogni aspetto della Cina. Ogni parte di questa cultura nasconde un piccolo segreto, un insieme di tesori che arricchiscono la mente e i loro contenuti ne racchiudono l’essenza.

Grazie a ICAM abbiamo potuto rispolverare un concetto che era stato accantonato, ovvero il fermarsi ad ascoltare gli altri, aprirsi al dialogo, trovare un compromesso, in modo tale da avvicinarci anziché allontanarci.

Photocredits: Artist @Chung-yun Yoo – Model @kicki yang zhang

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.