Assistenti vocali: i nostri nuovi amici digitali

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Alexa, Google, Siri, alcuni dei nomi di tali assistenti vocali, ma saranno davvero un’utile risorsa, o mettono a rischio la nostra privacy?

Gli assistenti vocali, sono una rivoluzione tecnologica degli ultimi anni; essi sono presenti nei diversi e molteplici software: Android, IOS, Windows, dei nostri cellulari. Oggigiorno anche mediante diversi speaker i quali possono avere molteplici forme. Inoltre sono dotati di una particolare intelligenza artificiale. Dal riconoscere la voce delle persone, a informazioni su meteo, ricette. In più sono in grado di trovare informazioni in tempi record e registrare preferenze e meccanismi modificando le impostazioni predefinite.

Una “smart house”

Letteralmente una casa intelligente, che mediante l’utilizzo di apparecchi correlati e naturalmente compatibili, tali assistenti vocali possono rendere la nostra vita più semplice. Lampadine smart, termostati, telecamere di sorveglianza, sono solo pochi degli optional ai quali tali dispositivi possono associarsi. Naturalmente ciò aumenterebbe la sicurezza, soprattutto grazie alla presenza di applicazioni progettate per controllare questi ultimi dal proprio smartphone. Un esempio potrebbe essere il controllo di temperatura di un termostato; l’accensione o spegnimento di un dispositivo. Quest’ultimo deve semplicemente essere un dispositivo wirless in grado di associarsi al nostro piccolo amico virtuale.

I rischi: assistenti o spie?

Spesso anche in maniera del tutto involontaria, inforniamo tali dispositivi di molteplici dati, che vanno dai più sensibili, ai diversi spostamenti.
Anche però quando il dispositivo non è attivo, tali assistenti vocali, sono in una fase dormiente. Un ascolto passivo, naturalmente, ma questi possono comunque raccogliere e memorizzare dati. Bisognerà infatti tenere gli occhi aperti riguardo le informazioni, alle quali consentiamo libero accesso (agenda, posizione). I dati che possono anche essere memorizzati ed inviati a terzi, o comunque possono essere conservati su server esterni. Tutte le questioni, inoltre, che esponiamo liberamente al nostro assistente digitale, sono conservate nella cronologia dell’applicazione. Quindi per tutelare la propria privacy è consigliato che la crittografia della rete Wi-Fi sia preferibilmente impostata sul protocollo di sicurezza WPA 2.

Il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali. Prevedono che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento di dati personali.

La rivoluzione: Amazon Echo

Primo vero e proprio dispositivo intelligente fu lanciato da Amazon nel 2014, il cosiddetto Amazon Echo. Di esso oggigiorno abbiamo molteplici versioni; naturalmente variano a seconda delle loro funzioni e all’aumentare di queste ultime, naturalmente aumenta anche il prezzo. Qui il fulcro del nostro argomento, il vero e proprio mercato che si cela dietro tali dispositivi intelligenti.

Il mercato degli assistenti vocali

Nel 2018 il mercato degli assistenti vocali è completamente esploso, si tratta di un fatturato di circa trecento ottanta milioni di euro. Tale mercato ogni anno conosce un incremento dell’80% e probabilmente entro la fine di quest’anno, la vendita di tali dispositivi supererà quella dei tablet. Un gran successo, per quello che può sembrare un piccolo accessorio, che può a volte aiutarci ad organizzare la nostra agenda, o semplicemente ricordarci di un evento importante. Dal racconto di una barzelletta, all’impostazione di una sveglia, un promemoria o per ricercare eventi, istruzioni, o semplicemente per riprodurre la propria playlist, gli assistenti vocali possono rivelarsi una grandissima risorsa.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.