Audrey Hepburn: come un’icona di stile è diventata complice di Tiffany

Audrey Hepburn

Nel giorno in cui apriva il primo negozio Tiffany & Co., 14 settembre 1837, l’attrice britannica, icona di stile, eleganza e raffinatezza, ha avuto il merito di aver fatto diventare Tiffany un lusso

Audrey Hepburn, con la partecipazione al film Colazione da Tiffany, nel ruolo della protagonista Holly, ha impreziosito notevolmente il marchio Tiffany.

Nel giorno in cui ricorre l’inaugurazione del primo negozio del noto brand statunitense, 14 settembre 1837, l’attrice britannica, icona di stile, eleganza e raffinatezza, ha avuto il merito di aver fatto diventare Tiffany un lusso. La notorietà dell’attrice al grande pubblico, hanno contribuito a mettere in risalto il brand.

Una strategia comunicativa vincente per far conoscere ai molti “Tiffany”: il portamento di Audrey Hepburn, nell’indossare un gioiello Tiffany attrae il pubblico e la sua immagine diventa la pulce nell’orecchio. Così “Tiffany” finisce sulla bocca di tutti ed è una vetrina presso cui si fermano tutti. Un’associazione quindi naturale e immediata.
E’ il 1961, data d’uscita de “Colazione da Tiffany“, quando Audrey Hepbur indossa, in una delle foto promozionali del film la collana con il Tiffany Diamond (Diamante Tiffany), la Ribbon Rosette, a cura di Jean Schlumberger, firmata proprio da Tiffany e Co.

L’attrice riprese le parole del poeta Keats, per esprimere la propria gratitudine nell’indossarla:

Una cosa bella è una gioia per sempre: la sua bellezza aumenta e mai sparirà nel nulla.

John Keats

Con Tiffany e per Tiffany, Audrey Hepburn è diventata un’icona di stile, rimanendo sempre fedele alla sua personalità: un’eleganza misurata, magnetica, insita in quei vivaci occhi scuri.

La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore. La vera bellezza di una donna è riflessa nella sua anima. E’ la cura che mette nell’amore, è la passione che essa mostra. La bellezza di una donna cresce con il passare degli anni.

Audrey Hepburn

Il brand Tiffany si è quindi affidato ad un volto che attrae, manifesto di rivoluzioni, negli anni 50/60; e a una donna che ha fatto della semplicità uno dei suoi affascinanti particolari, lei esempio saldo e fiero di femminilità.

Audrey Hepburn ha fatto della moda per definizione, il più alto mezzo perché Tiffany diventasse un modello imprenditoriale: un grande e vero lusso, dal momento che non sarebbe mai sfociato, grazie a Audrey Hepburn, in presuntuosa e frivola vanità.

LA COLLANA DI HOLLY in Colazione da Tiffany

Nel film “Colazione da Tiffany” Holly indossa una collana con cinque fili di perle che dal collo scendono sulla schiena, e sul davanti una straordinaria chiusura gioiello (si tratta della versione realizzata da Roger Scemama, parurier francese che collaborava con le più grandi case di moda); senza dimenticarsi degli occhiali da sole di Oliver Goldsmith; un diadema sul capo e quella, ormai iconica acconciatura. La collana era stata pensata perché potesse essere il gioiello giusto da abbinare a quel famoso tubino nero disegnato dal couturier francese Hubert de Givenchy, una dipendenza assoluta per l’attrice:

Si dice che l’abito non faccia il monaco. Ma a me la moda ha dato spesso la sicurezza di cui avevo bisogno. Personalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra.

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn ha il merito quindi di aver messo in risalto un elemento di gioielleria, Tiffany, facendolo diventare parte integrante di ciò che è moda, significa la moda. Dunque è forse questo il doppio gioco a cui alluse Truman Capote, riguardo la scelta de la Paramount, casa di distribuzione di “Colazione da Tiffany” nel lanciare Audrey Hepburn.

La Paramount fece una sorta di doppio gioco e lanciò Audrey

Truman Capote

Colazione da Tiffany: Audrey Hepburn o Marilyn Monroe ? Truman Capote VS Blake Edwards

Sapevate che Audrey Hepburn venne scelta per il ruolo di Holly in “Colazione da Tiffany” solo dopo che Marilyn Monroe aveva rifiutato la parte?
Truman Capote, autore della novella da cui venne poi tratto il film, per la regia di Blake Edwards, avrebbe voluto Marilyn Monroe nel ruolo della protagonista Holly ma, stando alle dichiarazioni dell’agente dell’attrice americana, Paula Strasberg, non sarebbe stato possibile.

Marilyn Monroe non interpreterà una donna della sera. È stato il più grande errore di casting che abbia mai visto

Truman Capote

Audrey Hepburn, dal canto suo, non accettò subito la parte, infatti dichiarò che fu proprio il regista, Blake Edwards, a convincerla:

Ho esitato a lungo prima di accettare la parte. Era una parte complessa. Fu Blake Edwards che alla fine mi persuase. Fu una scelta perfetta e lui un grande regista che seppe enfatizzare la mia spontaneità.

Audrey Hepburn

Il segreto di Audrey Hepburn: la spontaneità

Dunque il segreto del successo di Audrey Hepburn è sempre stato la spontaneità, chiave per far risplendere un marchio come Tiffany, nel mondo della gioielleria e, quindi nel mondo della moda, laddove spesso i gioielli sono accessori per la moda stessa: nonché dettagli dello stile che ne consegue, quindi prende forma, e appunto, “si indossa”.
Tiffany per essere Tiffany cercava qualcuno che potesse testimoniarne l’eleganza, intesa come sinonimo di raffinatezza. Audrey Hepburn era perfetta: L’attrice appresentava quello che Tiffany ha sempre voluto essere, dimostrare.


Holly e Audrey

Io vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie.

Holly, Colazione da Tiffany

Ho la netta sensazione che in quelle situazioni succedesse lo stesso anche ad Audrey in persona, non solo al suo affezionatissimo personaggio Holly.

Non sbaglia Audrey Hepburn quando dice che:

Credo fermamente che il sorriso sia l’accessorio più bello che una donna possa indossare.

Audrey Hepburn

La cara Holly sarebbe d’accordo, ma probabilmente non rinuncerebbe mai ad uno targato Tiffany, ancora di più se è color Tiffany… e sta bene su tutto. O forse era il nero?

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.