August blues: perché (anche) l’estate si tinge di blu?

August blues

Si chiama August blues quella malinconia che caratterizza le giornate di fine agosto. Si tratta di un fenomeno a rapida diffusione che colpisce un po’ tutti durante la stagione estiva. Vediamo perché…

August blues è un’espressione coniata sui social. Questa definizione nasce dalla necessità di chiamare per nome uno stato d’animo comunemente avvertito, specialmente da chi con la malinconia ha rapporti controversi. Indica letteralmente quello stato di indefinitezza che caratterizza le giornate dell’ultimo mese di vacanze
Tutto si tinge di un intenso blu e i pensieri cominciano a riaffiorare. 
Come affrontare tutte quelle cose che erano state rimandate a settembre? Come prendere quella decisione importante? 
In realtà, non è una dimensione della mente del tutto negativa. Si tratta di una sorta di tensione, un’attesa, che caratterizza questi lunghi giorni così sospesi. 

Possibili motivazioni

Anche se la peculiarità di questo stato d’animo è l’indefinitezza, possiamo rintracciare alcune motivazioni alla base di questa irrazionale malinconia, tenendo ben presente, però, che ogni caso è unico e particolare nella sua specificità. 

  1. Il distacco dalla routine. 

Per alcune persone, abbandonare le proprie abitudini e allontanarsi da casa, anche se solo per alcuni giorni, rappresenta una silente angoscia. L’atmosfera pre-partenza che caratterizza gli incontri per “salutare” gli amici, l’allontanamento dalla comfort zone, persino selezionare cosa far entrare in valigia, può risvegliare tristezze e preoccupazioni. 
La routine, per quanto stancante e stressante, rappresenta una sicurezza. Gli amici di sempre e i familiari sono esattamente a pochi passi, basta bussare. La distanza mare, invece, può giocare brutti scherzi.
Quando si fa sera e si è lontani da casa avvertiamo quella stretta nello stomaco, il famoso “magone”. La nostalgia, lo “spleen del ritorno”.

2. Il clima sospeso

Settembre ci attende al varco e rappresenta una ripartenza. Ripartenza che spesso viene caricata di aspettative giganti, di sogni e progetti ma anche di paure che ad agosto si manifestano sotto forma di malinconie latenti. La voglia di fare, la paura di non riuscire.

Cos’è esattamente l’August blues?

L’August blues, infatti, non si manifesta mai apertamente. Giace lì, tra la bocca dello stomaco e il petto, ci tiene compagnia in quei pochi momenti di non-distrazione. 
Somiglia molto alla domenica sera, quando ci si prepara ad affrontare la nuova settimana, dimidiati tra la volontà di riposare solo un altro po’ e la smania di portare avanti progetti al meglio delle nostre possibilità. 

Alcuni esempi nella letteratura

Niente paura: non esiste nulla di più umano della malinconia. Poeti di tutti i secoli hanno cercato di tradurre questi indefiniti stati d’animo, queste controverse sensazioni, in versi che potessero risultare universali. Cantanti di ogni generazione hanno tentato di concentrare momenti catartici per tutti quegli animi sperduti alla ricerca di un senso. 

Dallo “spleen” di Baudelaire alla melanconia di Petrarca, le combinazioni sono infinite, nella letteratura italiana ed estera. Uno dei più celebri esempi, però, è Leopardi. I suoi versi probabilmente non allevieranno la sensazione, ma aiuteranno a comprenderla e a sentirci meno soli. Che poi, non è forse questo il compito della poesia?

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia                    
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno

Giacomo Leopardi, Il sabato del villaggio

Le sensazioni di generazioni sono racchiuse in pochi versi, che sfruttano in questo caso l’espediente di una malinconia simile a quello che può essere il blues estivo nel 2021. Chiari e impattanti, dalla potenza universale ed eterna. 

Perché il blu è il colore della malinconia 

Qui in Italia probabilmente rintracciamo l’equivalente del blu nel nero, quando parliamo di una “giornata nera” o di “umore nero”

Il blu è il colore della tristezza nella cultura americana. Per questo motivo, il repertorio di espressioni che indicano momenti angoscianti si colora di questo tono. Si pensi al Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, alla Sunday blues, la tristezza tipica della domenica o alla semplice espressione “feeling blue”, sentirsi triste.

Il blu è un colore freddo, riconduce tanto ad ambienti rilassanti quanto a distese indefinite, al vuoto.
Alcuni ritengono che si debba alla bandiera blu che veniva innalzata sulle navi in caso di morte del capitano.
Altri, invece, rintracciano l’origine di tale collegamento nei “blew demons”, letteralmente “demoni che soffiano”, presenti nel folklore americano. Poi, le affinità legate alla pronuncia avrebbero portato al cambiamento fonetico.
In realtà è molto probabile che non ci sia un collegamento definito.

Cosa fare quando si viene colti dalla August Blues

Probabilmente la cosa migliore da fare è lasciare che questo stato d’animo fluisca. Abbracciarlo e sentirlo intensamente. Passerà e non caratterizzerà ogni giorno della vacanza. Si tratta di brevi momenti di isolamento, di dialogo con se stessi. Qualora dovesse diventare insistente bisogna affidarsi alle distrazioni, agli amici, alle buone letture e al relax delle vacanze. Alla cura del sole, del mare e dell’aria fresca. Cogliere gli aspetti positivi nell’allontanamento dalla quotidianità
Ovviamente in soggetti predisposti a stati d’ansia o cadute depressive, è sempre bene consultare un esperto

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.