Batman: 56 anni da Adam West a Robert Pattinson, qual è il migliore?

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56 anni fa esordiva la famosa serie TV su Batman interpretata dall’iconico Adam West. Mezzo secolo dopo tocca a Robert Pattinson… e nel mezzo?

Batman è uno dei personaggi più iconici nella storia della letteratura. Le riproposizioni del crociato incappucciato si sono alternate ciclicamente dal momento dell’esordio nel 1939. Il personaggio figlio del genio creativo di Bob Kane e Bill Finger, però, ha esordito nel piccolo schermo proprio nella serie TV ideata da Will Dozier.

La serie ottenne subito un grande successo, diventando rapidamente una serie di culto. Il grande successo riscosso tra pubblico e critica portò il personaggio, accompagnato dal Ragazzo Meraviglia Robin, sul grande schermo, nel 1966. I 120 episodi hanno tutti la durata di 25 minuti e, quasi tutti, si muovono in coppia con il primo che che termina con un cliffhanger.

Questo fortunato schema narrativo, unito all’introduzione dei più famosi villain di Bats – Joker, Pinguino, il Cappellaio Matto -, fece da culla a delle interpretazioni iconiche. E da lì, probabilmente, deriva la fortuna crossmediale di Batman tra fumetto e cinema. Ma cosa ne è stato dopo?

Gli anni ’70 e ’80 di Batman

In realtà, in termini cinematografici o televisivi, dopo l’esperienza di Adam West, il mantello di Bruce Wayne è rimasto appeso su una gruccia per tanto tempo. Contestualmente, la DC affida le sorti fumettistiche del personaggio al duo O’Neil-Adams che danno al Pipistrello una venatura horror, calandolo in atmosfere gotiche a tinte dark.

Ma il grande rilancio di Batman si ha negli anni ’80 con un’opera che ha appassionato le più diverse generazioni di lettori: Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Frank Miller, 1985. Fumetto che ha tutto dell’autore, ma anche dei suoi tempi: ambientato nel futuro, con un Bruce Wayne vecchio che ha appeso il mantello e gettato la maschera, ma non la voglia di combattere il crimine.

L’opera di Miller è talmente grande, talmente profonda nei temi e nei dialoghi che riporta in auge il personaggio. Tant’è che la DC affida allo stesso fumettista statunitense un altro progetto destinato a diventare una pietra miliare per chiunque tratterà le vicende di Bruce Wayne: Batman: Anno uno. Opera che segna il ritorno urbano e decadente nei fumetti del crociato incappucciato.

Ma segna anche il ritorno di Batman al cinema. A indossare il mantello è Michael Keaton, uno dei migliori interpreti del personaggio (e tornerà in The Flash, 2022), e in cabina di regia c’è Tim Burton. Ad interpretare il villain principale sarà Jack Nicholson in una meravigliosa interpretazione di Joker.

In questo periodo vengono pubblicate alcune delle storie più entusiasmanti mai scritte. Oltre alle già citate di Frank Miller, si ricordino le opere che hanno reso grande la nemesi di Batman: Una morte in famiglia di Starlin-Aparo, e The Killing Joke di Alan Moore, con protagonista Joker.

Gli anni ’90

Sono gli anni della caduta del Cavaliere Oscuro in Batman: Knightfall, di Terra di Nessuno e dell’esordio di Harley Quinn. Ma soprattutto di Arkham Asylum: Una folle dimora in un folle mondo di quel gran genio che è Grant Morrison. Un viaggio oscuro nella psiche di Batman, un viaggio terapeutico tra simbolismo e psicanalisi per decostruire il personaggio e riassemblarlo.

Il fumetto ha trovato una profonda dignità, le tematiche trattate sono adulte, l’approfondimento introspettivo dei personaggi è serio, lineare, raffinato e colto. Grant Morrison (grazie ad altri lavori come JLA) ha preparato il terreno al grande successo che i cinecomics avranno negli anni 2000.

Ma negli anni ’90, dopo un ottimo sequel cinematografico di Tim Burton con Batman – il ritorno, la qualità ebbe una forte battuta d’arresto. Altri due sequel girati da Joel Schumacher, Batman Forever e Batman & Robin, rispettivamente con le interpretazioni di Val Kilmer e George Clooney, sono un disastro sia per la critica che per il pubblico.

Come non dimenticare i bat-capezzoli?

Immagine presa da movieplayer.it

Gli anni 2000

Dopo il disastro di Schumacher, alla Warner è venuta la buona idea di nascondere Batman dalle avventure cinematografiche. Nel frattempo, però, su carta arrivano altre grandi storie. E’ il momento di uno dei gialli letterari più intriganti degli ultimi vent’anni: Batman: Hush di Jeph Loeb; Grant Morrison torna con Batman R.I.P e Crisi Finale.

E i tempi si fanno maturi per il ritorno al cinema del Cavaliere Oscuro: il progetto viene affidato a Christopher Nolan che pensa ad una trilogia. Affida la maschera del pipistrello a Christian Bale e il risultato è destinato ad essere incredibile: la trilogia del Cavaliere Oscuro è un successo storico ed internazionale.

Un Batman sfuggente, raro, lontano dai riflettori. Un Bruce Wayne combattuto, un uomo che indossa una maschera: il suo volto. Già, perché quella del miliardario playboy è solo una facciata che serve a coprire il flagello del crimine. Nolan dà una svolta realistica al personaggio e al pubblico piace.

Riscrive i canoni, ma la trilogia termina. Nel frattempo la Marvel ha creato un universo cinematografico condiviso, e la DC Films non vede l’ora di fare lo stesso. La Warner affida il ruolo a Zack Snyder di costruire una strada che porti alla Justice League.

Il regista di Watchmen sceglie Ben Affleck che esordisce in Batman v Superman: Dawn of justice. Ma le vicende interne alla Warner Bros, e quelle personali prima di Snyder e poi di Affleck, portano entrambi ad abbandonare il progetto. Lasciando pubblico e critica spaccati: chi ama sia lo “Snyderverse” che il “Batfleck” e chi fa tanta fatica ad apprezzare entrambi.

E alla fine arriva Robert Pattinson. Dopo la rinuncia alla regia e al ruolo di Ben Affleck per The Batman, la Warner sceglie Matt Reeves e Robert Pattinson. Il film uscirà il 4 Marzo 2022 nelle sale, e avrà come villain principale l’Enigmista. Per l’occasione, e per i fan degli enigmi del villain, la promozione del film ha creato un sito web dedicato.

Ma chi è il miglior Batman visto sugli schermi?

Sono tutte interpretazioni molto diverse calate in contesti ed epoche differenti. Quindi viene difficile fare un confronto tra attori, interpretazioni, materiali e momenti storici così diversi. Ma si può ricorrere a quell’arma che tanto ci piace (oppure no, in realtà non lo so) del voto:

  • Adam West: 7.5. Iconico, eccentrico, fresco, pop, divertente;
  • Michael Keaton: 9. Umbratile, incisivo, misterioso. Le sue sopracciglia arcuate rendono perfettamente l’essere cogitabondo di Bruce Wayne;
  • Val Kilmer: 4. Pessimo, inadatto, incoerente. Personaggio scritto male, in un film fatto peggio, con una performance non all’altezza. A guardarlo, poi, ci si chiede come possa essere fisionomicamente credibile.
  • George Clooney: 3. Non ho aggettivi per descrivere il personaggio. Ci ho pensato, ma nulla. Mi viene solo “capezzoloso”. Mi hanno traumatizzato quei capezzoli sulla bat-suit. Ma che senso hanno?
  • Christian Bale: 8.5. Un ottimo Batman, un meno incisivo Bruce Wayne. Ma la performance è di altissimo livello, in ogni caso. Soprattutto se consideriamo che aveva l’onere di rivitalizzare un personaggio torturato dai due che lo precedono.
  • Ben Affleck: 7.5. Fisicamente, lui è Batman. Prendete un qualsiasi fumetto, e farete fatica a distinguere realtà e rappresentazione. Forse esagero, ma il mascellone, gli occhi tagliati, un fisico grande e grosso… Il mio voto poteva essere anche più alto, ma la realtà è che rimane incompiuto senza uno stand alone. In più, troverete chi lo ama – come me -, ma tanti che non vedevano l’ora di toglierselo dalle scatole.
  • David Mazouz: 6.5. Interpreta un adolescente Bruce Wayne nella serie Gotham incentrata su Jim Gordon. Mazouz fa quel che può in una serie buona ma dalla scrittura a tratti schizofrenica, e il suo Batman si vede solo nell’ultimo frame dell’ultima puntata.
  • Iain Glen: 7. Porta Bruce Wayne nella serie Netflix Titans. Il prodotto ha tante buone intenzioni, ma la realizzazione è abbastanza scarna per via di una sceneggiatura davvero piatta ed inconsistente. A salvarsi è proprio Bruce Wayne che, quando è in scena, porta quel qualcosa in più che manca a Nightwing&co.
  • Robert Pattinson: non classificabile, ma ha creato tanto hype il suo film. Che possa essere una gustosissima rivelazione?

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.