Billie Eilish: The World’s a Little Blurry

billie-eilish

Billie Eilish è la protagonista di un film in uscita su Apple Tv

19 anni, capelli bicolore neri sulle punte e verdi alla radice, occhi chiari e grandi, nasino all’insù, vestiti oversize, voce angelica e 5 Grammy Awards…impossibile non capire di chi sto parlando. Billie Eilish è tra le 100 celebrità più pagate al mondo, a distanza di 4 anni dal suo primo contratto ha raggiunto numeri impressionanti per un’artista che è solo all’inizio della sua carriera. Ha collaborato con artisti di fama internazionale come Rosalìa, Justin Bieber e Khalid, è stata testimonial di Calvin Klein e soprattutto è volto green per le Nazioni Unite e attivista per il Black Lives Matter.

“Niente musica su un pianeta morto”

Nel videoclip del suo brano “All The Good Girls Go To Hell”, Billie raffigura il mondo come un inferno coperto di petrolio per lanciare un messaggio ecologista. Agli scorsi American Music Awards ha indossato una maglietta con su scritto “Niente musica su un pianeta morto”, ha scelto di rendere i suoi tour eco-friendly ed ha partecipato alla creazione di una linea di abbigliamento vegana per H&M. La posizione di Billie è molto chiara, nonostante sia così giovane sembra impegnarsi concretamente in ciò in cui crede, mostrando determinazione e grinta.

Tra gioie e dolori, Billie è una di noi

I testi delle sue canzoni sono una valvola di sfogo per molti coetanei: Billie parla spesso di droghe, alcol, di quanto sia triste essere circondati da persone dipendenti da uno stile di vita così sregolato. La popstar a soli 19 anni ha già visto morire i suoi amici di overdose, forse per questo si discosta da ciò e dichiara di essere astemia.

Billie lotta per ogni suo diritto e parla di ogni momento buio della sua vita. Racconta di quando era un’autolesionista perché non le piaceva il suo corpo, di quando a 14 anni non mangiava e a 12 prendeva una pillola per perdere peso. Billie dice che il suo cervello non sa starsene mai in pace, soffre di un disturbo di elaborazione uditiva ed ha la sindrome di Tourette. Ci fa strano leggere certe cose di una persona talmente famosa, eppure questo è ciò che rende Billie cosi umana, cosi banalmente e dolorosamente adolescente, come tutti noi.

La voce di Billie Eilish si fa sentire anche in politica

A dieci giorni dalle elezioni presidenziali in America, Billie si è esibita in concerto virtualmente, con l’aiuto del fratello Finneas. Hanno allestito uno scenario mozzafiato e i fans sono stati letteralmente travolti pur restando nella propria cameretta. Tra le varie immagini sullo sfondo del concerto, hanno avuto grande significato quelle raffiguranti i disastri ambientali del nostro pianeta. Alla fine dello show Billie ha esortato i suoi fans: “andate a votare, per amor del cielo!”. Il presidente Biden ha taggato la piccola Eilish in un tweet:

“Dirò solo quello che ha detto Billie Eilish: votate come se la vostra vita dipendesse da questo”.

Inoltre Billie è stata nominata dall’amministrazione Trump come esempio di artista da non ingaggiare per una campagna sul corona virus. Risulta chiaro a tutti che in un modo o nell’altro la nostra popstar fa parlare di se.

Un documentario per conoscerla meglio

Nonostante Billie sia già come un libro aperto per i suoi fans, dal 26 febbraio arriverà su Apple Tv+ il documentario sulla sua vita intitolato “Billie Eilish: The World’s a Little Blurry”. Inoltre l’11 Maggio uscirà anche l’autobiografia Billie Eilish by Billie Eilish. Forse il motivo per il quale amiamo così tanto questa piccola celebrità globale, è proprio la sua trasparenza. Billie usa il proprio successo anche (e forse soprattutto) per dimostrare che nessuno è solo, che i dolori fanno parte della vita, che è giusto parlare dei problemi e affrontarli, perché sono molto più normali di quanto crediamo.

Non credo che esista qualcosa di più bello che riconoscere in una ragazza di soli 19 anni così tanto coraggio e determinazione. Billie ogni giorno insegna a tutti noi che dobbiamo lottare per i nostri diritti e il nostro futuro, che il pianeta è la nostra casa e noi tutti abbiamo il dovere di rispettarlo e prendercene cura.

PhotoCredits: @billieeilish

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.