Body shaming: intervista a Giorgia Colella

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L’amore, le insicurezze, la considerazione della propria persona, del proprio corpo. Come imparare ad “amarci” sul serio? Perché il body shaming è ancora un problema? Ne parla Giorgia Colella con il suo movimento di body positive.

Parlami di te e come si è evoluta la tua figura sui social

Sono una semplice ragazza che abita in un paesino smarrito sulle alture di Genova, ma che ha sempre coltivato il “sogno cittadino”. Amo l’idea di futuro, tecnologia che avanza, e indubbiamente i social. Inutile dire che ho sempre sognato di crescere in questo ambito, e ora che sono riuscita a creare la mia figura, essendo me stessa, sono davvero soddisfatta e grata di tutto questo. Il mio fandom è davvero dolce e premuroso, sono contenta di aver creato un movimento pieno d’amore verso gli altri e soprattutto, verso sé stessi.

Quando hai deciso di fare body positive?

In realtà, non l’ho mai deciso, è venuto da sé. Ho cominciato a postare alcuni video su Tik tok, riguardo il mio lavoro da ballerina nei locali e nelle discoteche. Nei commenti ricevevo molti insulti poiché secondo il pubblico del web non avevo il fisico adatto per fare quello che facevo. Da allora è nato il mio movimento body positive, dove spiego che ognuno può fare ciò che ama, e che la tipologia del nostro corpo non determina la nostra vita, ma la determiniamo noi con le nostre scelte. Certo, molte aziende hanno ancora troppe restrizioni al riguardo, e il mio intento è proprio questo: cercare di far parte di un cambiamento nel mondo. Forse ci vorrà una vita, ma io ci credo.

Perché oggigiorno sono cambiati i canoni di bellezza?

I canoni di bellezza cambiano continuamente, il mondo si evolve. Proprio per questo credo che sia davvero importante far parte del cambiamento attuale, cercando l’evoluzione della bellezza in un corpo sano ed equilibrato, con tutti i suoi difetti.

Hai imparato ad amarti (il rapporto con il tuo corpo)

Finalmente si. Se dicessi che mi sono sempre amata, mentirei. Ho imparato tante cose nel corso degli ultimi anni.
Ho imparato che esistono diversi punti di vista in tutto, nei pensieri, nel corpo. E se capiamo questo, riusciamo a vedere la vita da una prospettiva diversa. Ho imparato che i difetti sono normali e che non sono per forza qualcosa di negativo. Ma che essenzialmente i difetti fanno la persona che siamo. Che il nostro corpo è la nostra casa e se lo accogliamo nel modo giusto, avremo sempre più pensieri positivi e di conseguenza ci accadranno solo cose belle.

I social hanno influito sul decremento sociale d’autostima?

Non è così banale dire di . Per quanto palese sembri il fatto che sia tutto finto, molte persone sono ancora inconsciamente convinte del fatto che tutto ciò che si vede sui social, sia reale. È ancora importante ricordare che ormai, le modifiche, i filtri, le app per migliorare la propria figura, hanno preso il sopravvento. Sinceramente non sono contro l’utilizzo di queste, ma deve esserci la consapevolezza di sfogliare un mondo ben lontano dalla realtà.

Quanto conta per te apparire?

Prima, tantissimo. Adesso conta, ma molto meno. Anni fa ero ossessionata da ciò che gli altri avrebbero potuto pensare di me, per quella t-shirt troppo attillata, per quella gonna troppo corta. O anche per quello stile troppo trasandato, per quella ricrescita al mare sulle gambe. Adesso amo prendermi cura della mente e del corpo, soprattutto per me stessa, ma anche per dimostrare agli altri che possiamo essere chi vogliamo, che nulla è mai troppo, o troppo poco. Prima odiavo gli occhi addosso, ora li interpreto come una vittoria.

Cosa pensi della chirurgia estetica e di chi ci ricorre?

Non ho pensieri negativi al riguardo, ma non è tra i miei piani futuri. Non giudico chi ricorre alla chirurgia e nemmeno chi ne abusa, perché sono dell’idea che ognuno possa fare ciò che desidera della sua vita e del suo corpo. Personalmente credo che i difetti caratterizzino la persona, ma se il tuo naso troppo grosso ti sta rovinando la vita, vai a fare quell’intervento!

Body shaming e le tue considerazioni

Il body shaming nella società di oggi purtroppo ancora esiste, come il razzismo, l’omofobia, e molte altre importanti problematiche attuali. Credere ad un mondo futuro completamente senza pregiudizi, certamente sarebbe un’utopia. Ma sono dell’idea che nel nostro piccolo possiamo contribuire a diffondere più amore e meno odio! Questo è proprio l’obiettivo di ciò che faccio. Creare, in questo caso sui social, un piccolo posto sicuro per tutte le persone che hanno subito violenza di ogni genere in qualche modo legata alla propria figura fisica. Sono convinta che questo sia già un buon inizio per sensibilizzare una generazione dai nuovi ideali, si spera, buoni e giusti.

Perché non se ne parla abbastanza?

È molto più facile vivere una vita senza pensieri, evitando i problemi, piuttosto che battersi per degli ideali (soprattutto se non ti riguardano in prima persona). È un grande sforzo e richiede molto coraggio. Per questo motivo un po’ di tutte le cose che contano davvero, forse, non se ne parla abbastanza.

Quanto influiscono i commenti positivi e negativi sulla tua persona

Molto poco. Ho passato l’adolescenza a modellarmi in base a quello che le persone si aspettavano da me, inseguendo ideali lontani di “perfezione” imposti, che però non somigliavano affatto alla mia persona e a quello che ero realmente. Adesso le critiche vuote mi scivolano addosso, perché so che siamo vittime di individui insicuri e insoddisfatti. Le critiche costruttive, le accetto con garbo, poi decido se ne vale la pena seguire il consiglio, o no. Un punto di vista esterno è sempre utile, ma alla fine quello che conta quando andiamo a dormire, è come trattiamo il nostro di punto di vista, i nostri bisogni, le nostre sensazioni, noi stessi.

Cosa consigli a chi non è in pace con il proprio corpo, e soffre per il suo aspetto?

Il mio consiglio è basilare e forse anche un po’ scontato: cambiare punto di vista. Non concentrarsi sempre su quel difetto, quella prospettiva, quel numero. È importante guardare la vita, il corpo, il cibo, in modo diverso. La parola d’ordine per riuscirci è positività. Il secondo passo poi, è l’accettazione (che non è sinonimo di fallimento). Anche se sembra un concetto difficile, astratto e lontano, viene da sé quando ci rendiamo conto della persona che siamo sotto tutti i punti di vista, ed incominciamo ad amarci, magari anche volendo migliorarci, ma per noi stessi e non più per gli altri. Parlando in termini molto più semplici: eliminare le energie negative, ti aiuterà a vivere in libertà con te stesso e con gli altri. È importante anche connettersi a persone come me, nella vita e sui social, in modo da ricevere le vibes che possono aiutarvi a ripartire da zero nel modo giusto!

Buona rinascita!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.