Book Pride 2022 a Milano, nuova sede e nuovo tema: “Moltitudini”

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Dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia torna a Milano, da oggi e fino al 6 marzo, il Book Pride, con una nuova sede ed un nuovo tema: “Moltitudini”

Tante le novità relative al Book Pride 2022 a cominciare dall’introduzione di un biglietto d’ingresso alla fiera e del cambio della direzione artistica, affidata in precedenza allo scrittore Giorgio Vasta. Cambiamenti anche logistici rispetto agli anni precedenti con una nuova sede il Superstudio Maxi di Milano, una ex fabbrica siderurgica che rappresenta il più grande spazio aperto sostenibile (un parametro a cui si è prestato molta attenzione durante la ricerca della location) che offre la città.

Nei tempi incerti in cui viviamo, le case editrici indipendenti continuano a tenere alta la bandiera del libro e della promozione della lettura

Come rimarcato dalla Presidente di Book Pride Isabella Ferretti, il mondo dell’editoria indipendente italiana ha dovuto fare i conti con le sfide del periodo pandemico per garantire la fruizione del libro e di quella “promozione della lettura” a cui molto spesso si fa attenzione solo su carta.

In questo senso c’è infatti moltissimo lavoro da fare e grande responsabilità in questo spetta proprio alle case editrici e gli editori che molto spesso “mancano” proprio nel raggiungere gli obiettivi che dovrebbero essere primari per il settore.

Nel caso del Book Pride si è scelto di intervenire attraverso una “squadra editoriale giovane” che rappresenta la nuova generazione con un compito non facilissimo. Si è puntato su: Federica Antonacci, Anastasia Martino, Federica Principi, Raffaele Riba, Alice Spano.

Si è poi scelto un tema, “Moltitudini”, molto sentito e che accende sempre dibattiti interessanti e spesso “di rottura” con il vecchio che lascia posto al nuovo che avanza (un passaggio naturale che spesso avviene in maniera non graduale).

Si parlerà di sciami, stormi, flussi e campi, mettendo in discussione la prospettiva antropocentrica ed etnocentrica che fa leggere l’ambiente in termini di risorse e provare a capire cosa accade se ci si focalizza sul legame tra il disordine e la fluttuazione dei sistemi che ci circondano, sulla scia di un Nobel per la Fisica che all’Italia mancava da quasi vent’anni

Isabella Ferretti- Presidente di Book Pride

Dunque anche nel caso di Book Pride, così come lo è stato per la collana “Quanti Einaudi”, si è scelto di confrontarsi con un nuovo modo di porsi nei confronti della “collettività” e della responsabilità della “moltitudine” nei confronti della realtà che costituisce la contemporaneità.

Il tema del Book Pride 2022: “Moltitudini”

Termine, quello di “Moltitudini”, che ha il chiaro obiettivo di mettere in dubbio proprio l’idea stessa di individuo e della percezione che si ha nei confronti di qualcosa che di centro non è “integro”, non è “compatto” men che meno “immutabile”.

Il messaggio che traspare dalle scelte compiute dal team di lavoro di quest’anno è stato dunque quello di mettere luce sul dato secondo cui si è compreso come le forme della collettività possano essere l’antidoto a quella solitudine così preponderante che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere nella società attuale prima e dopo la pandemia.

Scelte che si rispecchino anche nella scelta dell’illustrazione del logo, realizzata da Antonio Pronostico e dai quattro percorsi che compongono il tema scelto: “Prossimità”, “Dediche”, “Alleanze” e “Vivere tutto da tutti i lati”.

Book Pride 2022: il programma

Nel percorso delle “Prossimità” il lettore potrà assistere a incontri, dibattiti e riflessioni tra grandi personalità del mondo dell’arte, della scienza, delle istituzioni e del giornalismo che con “la loro particolare esperienza professionale o di vita ci sembrano incarnare una delle possibili declinazioni di moltitudine, si racconteranno in una conversazione a due”.

Il programma verrà ulteriormente arricchito da “un ciclo di incontri per dedicare uno spazio e un tempo a quelle personalità che ci hanno portato oltre i limiti e i vincoli di realtà, siano essi culturali, sociali o antropologici: Pier Paolo Pasolini, a 100 anni esatti dalla nascita, Giorgio Manganelli, Daniele Del Giudice e poi ancora Joan Didion e bell hooks” che costituisce il percorso “Dediche”.

Molto verrà riservato anche alle “Alleanze” e cioè sull’indagare “le forme di collettività umane e non umane, i legami che le strutturano e i conflitti che le percorrono. Si parlerà di alleanze, appunto, di collaborazione: ragioneremo sulle disuguaglianze; ci troveremo a maneggiare un aggettivo delicato – comune – che ha dentro diritti e responsabilità“.

Ed infine spazio dedicato alla scrittura e cioè a quel “Vivere tutto da tutti i lati” che si realizza nell’atto creativo della stesura di una storia. Dunque “scrittrici e scrittori racconteranno uno o più libri per loro particolarmente significativi dando conto dell’esperienza, che la letteratura consente, di “uscire” dalle nostre vite per viverne altre, essere altro”.

Una piccola parte di quello che sarà l’esperienza della fiera di quest’anno che vuole rendere così chiaro come ci sia “almeno” l’intenzione da parte dell’editoria indipendente italiana di stare “al passo”, di voler far parte della “moltitudine”.

Ambasciator