Brasile: grave attacco alla democrazia

Attacco alla democrazia in Brasile

Dopo l’assalto di ieri ai palazzi del potere, Brasile sotto shock. Effettuati 400 arresti. Bolsonaro si è dissociato dal grave episodio

L’8 gennaio 2023 si è consumato un gravissimo attacco alla democrazia a Brasilia, capitale federale del Brasile. Circa 15mila persone, supporter dell’ex presidente Jair Messias Bolsonaro, hanno assaltato, occupato e devastato le principali sedi istituzionali. 

Da Praça dos Três Poderes la folla è riuscita a superare il cordone di sicurezza allestito dalla polizia del Distretto Federale e assaltare il Parlamento, la Corte Suprema e il Palazzo Presidenziale

Dopo alcune ore, le Forze dell’Ordine sono riuscite a ristabilire l’ordine e ad arrestare 400 persone. Rischiano di essere accusate di sedizione e tentato colpo di stato. 

400 arrestati a Brasilia
400 arrestati a Brasilia

Le origini della protesta che ha scosso il Brasile

Questo attacco alle istituzioni democratiche è originato dal mancato riconoscimento della vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva, Presidente in carica dal 1º gennaio 2023, da parte di Bolsonaro e i suoi sostenitori.

Le elezioni si sono svolte in due turni, il 2 e il 30 ottobre, senza alcuna evidenza di possibili brogli. Ciononostante, i bolsonaristi hanno chiesto alle Forze Armate di intervenire per scongiurare il ritorno dell’odiato avversario. 

Jair Bolsonaro, pur di non riconoscere la vittoria di Lula,  ha lasciato il Brasile poche ore prima del passaggio di consegne per rifugiarsi negli Stati Uniti, in Florida, dove si trova anche il suo alleato politico, Donald Trump.

Le dichiarazioni di Bolsonaro

Dalla sua residenza statunitense, l’ex presidente ha emesso un comunicato nel quale si è dissociato da quanto accaduto la scorsa domenica. 

Le manifestazioni pacifiche, secondo la legge, fanno parte della democrazia. I saccheggi e le invasioni di edifici pubblici come quelli di oggi, così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sono illegali. Durante tutto il mio mandato sono sempre stato nel perimetro della Costituzione, rispettando e difendendo le leggi, la democrazia, la trasparenza e la nostra sacra libertà“. 

Gravi sospetti sull’operato della Polizia locale e sul Governatore

Dopo aver riportato l’ordine, sono iniziate le indagini per appurare quanto successo e fare giustizia. 

La prima testa a cadere è stata quella di Ibaneis Rocha Barros Junior, Governatore del Distretto Federale di Brasilia. Quest’ultimo è stato rimosso dalla carica per 90 giorni dal giudice della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes.  

Sul politico del MDB (Movimento Democratico Brasiliano) pesano i sospetti di aver lasciato mano libera ai protestanti. Un’accusa simile ha ricevuto la locale polizia che è attualmente tenuta sotto stretto controllo da parte dell’Esercito. 

Twitter, Facebook e TikTok hanno ricevuto l’ordine, da parte della Corte Suprema Federale, di bloccare materiale propagandistico dei golpisti

Tramite le locali società di telecomunicazioni si sta cercando di risalire ai partecipanti dell’assalto alle istituzioni democratiche brasiliane.

Il Brasile ha subito un grave attacco ma sta reagendo con forza e determinazione per far prevalere la Giustizia e la Democrazia

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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