Buon compleanno, Enzo Avitabile

Enzo Avitabile

Il 1° marzo del 1955 nasceva Enzo Avitabile. Oggi si celebra la vita di un artista per cui sembrano non esistere etichette: dall’infanzia a Marianella, alle collaborazioni internazionali, le tournée e infine il cinema

La musica di Enzo Avitabile è una di quelle che attraversa il Mediterraneo. È una musica fatta di intrecci, di influenze diverse, di contaminazioni continue, in cui non è possibile riconoscere un’identità musicale ben precisa: il suo è un lavoro di continua sperimentazione alla ricerca di un suono inedito, non solamente originale, ma vitale ed essenziale, che lo porta a spaziare dalla musica sacra popolare ai ritmi africani, dalla musica classica all’antico lirismo napoletano, ma anche dal jazz fusion alla world music, passando per il funk.

La sua napoletanità intrinseca si riunisce ad una tradizione afro-americana innestata di suoni mediorientali. Gli strumenti tradizionali partenopei, come la mandola e la chitarra battente, incrociano la Kora africana e la Tabla indiana senza perdere d’identità, ma anzi, arricchendo e “sposando” i suoni del Mediterraneo.

James Brown, Tina Turner, Randy Crawford, Afrika Bambaataa, ma anche Hugh Masekela, Amina, Baba Sissoko, Khaled, Amal Murkus, sono solo alcuni degli artisti con cui ha collaborato negli anni: tutti nomi di rilevanza internazionale, ciascuno portatore di storie di elevato valore simbolico che concorrono allo stesso modo alla creazione di questo Mondo, come se fossero – ciascuno con la loro geografia di riferimento – emblemi di un’idea di musica come ponte e giuntura contro il sopruso e la violenza.

Giù nel globo

Il Sud è il comune denominatore della musica di Enzo Avitabile, un Sud che permette il recupero di una tradizione culturale che rappresenta e definisce l’identità e la memoria di un unico popolo.

La sua musica diventa il luogo in cui la “questione mediterranea” si traduce e si riconosce in una “questione meridionale”, in cui il fenomeno dell’Orientalismo viene paragonato a quello del Meridionalismo e dove c’è quindi un Nord che stabilisce un suo Sud a cui opporsi, per poi dare vita ad un rapporto di subordinazione: così, l’antitesi tra una sponda occidentale – giudicato essere superiore – e l’altra orientale – ritenuto inferiore a esso – si proietta in una contrapposizione viva ancora oggi tra settentrione e meridione italiano. La povertà, l’odio, la criminalità, la fame, la disuguaglianza, fanno parte di una realtà – narrata da Enzo – che accomuna tutti i Sud: nei suoi brani, l’universale si rovescia nel particolare e viceversa, e cantare dell’Africa significa cantare anche di Napoli.

In “Salvamm ‘o Munno”, l’Africa e Napoli, il Sud Italia e la Palestina, sembrano compenetrarsi nei ruoli e negli immaginari, creando un unico mondo in cui Enzo Avitabile si immerge per celebrarne, con gioia e sacralità, la ritrovata connessione.

La voce di Enzo Avitabile rappresenta “un grido di resistenza” contro l’insubordinazione, l’ingiustizia, la povertà, la guerra, la disuguaglianza: essa si fa portatrice di un messaggio di integrazione tra i popoli non solo del Mediterraneo, ma del Mondo.

Sunga wase sunga

Come Frantz Fanon, che confida in un dolore universale che unisce i popoli “ai margini” nella cui unione riconosce la forza della resistenza, allo stesso modo Avitabile ritiene che “il potere di agire” risieda nei legami tra uomini, solo attraverso i quali è possibile coltivare la speranza di un futuro diverso, non più dilaniato da divisioni, subordinazioni e ingiustizie subite da una comunità subalterna che – da sempre – è costretta a pagare un riscatto salatissimo imposto da chi la Storia ufficiale ha dipinto come superiore, migliore, unico: parafrasando Enzo Avitabile, solo nel “simm tutt’un” risiede la possibilità che noi uomini “salvamm ‘o munno”.

Pecché m’addimane si songo italiano,

si songo ‘e ll’Euròpa o songo africàno?

Si parlo cu ‘a vocca, respìro cu ‘o naso,

si tengo ‘na mamma, chi Ddio m’ha criàto.

Lampidusa, scùmma, vàrca, attraviérzo acqua…

Lampidusa terra ‘e miézo, sperànza…

(dal branoAttraverso l’acqua“, Enzo Avitabile & Francesco de Gregori)

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