I cambiamenti del corpo sono la normalità: come accettarli

cambiamenti-del-corpo-sono-la-normalità

Quando i cambiamenti ci spaventano

Le vicende dell’anno appena terminato, hanno sicuramente impattato sulla vita di tutti noi. Certo, in diversi modi e con diverse intensità.
Lo stile di vita di molti si è radicalmente modificato, passando spesso dall’iperattività alla sedentarietà obbligata.
A tali modificazioni è corrisposto, in molti casi, un cambiamento più o meno evidente nella forma fisica, che ha spesso generato sensi di colpa nei soggetti interessati.
I cambiamenti del nostro corpo, non devono spaventarci: non sono una colpa da espiare.

La relazione fra corpo e tempo

Eccolo lì che ci fissa dall’armadio. Quel jeans o quel maglione che abbiamo acquistato l’anno scorso e che non ha avuto molte occasioni per vedere la luce.
Forse lo avevamo acquistato perché calzava alla perfezione, forse perché il modello era proprio quello che cercavamo, forse semplicemente perché ne avevamo bisogno ed è stato il primo che abbiamo trovato.
Eppure, ora sembra quasi un sogno irrealizzabile poterlo indossare. Magari calzerà un po’ più stretto o un po’ più largo, magari non evidenzierà più forme perfettamente delineate dal costante esercizio fisico.
Il corpo è la tela su cui il tempo disegna il suo inesorabile passaggio.
In quanto tale, esso si modifica più e più volte nel corso della nostra vita.
È naturale, quindi, che alcuni eventi possano cambiare il nostro aspetto.
Il periodo storico che ci troviamo ad affrontare, non è dei migliori: fra la costante incertezza e l’ormai evidente stanchezza psicologica, il corpo diventa ancor di più centro di ogni angoscia.
Uno degli obiettivi più quotati di quest’ultimo anno, infatti, è sicuramente stato ritrovare o mantenere la propria solita forma fisica, a qualsiasi costo.

Perché i cambiamenti del corpo spaventano

Già il sociologo Zygmunt Bauman sostenne che il corpo fosse diventato – nell’epoca da lui descritta come modernità liquida – oggetto di culto e, allo stesso tempo, fonte di ansie.
Secondo lo studioso, nell’epoca dell’instabilità il corpo costituisce l’unico referente stabile attraverso cui interpretare il proprio essere nel mondo.
È possibile dunque comprendere perché i cambiamenti del corpo – o persino il timore di un suo cambiamento – possano essere difficili da accettare.
Non bisogna fingere che gli eventi non ci scalfiscano: lo fanno eccome, nel fisico e nella mente. Non bisogna condannarsi se sulla bilancia non si è visto lo stesso peso di qualche tempo fa; così come non bisogna colpevolizzarsi se nel breve termine non si riescono ad ottenere i grandi risultati che si speravano.

Il cambiamento come costante

Se c’è una certezza nella vita è questa: tutto si modifica.
Una situazione negativa non sarà negativa per sempre. Le difficoltà sono spesso temporanee. Un cambiamento non è da intendersi come un danno irrimediabile.
Ciò che conta, è mantenere sempre intatta la propria essenza.
Siamo esseri umani. Gli esseri umani sbagliano, imparano, cadono, gioiscono, soffrono e, soprattutto, cambiano.
Cercare di migliorarsi è sicuramente importante (anzi, fondamentale!), ma la vera svolta è imparare a riconoscere il proprio valore come persona, indipendentemente da ogni possibile canone estetico.
Pensaci, quante cose belle hai fatto? Quante volte qualcuno ti ha sorriso? Quante cose non ti sembravano possibili e poi, magicamente, lo sono diventate?
Se ti fermassi un attimo a fare il conto, sicuramente ti stupiresti.
E, seppure il numero che ne hai ricavato dovesse sembrarti esiguo, resta comunque un ottimo punto di partenza! Pensa a quanto tempo ancora hai per incrementarlo!

Quindi, non sprecare il tuo tempo prezioso a condannarti, che sia per un cambiamento nel tuo corpo o per una scelta sbagliata. Piuttosto, usalo per stimarti!

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.