Il cambiamento arriva con la chiamata di Conte ai Ferragnez

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Il cambiamento scinde la società

Il cambiamento, spesso, scinde la società tra chi preferisce il nuovo e chi preferisce farsi mille domande prima di un piccolo passo.

Quando, invece, il cambiamento comprende intere generazioni con abitudini e mentalità diverse, si rischia di creare una discrepanza socio-ideologica.

Chi preferisce rimanere nella via vecchia tende a chiudersi a riccio; chi invece vede come fonte d’ispirazione la via nuova non esita un secondo a percorrerla: sono scelte di vita.

Il mondo oggi cambia velocemente

I cambiamenti – specie se radicali ed improvvisi – per questioni ideologiche, creano una crepa nella società tra chi guarda avanti e chi preferisce occuparsi dello spazio intorno al proprio io e al proprio tempo.

È una situazione che nella storia umana si è proposta infinite volte e si riproporrà ciclicamente: l’evoluzione umana è strettamente collegata all’evoluzione tecnologica e culturale.

Se in epoca antica queste progredivano a passo d’uomo e lasciavano tempo per adattarvisi, in età moderna prima e in quella contemporanea poi questo processo ha subito un’esponenziale accelerata.

La paura del cambiamento

L’uomo è fatto di ideologie: quanto più queste sono forti e radicate, tanto più gli permettono di percorrere strade tortuose e superare numerosi ostacoli.

Ma se l’ideologia è basata su una cultura e una mentalità ormai retrograde, la presa di posizione diventa quasi una questione di principio e va ad intaccare quello che è il progresso.

Kubrik e il simbolo del progresso

Stanley Kubrik in “2001: Odissea nello spazio“, rappresentò il fenomeno con una tribù di scimmie dinnanzi ad un parallelepipedo lucido e nero di provenienza sconosciuta.
Chi riuscì ad avvicinarsi per primo fu il leader del branco: resosi conto dell’inoffensività dell’oggetto e dopo aver scacciato la tribù rivale, lanciò un osso in aria in segno di vittoria e il gruppo riprese la vita quotidiana.

Quell’oggetto sarà poi visto dal letto di morte del protagonista David Bowman decine di migliaia di anni dopo.
Interpretato come simbolo del progresso: l’umanità ha continuato a progredire ed il misterioso oggetto, è rimasto lì per l’intero arco temporale.

La chiamata di Conte ai Ferragnez

La chiamata del Premier Giuseppe Conte dove chiede a Fedez e Chiara Ferragni di responsabilizzare i propri followers (23 milioni) sull’utilizzo della mascherina, fa storcere il naso a molti ed è una novità.
Mai era successo nella storia della politica italiana che un presidente del Consiglio chiedesse ad un influencer di divulgare un messaggio di così grande portata.

Un gesto di per se innocuo seppur unico, ma che letto in determinato modo potrebbe essere interpretato come simbolo di progresso. Crea un precedente e arriva forte ai diretti interessati: i giovani.

L’uomo cambia assieme ai Mass Media

L’uomo cambia a pari passo con i mezzi di comunicazione e i mass media: la messaggistica e comunicazione istantanea dei giorni nostri portano il mondo a correre ad una velocità incalcolabile.
È l’uomo a dover aumentare il passo.

Lo scalpore generale, non del tutto inaspettato, è arrivato puntuale.
Ma se questo gesto – fatto forse non con queste intenzioni – fosse il parallelepipedo nero dei nostri tempi?
E se i refrattari si rendessero conto che i modi di comunicare sono cambiati e che questo tipo di modalità rappresenta il nuovo, si continuerebbe a vivere come si è sempre fatto?

Photocredits: Giuseppe Conte, Chiara Ferragni

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.