Cantanapoli a Sanremo

Cantanapoli a Sanremo

Il cielo nella città dei fiori è azzurro Napoli

La canzone napoletana è forse quella più famosa e cantata al mondo ed è universalmente riconosciuta come pilastro e storia della musica italiana.

Non solo quella classica, che è patrimonio dell’umanità, ma anche quella che negli anni ha scandito le varie edizioni del Festival di Sanremo, grazie alla partecipazione di moltissimi artisti napoletani che sul palco della città dei fiori hanno trionfato in diverse edizioni.

Anzi, andando indietro nel tempo, si può addirittura affermare che Sanremo si sia ispirato ad un prestigioso festival della musica ideato a Napoli.  

Gli inizi del legame fra Sanremo e Napoli

Nel 1932 infatti, presso il Casinò Municipale di Sanremo, si svolse la prima edizione del “Festival Napoletano”, organizzato da Ernesto Murolo e diretto dal maestro Tagliaferri.

Solo nel 1951, diciannove anni dopo, al Casinò di Sanremo si tenne la prima edizione del Festival della Canzone Italiana, oggi alla sua settantaquattresima edizione.

Un Festival, quello di Sanremo, che ha visto sin dagli albori posizionarsi sul podio grandi interpreti napoletani. Il primo fu Franco Ricci che, nella quarta edizione, conquistò il terzo posto insieme a Gino Latilla con il brano “E la barca tornò sola”.

L’edizione successiva fu quella in cui trionfarono Tullio Pane, napoletano, e Claudio Villa che posero una delle pietre miliari della canzone italiana con “Buongiorno tristezza” conquistando il primo posto.

Nunzio Gallo e l’Eurovision Song Contest

Nel 1957 il primo posto andò a Nunzio Gallo che con il reuccio Claudio Villa cantò “Corde della mia chitarra”, un brano che detiene il record imbattuto di lunghezza (cinque minuti), tanto che all’Eurovision Song Contest dove la canzone rappresentò l’Italia, l’anno successivo fu introdotto nel regolamento un limite di tempo alle canzoni in gara.

Il 1958 si presentò per la prima volta a Sanremo Aurelio Fierro che, pur essendo irpino, era considerato uno dei portabandiera della musica napoletana, trionfatore di ben cinque edizioni del Festival di Napoli.

I gloriosi anni ’60 a Sanremo nel segno della musica napoletana

Sergio Bruni esordì nel 1960 cantando “A mezzanotte” e “Il mare”.

Nel 1961 ci fu il debutto a Sanremo di Luciano Rondinella, nel 1963 di Mario Abbate, nel 1965 di Peppino Gagliardi e nel 1966 di Luciano Tomei, tutti grandi interpreti della canzone italiana nati a Napoli.

Una menzione speciale va a Fausto Cigliano che nel 1964 al Festival interpretò “E se domani”, brano reso poi ancora più celebre dall’interpretazione di Mina che ne fece un suo cavallo di battaglia.

La diciassettesima edizione vide l’esordio di un giovanissimo Peppino di Capri che ha partecipato alla kermesse canora ben quindici volte vincendo nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”, ricevendo su quel palco, nel 2023, il premio alla carriera.

Nel 1968 nella città dei fiori debuttò Massimo Ranieri che vincerà il Festival in un’altra edizione, vent’anni dopo, con “Perdere l’amore” una delle canzoni d’amore più rimarchevoli della musica italiana.

Nel 1969 i napoletani Mario Musella e James Senese con “Tu sei bella come sei” portarono al Festival un rhythm and blues che sconvolse i canoni della melodia sanremese.

Da De Crescenzo a Nino D’angelo, passando per l’ospite di prestigio Renato Carosone

Dal 1970 al 1980 fu poi la volta dei napoletani Gianni Nazzaro, Tony Cico, Angela Luce, Gloriana, Antonio Buono e Mario Abbate.

Nel 1980 la bandiera napoletana fu portata sul palco da Giorgio Zito, nome d’arte del più piccolo dei fratelli Bennato mentre suo fratello Eugenio fece il suo debutto a Sanremo 10 anni più tardi con il brano “900 Aufwiedersehen” e poi, nel 2008, con “Grande Sud”.

Nel decennio tra gli anni ’80 e gli anni ‘90 hanno invece calcato la scena di Sanremo i napoletani Eduardo De Crescenzo, che partecipò cinque volte, Lina Sastri che cantò lo struggente “‘E femmene ‘e mare” e Marisa Laurito con “Il babà è una cosa seria”.

Nel 1986 a Sanremo arrivò Nino D’Angelo, che ha poi partecipato a sei edizioni interpretando brani indimenticabili come “Senza giacca e cravatta” con la Compagnia di Canto Popolare e “Jammo jà” con Maria Nazionale.

Il trentanovesimo Festival di Sanremo vide l’unica partecipazione di Renato Carosone con il brano “‘Na canzuncella doce doce”. In realtà Carosone in quell’edizione era più simile ad un ospite di prestigio che a un cantante in gara per il tripudio che lo accolse sul palco, dove fu presentato, a giusta ragione, come uno dei più grandi interpreti della canzone italiana.

Negli anni ’90 si diede spazio anche a testi controcorrente come quelli di Federico Salvatore

Nel 1992 con “Pe’ dispietto” la Nuova Compagnia di Canto Popolare si aggiudicò il Premio della Critica, riportando sul palco di Sanremo la musica popolare e tradizionale partenopea.

Nel 1994 fu la volta di Gigi Finizio che vinse nella categoria cantautori con la canzone “Scaccomatto”. Nello stesso anno il gruppo dei Neri per caso si aggiudicò il primo posto della categoria Interpreti con “Donne”. Pur non essendo napoletani, meritano di essere citati per lo straordinario successo riscosso dal brano con cui trionfarono l’anno seguente “Le Ragazze”, cantato in una virtuosa interpretazione a “cappella”. Anche Gigi Finizio partecipò nuovamente a Sanremo in quell’anno e conquistò il terzo posto, nella sezione big, con “Lo specchio dei pensieri”.  

Nel 1996 Federico Salvatore, conosciuto come cantante leggero di intrattenimento, stupì critica e pubblico portando a Sanremo “Sulla porta”, canzone che raccontava il rapporto conflittuale di un ragazzo omosessuale con sua madre.

Negli anni seguenti gli artisti napoletani a Sanremo furono diversi, da Massimo Caggiano a Luca Sepe e poi Luna Di Domenico, Alessio Bonomo e Joe Barbieri.

Dal 2000 ai giorni nostri, storia di un’egemonia musicale

Il 2000 fu l’anno del debutto al Festival di Gigi D’Alessio con “Non dirgli mai”. Destinato a diventare una pietra miliare nella discografia dell’artista, raggiunse solo il decimo posto tra i fischi del pubblico che avrebbe voluto vederlo sul podio. Al primo posto invece finirono gli Avion Travel, casertani, che portarono “Sentimento”, il nome della barca su cui un pescatore nelle acque di Castellammare affrontava un dialogo esistenziale con sé stesso sulla vita e sulla libertà.

Nel 2009 fu la volta del napoletano Sal Da Vinci che ottenne il secondo posto con “Non riesco a farti innamorare”.

Nel 2014 a Sanremo Giovani si impose invece Rocco Hunt, con “Nu juorno buono”, che stabilì anche il record di primo artista Rap premiato al Festival.

Dopo di lui, nel 2016, fu la volta di Clementino con “Quando sono lontano”, che nella stessa edizione si esibì in una emozionante interpretazione di “Don Raffaè” del celebre Fabrizio De André. In quello stesso anno a Sanremo si affermarono anche Lele, nome d’arte di Raffaele Esposito, che si piazzò al primo posto nelle nuove proposte con “Ora mai”, e Maldestro che vinse il premio della Critica Mia Martini con “Canzone per Federica”.

Negli anni seguenti a Sanremo hanno partecipato giovani artisti “made in Naples” come Anastasio, Ghemon, Aka7even, un grande autore della musica italiana come Enzo Avitabile, il cantautore Giovanni Truppi e, dopo sessantaquattro anni dal suo esordio, Massimo Ranieri che con “Lettera di là dal mare” ha ricevuto il premio della Critica ed un tripudio di acclamazioni dal pubblico in platea.

Geolier per scrivere un pezzo di storia di Napoli in Italia

Giunta alla sua settantaquattresima edizione, Il Festival di Sanremo aprirà i battenti stasera e Napoli sarà ancora una volta presente con Geolier che proporrà “I ‘p me, tu ‘p te”, brano che ha fatto scalpore ancora prima di essere interpretato a causa della forma napoletana non tradizionale con cui è scritto il testo. Con lui i casertani The Kolors e l’irpina Big Mama. Tra gli ospiti ci saranno invece Gigi D’Alessio, Luché e Pino D’Angiò.

Come dire, il cielo nella città dei fiori anche quest’anno è azzurro Napoli.

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