Canzoni da spiaggia: aspettando la notte di San Lorenzo

canzoni da spiaggia

Non è estate senza falò e non c’è falò senza chitarristi che suonano, con quattro accordi, le solite canzoni da spiaggia che tutti abbiamo imparato ad amare (ed odiare)

Sappiamo tutti cosa significa l’estate: vacanze, spiaggia, mare, feste, falò. Soprattutto i falò. E non si può pensare ad un falò senza pensare a quell’amico che suona per tutte le coppiette attorno al fuoco, mentre lui, al massimo, bacia la bottiglia. Ma quel solito giro di accordi non mette di certo tutti d’accordo, dividendo il gruppo di amici tra chi canta a squarciagola e chi invece grida “basta!”. Eppure, nonostante tutti conoscano quelle canzoni da spiaggia, non tutti conoscono i retroscena che vi si nascondono dietro. Perché, ovviamente, Wonderwall e Certe Notti non sono soltanto canzoni da spiaggia. Così come tutte le altre, ma procediamo con ordine.

Il significato Wonderwall

La prima canzone che viene in mente è di certo Wonderwall, la canzone più famosa degli Oasis, un gruppo britannico fondato dai due fratelli Liam e Noel Gallagher. Il gruppo si è sciolto nel 2009, in seguito ad un litigio dei due fratelli, ma non siamo qui per parlare di tragiche storie familiari. La canzone ha dei toni romantici ed un sound britpop basato su pochi accordi. Ma il significato del titolo e del ritornello può risultare deludente. Infatti, la frase “You’re my Wonderwall” (traducibile in “sei il mio muro delle meraviglie”) ha tanto senso in inglese, quanto in italiano. Lo stesso Noel Gallagher ha svelato la natura non-sense della canzone.

L’odio di Liam Gallagher

E mentre Noel Gallagher si ritiene orgoglioso di quella canzone, nata quasi per caso, senza sapere cosa fosse un capotasto e prendendo ispirazione dall’omonimo album da solista di George Harrison (ex-membro dei Beatles), il fratellino Liam ha più volte espresso il suo odio nei confronti della canzone. Liam ha sempre definito la canzone troppo “trip-hop“, completamente distante dal suo stile. Il più piccolo dei Gallagher sembrerebbe odiare la canzone talmente tanto da affermare che il miliardo di ascolti raggiunti su spotify fossero tutti di Noel. Ma, per quanto si possano avere opinioni contrastanti, non si può negare che Wonderwall sia orecchiabile. Forse, fin troppo.

Certe notti: Mario chi è?

E veniamo, dunque, ad una delle canzoni nostrane più suonate sulle spiagge di tutta la penisola: “Certe Notti” di Luciano Ligabue. Non bisogna essere fan di Ligabue per conoscere questa canzone, come non bisogna essere esperti di cantautorato italiano per conoscere “La Canzone del Sole” di Battisti. Ma la canzone del buon Ligabue, costruita sugli accordi della tonalità di Mi maggiore, ha sempre creato un interrogativo negli ascoltatori: il Mario di cui parla, esiste davvero? La risposta, probabilmente, la conoscono solo i più accaniti fan di vecchia data. Il bar di cui parla Ligabue esiste davvero, così come Mario (all’anagrafe Mario Zanni), già citato in una delle sue primissime canzoni, intitolata, appunto, “Bar Mario“.

Halleluja è una canzone sul sesso

Probabilmente non è la più gettonata tra le canzoni da spiaggia, ma di certo “Halleluja” è una di quelle canzoni che ogni chitarrista suona almeno una volta nella sua vita. Ma gli intenti puri e casti dei musicisti vengono meno quando si svelano i retroscena della canzone. Reinterpretata innumerevoli volte (in alcuni casi dallo stesso autore), “Halleluja” di Leonard Cohen ha come tema principale il sesso. A farlo notare per primo è stato Jeff Buckley che, nella sua versione, ha accentuato la cosa. Definendo l’halleluja come un orgasmo piuttosto che un’invocazione a Dio. E lo stesso Cohen, in maniera criptica, ha confermato la teoria di Buckley. Quindi si potrebbe dire che è la canzone perfetta per lo scenario da falò.

Il genere delle canzoni da spiaggia

Dulcis in fundo, veniamo a parlare delle più sfiancanti canzoni da spiaggia: i tormentoni. Elencarli sarebbe un suicidio, anche perché, probabilmente, li conoscete già tutti: da “Vamos a la Playa” a “Baila Morena“, fino all’odierno reggaeton. Il reggaeton è un genere nato per ballare che segue un solo ritmo: tu ca tu ca (eh no, non parlo dell’indimenticabile canzone di Raffaella Carrà). Per quanto riguarda il testo, si parla sempre di riferimenti piuttosto espliciti al sesso, da fare invidia a Cohen. E mentre tutti sono lì a ballare e il chitarrista si domanda ancora una volta perché abbia accettato di venire, qualcuno se ne sta in disparte a sperare che l’estate finisca presto. Anche, e soprattutto, a causa del reggaeton.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.