Carlo di Borbone: quanto conosci il Re di Napoli?

Carlo di Borbone

Carlo di Borbone rappresenta una figura fondamentale ma poco conosciuta del nostro passato meridionale e italiano

Carlo di Borbone, nato il 20 gennaio 1716 a Madrid e morto il 14 dicembre del 1788 nella stessa città, rappresenta per molti aspetti una figura titanica nella Storia d’Europa. Ha regnato prima in diverse parti d’Italia e poi in Spagna. Un uomo profondamente legato a Napoli, ma quanto si conosce di lui?

Carlo di Borbone e le sue molte denominazioni

Carlo Sebastiano di Borbone ha regnato, in tempi diversi, su vari Regni e questo ha comportato una diversa numerologia in base agli Stati dei quali è stato sovrano. Carlo I, Duca di Parma e Piacenza, dal 29 dicembre 1731 al 3 ottobre 1735. Carlo VII, Re di Napoli, dal 15 maggio 1734 al 10 agosto 1759 e Sovrano di Sicilia (come Carlo III) dal 3 luglio 1735 al 10 agosto 1759.

L’ultimo cambio di nome avvenne il 10 agosto del 1759 quando divenne Re di Spagna, assumendo la denominazione di Carlo III. 

Il primo Borbone a regnare sul Mezzogiorno d’Italia non ha mai voluto utilizzare il numerale legittimo riferito al Regno di Napoli per sottolineare la presa di distanza dai suoi immediati predecessori, gli austriaci che avevano conquistato Napoli durante la Guerra di Successione Spagnola (1701-1714), sottraendola così a suo padre, Filippo V di Spagna

La caccia e l’avversione per i gatti procidani 

Tra le grandi passioni di questo monarca illuminato vi fu senz’altro la caccia. Durante il suo periodo napoletano, il sovrano decise di utilizzare Procida come sito reale di caccia. L’isola era il luogo perfetto per cacciare i fagiani: purtroppo, i gatti procidani disturbavano e minacciavano la vita di questi uccelli, rendendo loro la vita impossibile. 

Così Carlo di Borbone decise di risolvere il problema alla radice, ordinando lo sterminio di tutti i gatti procidani, compresi quelli domestici. 

Domenico Pattolini, solerte governatore dell’isola, non ne fece scappare nemmeno uno. I fagiani furono così lasciati in pace per le delizie dei Borbone ma anche i topi che iniziarono a scorrazzare per l’isola non avendo più i gatti come avversari.

Procida
Procida

L’elefante reale dono del Gran Sultano

Grande fu la meraviglia dei napoletani quando videro, il 1° novembre 1742, per le strade della città il regalo che il Sultano Mehmet V aveva deciso di inviare al loro amato sovrano. Uno stupendo elefante indiano, subito fatto ospitare da Carlo di Borbone nello zoo reale situato nella Reggia di Portici

In una particolare occasione, nel 1743, il pachiderma apparve al Teatro San Carlo, durante la rappresentazione dell’opera teatrale di Pietro MetastasioAlessandro nelle Indie”. 

L’elefante morì nel 1756 per qualcosa che aveva mangiato. Il suo corpo finì esposto prima al Museo Borbonico (l’attuale Museo Archeologico di Napoli), poi dal 1819 ha trovato una sistemazione definitiva al Museo Zoologico di Napoli. 

Purtroppo, agli inizi del XIX secolo, furono trafugate le zanne (per l’avorio) e parte della pelle. 

Le 26 virtù caroline di Piazza Dante

Carlo III decise di far realizzare al suo fidato architetto Luigi Vanvitelli il Foro Carolino, l’attuale Piazza Dante. Il Foro fu realizzato con la forma un emiciclo cintato da un colonnato, alla cui sommità furono poste statue raffiguranti le diverse virtù che appartenevano al sovrano borbonico: ben ventisei statue! Tre di queste opere d’arti furono realizzate da Giuseppe Sammartino (o Sanmartino), le altre furono realizzate da scultori carraresi.

I lavori durarono dal 1757 al 1765 ma la statua equestre di Carlo di Borbone, invece, non è mai stata realizzata.

Ambasciator