Una casa dalla porta sempre aperta: il vascio di Nunziatina ai Quartieri Spagnoli

Il vascio di Nunziatina ai Quartieri Spagnoli

Il vascio di Nunziatina è ormai, da anni, parte integrante della storia dei Quartieri Spagnoli. La sua pasta e patate è amata anche dai grandi chef

Capelli rossi, occhi che parlano da soli e un grembiule che significa una sola cosa: cucino con amore. E con quell’amore Nunzia Rivetti, ma per tutti Nunziatina, porta avanti il suo vascio da ben 8 anni, il suo locale che nel tempo ha cambiato forma ma resta il luogo più radicato della storia dei Quartieri Spagnoli.

Il vascio di Nunziatina e la sua celebre pasta e patate

Al pari del Murales di Maradona, in quei vicoli Nunziatina è conosciuta da chiunque: non solo i napoletani che la conoscono, ma i turisti vengono apposta per lei e per entrare nel suo vascio. Un luogo quasi magico che profuma di storia, tradizione, passione… e di pasta e patate! Ma non una pasta e patate qualsiasi. La pasta e patate di Nunziatina è la migliore della città, anzi, come recita il grande tavolo al centro della stanza “è patrimonio dell’UNESCO”!

Attaccata alle pareti c’è la storia di questo posto, foto, ricordi, vecchie testimonianze di quello che il vascio è stato e per sempre sarà. Nato come piccolo ristorante in cui Nunziatina e suo figlio Fabio insieme alla famiglia intera portano avanti la cucina tradizionale dando la possibilità a chiunque di sentirsi a casa e di vivere un’esperienza fuori dal comune.

La serata al vascio inizia con un sorriso amichevole e finisce con un abbraccio fraterno. Ma poi qualcosa cambia: il ristorante dà fastidio a qualcuno che decide di spezzare il sogno e far chiudere i battenti. Per un attimo il sentimento di disfatta prevale ma è seguito subito da un “non ci arrenderemo mai”. Il vascio, allora, si trasforma. Non è un più un ristorante dove Nunziatina cucina per turisti e napoletani curiosi. Ora è un’associazione culturale, o meglio ancora è una casa dalla porta sempre aperta. Nunziatina dal vascio non è mai andata via, cucina sempre.

La sua pasta e patate è rimasta lì in segno di ribellione e vittoria. Ora però ha più tempo per chi passa di lì, il tempo di un “prego, entrate” per raccontare a grandi e piccini la storia di quel luogo magico e di chi lo ha vissuto nel tempo.

Il vascio di Nunziatina, situato in Vico Lungo Gelso n. 40, a pochi passi da via Toledo, offre un’esperienza unica in una casa d’altri tempi. Qui, la famiglia Zizolfi, una famiglia tradizionale dei vicoli di Napoli, accoglie i visitatori, proponendo un percorso culturale e storico grazie a un’associazione dedicata a preservare e diffondere le antiche tradizioni attraverso racconti e la buona cucina napoletana.

Questa passione non ha lasciato scampo nemmeno allo chef Bruno Barbieri che, durante la sua visita al Vascio in occasione di Quattro Hotel a Napoli, ha raccontato in un episodio di MasterChef che la pasta e patate di Nunziatina è la migliore che abbia mai assaggiato. Anche lui, come me, ha voluto conoscere i segreti per preparare questo piatto così semplice e delizioso.

I vicoli partenopei

E proprio nel cuore pulsante di Napoli, tra i vicoli stretti e vivaci dei Quartieri Spagnoli, si cela un mondo ricco di storia e tradizione: il vascio napoletano. Questo termine, che deriva dal dialetto napoletano “basso”, indica un’abitazione al piano terra, spesso affacciata direttamente sulla strada.

Queste case sono un elemento distintivo del paesaggio urbano di Napoli e rappresentano una testimonianza vivente della cultura e della storia della città. Il vascio è molto più di una semplice abitazione; è un microcosmo che riflette la vita quotidiana dei suoi abitanti. Queste case, generalmente piccole e spesso costituite da un’unica stanza, sono caratterizzate da un’atmosfera intima e accogliente.

Le porte, quasi sempre aperte, offrono uno sguardo sulla vita familiare, dove il privato e il pubblico si mescolano in un modo unico e affascinante. L’origine dei vasci risale al periodo vicereale spagnolo del XVI secolo, quando Napoli era una delle città più densamente popolate d’Europa. La necessità di spazio abitativo portò alla costruzione di queste case a livello della strada, spesso ricavate da vecchi magazzini o stalle. Nonostante le difficoltà e le condizioni di vita non sempre ideali, i vasci sono stati e continuano ad essere luoghi di grande vitalità sociale.

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