La Certosa di San Martino tra gli Angioini e Cosimo Fanzago

certosa di san martino

Il complesso museale della Certosa di San Martino permette di conoscere la plurimillenaria storia di Napoli come pochi altri musei 

La Certosa di San Martino si trova in una posizione ottimale, sulla collina del Vomero, per vedere dalle sue finestre tutta la città di Napoli. Un luogo che presenta tesori artistici di inestimabile valore e un museo dove è possibile conoscere la Storia e la Cultura della Capitale artistica del Mezzogiorno.       

Gli Angioini fondatori della Certosa di San Martino

Dobbiamo alla potente famiglia reale degli Angiò, di origine francese, l’erezione della certosa sulla sommità del Vomero. Fu il primogenito di Roberto d’Angiò, Carlo Duca di Calabria, a volere questo luogo di preghiera, affidandolo all’Ordine Certosino, il cui legame con gli Angioini era molto forte (sia in Francia sia in Italia). 

I lavori furono affidati ai due architetti che avevano già lavorato per l’adiacente fortezza di Sant’Elmo: Tino di Camaino e Francesco di Vito

I lavori iniziarono a partire dal 1325, ma la Certosa fu consacrata solo vari anni dopo, nel 1368. 

I tanti lavori di ampliamento e di sviluppo della Certosa di San Martino

La struttura originaria fu modificata durante il periodo della Controriforma e del Barocco. Vi operarono personalità di primo piano del panorama artistico, nazionale e internazionale, quali Cosimo Fanzago, Jusepe de Ribera, Giovanni Lanfranco e Battistello Caracciolo

I lavori di ampliamento e di sviluppo della struttura originaria sono proseguiti nel corso del tempo. Nel XVIII secolo, hanno lavorato per i certosini artisti del calibro, solo per citarne alcuni, di Francesco De Mura, Luca Giordano, Giuseppe Sanmartino e Domenico Antonio Vaccaro

Un omicidio legato ai lavori nella Certosa 

Cosimo Fanzago, durante il suo intenso periodo di lavoro alla Certosa di San Martino, fu allontanato dai monaci nel 1628 a causa dell’accusa di omicidio nei confronti del marmoraro Nicola Botti, un suo collaboratore. Nelle carte dei certosini sembra che ci sia anche il motivo che avrebbe portato il buon Fanzago ad ammazzare Botti: “Il Cavalier Cosmo [Sic] Fanzago nell’anno 1628 ammazzò Nicola Botti suo compagno per restare solo esso all’opera del Mon.rio”. 

I committenti utilizzarono questa accusa per non pagare alcune sue opere, anche se in realtà sembra che il vero motivo fosse l’inadempienza contrattuale, un problema con il quale si è dovuto confrontare spesso Cosimo Fanzago.

Trasformazione in Museo

La Certosa divenne un polo museale a tutti gli effetti dopo l’Unità d’Italia, quando furono espulsi i monaci nel 1866. Proprio da quell’anno, le stanze dei certosini finirono per ospitare il Museo Nazionale di San Martino. Grazie alla forte volontà del soprintendente Giuseppe Fiorelli, San Martino divenne un vero e proprio bene monumentale di proprietà dello Stato italiano. 

Cosa visitare?

Dalla Chiesa, piccolo gioiello del Barocco Partenopeo, al Chiostro Grande opera del Fanzago, passando per alcune stupende collezioni quali la Presepiale, la Navale e la Storica (contenente immagini e memorie della città di Napoli), si può visitare un luogo affascinante e ricco di Storia.

Ambasciator