Chi sa guidare a Napoli, sa guidare ovunque

Guidare a Napoli

Imparare a guidare nel traffico di Napoli è un po’ come andare in bicicletta: è un’impresa ardua, nuova, diversa, ma una volta superato questo ostacolo, si potrà guidare per sempre ovunque

Solo chi si è imbattuto almeno una volta nella mistica esperienza di guidare nel bel mezzo del traffico napoletano potrà allora dirsi un “eroe”. Tutti i giorni il centro di Napoli è intasato di macchine: c’è chi si dirige verso il luogo di lavoro, chi ha delle commissioni da fare, chi deve andare all’università, chi ha delle visite urgenti. Nel frattempo, la città diventa un caos di andirivieni, con clacson perpetui, pochissima distanza di sicurezza tra un’autovettura e l’altra e non solo…

Nonostante l’etichetta del popolo napoletano di essere lento, saper prendere tutto con calma e avallarsi alla comodità, in realtà quando è alla guida diventa l’opposto. Attraversare le strade centrali di Napoli è paragonabile all’incontro con un universo parallelo, fatto di persone nervose e frettolose che hanno sempre molto da fare, e impossibilitate a perdere un minuto di più.

Perché le strade del centro di Napoli sono sempre così affollate?

Le ragioni della confusione stradale sono ovvie e innumerevoli. Prima fra tutte è sicuramente il cattivo collegamento stradale, seguito dall’inefficienza dei mezzi pubblici, che non permettono ai cittadini di arrivare comodamente e in orario nei luoghi stabiliti. Purtroppo, per raggiungere distanze semplici di circa 15 minuti di macchina, con un pullman si possono impiegare anche fino a due ore.

Un’altra ragione, collegata alla “fretta” che decora il disordine, è che spesso non si tiene in considerazione l’idea di uscire prima per arrivare a destinazione senza stress; si tende quindi a scendere di casa poco prima dell’evento o dell’attività, preferendo percorrere le strade con più precipitazione.

Anche la scarsa possibilità che si ha di trovare parcheggio può presentarsi come uno dei problemi legati al traffico. Ciò, difatti, costringerebbe gli autisti a guidare più a lungo alla ricerca di un posto auto.

Insomma, per fronteggiare questa difficoltà bisognerebbe senza dubbio provvedere ad una corretta amministrazione sotto questo punto di vista.

Guidare a Napoli è davvero pericoloso?

Mettendo a confronto il modo di guidare napoletano a quello di molti Paesi del mondo, si può dire che è completamente diverso. In altri Paesi, ad esempio, tra una macchina e l’altra vi è una distanza di sicurezza che permetterebbe ad un’altra autovettura di starci in mezzo (e gli incidenti avvengono comunque!). A Napoli, la distanza di sicurezza talvolta non supera i venti centimetri. Le macchine si attaccano l’una all’altra, ancora di più quando hanno bisogno di superare.

Spesso capita di imbattersi in autisti spericolati che sorpassano a destra, incoscienti motorini che si lanciano negli spazietti minuscoli lasciati tra le autovetture e, nonostante tutto questo, molte volte anche i pedoni, forse abituati a questo stile di vita, tendono ad attraversare senza neanche guardare.

Napoli è bellissima, unica, particolare, ma purtroppo guidare è oggettivamente pericoloso.

Quando senti i clacson suonare, sei arrivato a Napoli

Guidare a Napoli è un’impresa e osservare un napoletano che guida è anche molto affascinante, perché sembra stia compiendo un atto di una difficoltà immane. Certo, anche questa è una caratteristica che la distingue da tutte le altre città. Per i turisti è sicuramente uno “spettacolo” unico da vedere, e soprattutto da sentire; capisci di essere arrivato a Napoli, infatti, quando per le strade del centro si bussa senza motivo, come se il clacson fosse un segno di riconoscimento, una musica di sottofondo per quei palazzi circostanti che per fortuna, o per sfortuna, hanno scelto di vivere nel bel mezzo della movida.

Non a caso, una delle attività più praticate dai giovani il sabato sera, è passare le ore nel traffico. Tra gli degli esempi più eclatanti vi è il caos di Mergellina, dove talvolta diventa divertente (un po’ meno per chi guida) anche stare semplicemente lì. Si conoscono persone nuove che costeggiano le auto con altre auto, si ascolta musica e si sta in compagnia nella speranza di riuscire a raggiungere un bar, anche per trascorrere lì meno tempo di quello che è stato impiegato per raggiungerlo.

Napoli è così, tutta particolare, un fuoco di luci e suoni che accende e colora l’Italia. Ovviamente, come tutte le città ha i suoi difetti, ma se venissero corretti, senza per forza dover cambiare drasticamente ciò che la rende unica, diverrebbe ancora più preziosa, più autentica.

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