Chiude Tattoo Records

Tattoo Records chiude

Dopo quarant’anni di attività, un pilastro portante crolla sotto il peso del tempo

Piazzetta Nilo numero 15.

Sapete cosa si trovava o, per meglio dire, si troverà ancora per poco a questo indirizzo?

Per gli amanti del classico, recentemente, c’è stato un tonfo al cuore. Scrollando le storie di Instagram, son capitato sul profilo di Tattoo Records. Poche righe scritte, un ringraziamento da parte sua nei confronti di tutte le persone che si fermano ogni giorno nel suo negozio, anche solo per scambiare una chiacchiera su questo o quell’artista. Su un particolare genere musicale. Su un consiglio per un regalo all’amata o ad un genitore.

Enzo Pone, storico proprietario, ha deciso di chiudere con quella che è stata tutta la sua vita rendendo noi un po’ più tristi. Dal 1983 fino al 15 ottobre 2024. Il 13 sarà il mio compleanno, so già cosa regalarmi…

Spaccanapoli, cuore pulsante da “visitare”

Ricordo quando, da piccolo, mio zio mi portava a Spaccanapoli solo ed esclusivamente per entrare in quel negozio (lo ammetto, anche per mangiare una pizza a portafoglio) ed è lì che è nata in me la passione per la musica. È stato in quel luogo magico che ho scoperto i Queen, che ho imparato a “capire” la voce di Pino Daniele, è stato lì che, per la prima volta, ho sentito le parole di un cantautore americano delle quali avrei compreso il significato solo molto tempo dopo ma che, col suo sound, riusciva comunque a farmi emozionare.

Bill Withers è diventato così il mio artista preferito di sempre. È stato anche grazie a Tattoo Records se ho imparato che melodico e neomelodico sono cose diverse. Il signor Enzo ed i suoi collaboratori sono sempre stati un’ancora a cui aggrapparsi quando si veniva derisi perché si ascoltavano i Genesis, i Beatles, i Nirvana e non la musica di massa che, attenzione, non vuol dire meno importante o meno bella, ma semplicemente che non faceva parte di te.

Un piccolo pensiero sulla chiusura di questa parte di storia di Napoli. Più andiamo avanti e più queste piccole ma enormi attività culturali stanno venendo meno nella nostra amata città che, da questo punto di vista, sta dando più importanza ad altro. Non dico che non ci sia spazio per la cultura, proprio sulle pagine di Ambasciator abbiamo parlato dei tanti eventi musicali e culturali che è possibile fare ma… ma ci sono le sfumature. L’attenzione ai dettagli, ai particolari, l’attenzione nei confronti di chi per più di quarant’anni ha portato musica e cultura nei vicoli di Napoli senza mai essere fuori dal coro ma chiedendo un po’ più di controllo.

Nelle sue parole di addio ci dice che quella parte di Napoli è diventata incontrollata ed incontrollabile e su questo non possiamo fare altro che dargli ragione. Essere diversi dalla massa, provare a vendere qualcosa che, ad oggi, è alla portata di un click è davvero difficile. Aggiungeteci a questo l’età e le difficoltà che questo comporta ed ecco servito il disastro.

Una piccola speranza

Poi, però, un sospiro di sollievo. Finisco di leggere il suo comunicato e nelle sue parole la forza e la passione di chi ha avuto la fortuna e la bravura di poter vivere di ciò che ama.

Abbandono il negozio, non l’attività.

Magra consolazione? Probabilmente sì, quello spazio sarà chiuso ed i suoi colori non faranno più parte delle nostre vite ma almeno sapremo che il buon signor Enzo continuerà a portare cultura, innovazione, musica e tutto ciò che questo si porta dietro, da casa propria.

Lei ci ha ringraziato per averla accompagnata per quarant’anni. Penso che, invece, dovremmo essere noi a farle un caloroso grazie.

Comincio io da queste righe. Grazie di tutto Tattoo Records!

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Ambasciator