Cinciarini ne fa 40 e Scafati cade in casa

Nel recupero della seconda giornata di andata del girone Rosso di Serie A2, Daniele Cinciarini ne mette 40 e decide il match con un canestro incredibile contro Scafati

Si ferma a cinque la striscia positiva dello Scafati Basket. La compagine dell’Agro, priva di due pedine importantissime come Cucci e capitan Marino, nella gara valevole per il recupero della seconda giornata di andata del del girone Rosso del campionato di Serie A2, ha ceduto tra le mura amiche del PalaMangano contro il Ravenna Basket per 88-91.

Protagonista assoluto della gara è stato Daniele Cinciarini con 40 punti a referto (7/10 da 2, 6/9 da 3, 8/8 ai liberi), che è riuscito a trascinare i suoi segnando gli ultimi 21 punti della sua squadra negli ultimi 7 minuti.

L’ha decisa con una tripla allo scadere, in contro tempo dopo che la compagine di casa era riuscita a trovare il pari con Thomas (miglior realizzatore con 27 punti), recuperando il -12 del 20’.  

Per i campani una partita difensivamente insufficiente , come spiega coach Alessandro Finelli nel post partita

La nostra partita difensiva è stata mediocre. Quando nella metà campo difensiva non ci si esprime con continuità per 40’ si corre il rischio, come stasera, di perdere in casa contro una squadra competitiva“.

Abbiamo subito 25 punti nel primo quarto, 24 nel secondo e addirittura 27 nell’ultimo. Al di là della prestazione balistica di Cinciarini, ci sono molti nostri errori globali, frutto di uno contro uno non tenuti, taglia-fuori senza aggressività e mancate collaborazioni difensive”.

Non dovrebbero accadere serate come queste, perché il nostro obiettivo è quello di dare continuità alla difesa per 40’ e quindi c’è grande rabbia per come sia andata la partita e per i due punti lasciati all’avversario”.

Dal punto di vista offensivo, le cose sono invece andate come da programma, raggiungendo i nostri obiettivi, trovando da Jackson una partita sopra le righe, sebbene si sia dovuto adattare a giocare da playmaker per la gravosa situazione falli di Palumbo”.

Ci è mancata quella sana cazzimma ed identità difensiva, fatta di lavoro duro e sacrificio continuo e questo ci ha impedito di vincere”.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.