Il 28 dicembre 1895 nasce il cinema: “L’apparecchio senza futuro commerciale”

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Il 28 dicembre 1895 ci fu la prima proiezione cinematografica a pagamento, ad opera dei fratelli Lumiere, che considerarono la loro invenzione “un apparecchio senza futuro commerciale”. A smentirli furono i fatti. Il cinema è considerato infatti la macchina dei sogni

Il 28 dicembre 1895 è considerato il giorno della nascita del cinema. Venne infatti proiettato il primo film a pagamento, grazie ai famosi fratelli Lumiere, imprenditori francesi e primi cineasti della storia.

La prima proiezione, avvenuta nel Grand Café di Parigi, consisteva in una serie di fotografie scattate in rapida successione, così da dare l’illusione del movimento. Essa appresentava un gruppo di operai che uscivano da una fabbrica. Anche i successivi cortometraggi presero spunto da quadri di vita quotidiana. Forse, proprio per questo, i fratelli Lumiere considerano il contenuto poco interessante, tanto da pronunciare la celebre frase  “Questo apparecchio non ha alcun futuro commerciale”.

Furono però smentiti dai fatti, cioè dal grande successo che il cinema ottenne di anno in anno, con l’introduzione del sonoro e di trame sempre più lunghe, articolate e in sintonia con la nostra psiche. Non a caso il cinema è considerato oggi giorno la macchina dei sogni per i benefici che apporta alla nostra mente. Quali sono i principali?

1) Evadere e sognare ad occhi aperti

La settima arte concede innanzitutto al pubblico di evadere dalla sfera quotidiana, dai problemi e dalle preoccupazioni. La magia che spesso si crea nei film permette di sognare ad occhi aperti e questo apporta indubbiamente benessere alla nostra mentre, distraendola da stati di noia o di ansia. Il daydreaming stimola inoltre la creatività, poiché il nostro cervello ha bisogno a volte di distrarsi per rendere al meglio ed aprirsi a nuove idee.

2) Identificazione e Proiezione

Quando guardiamo un film, i due principali meccanismi psicologici che si creano e sono l’identificazione e la proiezione. L’identificazione induce a immedesimarsi nei personaggi. Ciò consente di fare riflessioni su di noi, prendendo spunto dal loro modo di affrontare le difficoltà e osservando cosa succederebbe se ci comportassimo come loro.

La proiezione invece, ci consente di vivere a pieno le nostre emozioni, anche quelle che teniamo nascoste per paura. Grazie alle dinamiche della storia e alle scelte dei personaggi, mettiamo in atto ciò che ci spaventa nella vita reale : intraprendere una relazione amorosa, cambiare il proprio lavoro, trasferirsi in un’altra città, insomma mostrare quel pizzico di follia che in fondo ciascuno di noi ha.

Cio permette di soddisfare, seppur a livello immaginario, tutte le nostre aspirazioni e di sentirsi liberi ed appagati per qualche minuto, anche dopo la fine del film. Ovviamente, ciò potrebbe fungere da motore motivazionale per tirare fuori la giusta energia, anche nella vita reale.

3) Catarsi: la liberazione dei sentimenti

Vedere un film, la cui trama è affine a ciò che stiamo vivendo, può avere anche un effetto catartico, cioè di purificazione e liberazione dei sentimenti bloccati nel profondo. Riconoscerci e rispecchiarci in alcune emozioni che vivono i personaggi, permette di prenderne coscienza e di elaborarle. Alle persone che durante la quotidianità fanno fatica ad esternare le emozioni, a volte basta un pianto che ha come alibi la scena commovente di un film, per sentirsi più leggeri e risollevati.

4) Cineterapia

Proprio per questo, negli ultimi anni gli psicologi hanno preso in considerazione il potere terapeutico dei film. Infatti, si stanno diffondendo sempre più attività di cineterapia o film terapia che, attraverso la visione di film accuratamente scelti, supportano i pazienti nel loro processo psicoterapeutico.

Questa disciplina, teorizzata dal Dott. Gary Solomon, consiste nel prescrivere la visione di una specifica opera cinematografica, il cui contenuto ha attinenza in qualche modo con il disturbo di cui soffre il paziente.

Secondo Solomon, il film serve come “trampolino di lancio” per la terapia: la persona, sulla scia di ciò che ha visto, elabora i propri vissuti emotivi e si apre con maggiore facilità, in vista di un reale miglioramento. Fondamentale è la capacità del film stesso d’entrare nella “risonanza emotiva individuale” che varia in base all’età, alla cultura, al momento particolare in cui si trova lo spettatore.

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