Cinema al Vomero: la prima Hollywood è nata a Napoli

Cinema al Vomero, la prima Hollywood è nata a Napoli

Nacque al Vomero, tra via Cimarosa e via Luca Giordano, un importante polo cinematografico italiano. Una vera Hollywood ante litteram

Napoli e il cinema, un binomio imprescindibile per comprendere la cinematografia italiana, e non solo. Sin dagli esordi dei fratelli Lumière, Partenope è stata al centro dei riflettori e lo è ancora tutt’oggi. 

Prima di Totò, Massimo Troisi, Peppino De Filippo, Toni Servillo ci sono stati i pionieri, coloro che hanno creduto in una realtà ancora del tutto inesplorata. Uomini e donne che hanno permesso a Napoli di divenire la prima vera Mecca del cinema italiano. 

I Lumière a Napoli

I fratelli Lumière, Auguste e Louis, riuscirono a proiettare pubblicamente il loro primo spettacolo il 28 dicembre del 1895 a Parigi, nel celebre Salon indien du Grand Café

Grazie al successo ottenuto i due fratelli hanno viaggiato per tutta Europa, arrivando anche a Napoli. Proprio qui hanno realizzato, nel 1898, il primo film mai girato in Italia. Il film dura 2 minuti (é possibile vederlo su Youtube) e mostra scorci di via Marina, via Roma, il Porto, il Vesuvio e Santa Lucia.

Pellicole che il pubblico poteva vedere, ad esempio, nel Salone Margherita della Galleria Umberto I. La magia era nata.

I Fratelli Troncone, i Warner napoletani

Il primo cortometraggio made in Naples è stato realizzato dall’avvocato Roberto Troncone che nel 1900 ha filmato Il Ritorno delle carrozzelle da Montevergine. Il grande successo fu raggiunto nel 1906 quando l’intraprendente avvocato riuscì a riprendere dal vivo l’eruzione del Vesuvio. 

Sempre in quell’anno, in via Francesco Solimena (al Vomero), Roberto e i suoi fratelli Guglielmo e Vincenzo fondarono la società Fratelli Troncone & Co., in seguito conosciuta come Partenope Film dal 1909.

I Troncone riuscirono a scritturare il celebre Vincenzo Scarpetta, che ha diretto per loro, nel 1910, la pellicola comica Marito distratto e moglie manesca.

Purtroppo, i fratelli Troncone non hanno avuto la stessa fortuna dei fratelli Warner, fondatori della Warner Bros. La loro avventura si è interrotta dopo alcuni anni a causa della complessità del mercato cinematografico.

Il sogno nasce a via Cimarosa

Giuseppe Di Luggo, già proprietario di una società di distribuzione cinematografica, fondò nel 1914 la Napoli Film (divenuta l’anno successivo Polifilms). La sede e il teatro di posa di questa importante società era in via Cimarosa

Se si considera poi che in via Scarlatti, nel 1913, era stata inaugurata Ideal, un’importante sala cinematografica, si può comprendere bene come il Vomero, già dai primi anni del cinema muto, sia divenuto un punto di riferimento imprescindibile per la settima arte

Entra in scena Gustavo Lombardo

Di Luggo è stato costretto a vendere la propria attività a Gustavo Lombardo, un pioniere che sin da piccolo era rimasto meravigliato dalla visione di questa nuova strabiliante invenzione.

Nel 1904 ha dimostrato di saper vedere molto al di là dei tempi fondando la prima società di noleggio pellicole a Napoli. Successivamente, ha lavorato come rappresentante per una società cinematografica piemontese ancora oggi in attività, la Carlo Rossi. Aveva così acquisito le necessarie competenze per iniziare un’attività in proprio. 

Gustavo Lombardo ha fondato nel 1919 la Lombardo Film, poi diventata Titanus nel 1928. 

Per le riprese interne fu utilizzato un capannone a via Cimarosa (attualmente c’è un palazzo al suo posto) mentre per le riprese esterne Villa De Gaudio a via Luca Giordano (dove ora è presente Zuiki). 

A causa della grande mole di lavoro svolta in quegli anni, le maestranze e gli attori hanno dovuto acquistare casa al Vomero perché all’epoca i trasporti urbani non coprivano l’area come oggi. Tra le attrici possiamo ricordare, ad esempio, la trasteverina Leda Gys (nome d’arte di Giselda Lombardi) che ha poi sposato Gustavo Lombardo. 

Il filone partenopeo

Tra il 1924 e il 1925 circa due terzi della produzione di film italiana era girata a Napoli, molti dei quali facevano parte del filone partenopeo

Questa tipologia di film era spesso in lingua napoletana, permettendo al grande pubblico di conoscere temi prettamente partenopei, come il guappo o la sceneggiata

Una situazione che non poteva essere tollerata dal regime fascista, allora al potere, che ha sempre osteggiato i regionalismi e le tendenze autonomiste

Tutti i produttori e le case cinematografiche si spostarono a Roma per volontà di Benito Mussolini: la Titanus fu tra le prime a “emigrare” a Roma (Cinecittà sarebbe sta fondata “soltanto” nel 1937). 

Nonostante ciò, il legame con Napoli non si è mai spezzato. Nel 1937 Totò fu scritturato per Fermo con le mani (regia di Gero Zambuto), il primo film della sua lunga carriera. La paga fu di ben 6.000 lire.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Titanus ha realizzato diversi film all’ombra del Vesuvio ma la sua sede è rimasta a Cinecittà. Lombardo continuò ad assicurare un sostegno a tanti giovani promettenti registi come, tra gli altri, Luchino Visconti e Federico Fellini.

Gustavo Lombardo è morto il 15 marzo del 1951 ma la sua eredità, artistica e personale, è ancora viva. Il Vomero ha vissuto con lui e con gli altri protagonisti citati un periodo d’oro che dovrebbe essere maggiormente ricordato e tutelato nella memoria collettiva.

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