Zack Snyder Justice League: un’epopea mitica

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Il 18 Marzo, in contemporanea con gli Stati Uniti, su Sky e sulla piattaforma streaming NowTv è finalmente sbarcata l’attesissima Snyder Cut

Il 18 Marzo 2021 i cinema sono chiusi, ma la “Justice League” di Zack Snyder è arrivata lo stesso nelle case dei fan.
Nel 2017, andare al cinema era una consuetudine. Cercavi un po’ su internet le ultime uscite, chiamavi qualche amico e preparavi le fauci a gustosissimi snack e le tasche a pesantissimi conti. Ma non ti importava: andavi, passavi qualche ora e non ci facevi neppure caso. Il 2017 è stata un’annata molto importante per i fan dei cinecomics: la Marvel proponeva “Thor: Ragnarok”, “Spiderman: Homecoming” e “Logan”, mentre la DC esordì con l’ottimo “Wonder Woman” e il pessimo “Justice League”. Proprio quest’ultimo ha avuto una produzione a dir poco travagliata.

Justice League (2017), una produzione complicata

Zack Snyder, regista di “Batman vs Superman: dawn of justice” e prequel di “Justice League”, nel 2016 iniziò le riprese, completò la sceneggiatura, ma un anno dopo e nella fase di post-produzione, dovette abbandonare per la tragica morte di sua figlia Autumn. Per completare il film venne scelto Joss Whedon. Quest’ultimo girò delle scene aggiuntive ed effettuò alcuni cambiamenti.
La Warner Bros, casa produttrice del film, fece pressioni già su Zack Snyder tentando di convogliare il prodotto su binari meno seriosi e più comedy per attrarre un bacino di spettatori più ampio. Il risultato fu un disastro: “Justice League” del 2017 fu stroncato da critica e fan su tutta la linea. Personaggi stereotipati ed epurati da ogni psicologismo, trama banale e fin troppo lineare, tentativi umoristici venuti male e stridenti con la natura dei soggetti, in più tecniche visive (come la CGI) utilizzate malissimo. Un colossale spreco di idee e di denaro.

Il potere del pubblico: Zack Snyder’s Justice League

I fan, finiti i popcorn, uscirono dalle sale cinematografiche imbufaliti. Come spesso accade nel mondo social di oggi, iniziarono immediatamente a vomitare la propria rabbia sui social network. Iniziò ad aleggiare il fantasma della versione di Zack Snyder. In poco tempo l’hashtag “#ReleaseTheSnyderCut” entrò in tendenza. Per anni è sembrata una chimera, fin quando la Warner Bros non ha annunciato l’atteso rilascio della Snyder Cut. Sembrava impossibile, ma ce l’avevano fatta: una massa eterogenea di utenti, a suon di hashtag, ha voluto, ha chiesto ed ha ottenuto.

Un’epopea mitica: Justice League (2021)

L’attesa è finita e il 18 Marzo abbiamo avuto la director’s cut di Zack Snyder. Per i patiti del genere, questo film diverrà presto un cult. Il regista statunitense mostra tutto il suo amore per una creatura che sente sua, oltre a sviscerare tutta la conoscenza che ha del DC Universe. L’impronta si Snyder è forte: l’accortezza nella fotografia oscura e fredda, ma bilanciata dalla colorimetria voluta dal direttore Fabian Wagner. Il ritmo è incalzante nonostante le 4 ore di durata (divise in un prologo, sei capitoli e un epilogo). L’intera opera vive all’ombra di una sensazione mitologica, con tutti i personaggi investiti da un’aura leggendaria. Ed è soprattutto nei personaggi che spicca: Batman, Wonder Woman, Cyborg, Flash e Aquaman ne escono rafforzati. A differenza della versione del 2017, in questa vengono approfonditi i profili psicologici degli eroi-miti, ma anche del villain principale: Steppenwolf. La critica ha recensito subito positivamente il film, i fan sui social si sono scatenati per l’entusiasmo e l’hashtag “#ZackSnyderJusticeLeague” è in tendenza con circa 300.000 tweet.

La speranza: motore della trama e della produzione di “Zack Snyder’s Justice League”

Tutti i personaggi del film, per motivi diversi, nutrono la speranza di redimersi. Ed è bello pensare che, analogamente, il film stesso nasce sulla stessa volontà: la pioggia di critiche ricevuta nel 2017 ha pungolato tanto la regia che la produzione. Ma è stato un appuntamento importante per ogni cinefilo: in un’epoca dominata dai colossal studiati con l’unico fine di far quattrini, c’è stata la volontà di preservare una coerenza artistica, una firma d’autore rappresentata – in questo caso – da Zack Snyder. Il pubblico ha fatto sentire la propria voce, ha sperato di poter vedere una versione migliore per l’intrattenimento. Ha avuto fiducia in un regista che, per quanto divisivo, ha messo nella produzione tutto se stesso e tutta la sua conoscenza, dedicandola a ciò che più gli è caro: sua figlia Autumn.

E il fatto che sia un bel film, è solo una parte di tutto ciò. La Zack Snyder’s Justice League rappresenta la forza di chi si trova dall’altro lato dello schermo. Snyder ha avuto la possibilità di esprimere quanto aveva da dire, senza pressioni esterne e senza logiche avulse dal discorso artistico; i fan hanno permesso tutto ciò e devono esserne fieri.

Abbiamo gli strumenti per far sentire la nostra voce e c’è anche la volontà di ascoltarla. Basta avere delle idee, esporle con intelligenza e, come dice Batman, avere un po’ di fede.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.