Il cioccolato svizzero si consuma sempre meno: il mondo sta diventando meno goloso?

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Il cioccolato svizzero ha diminuito il numero del suo fatturato produttivo a causa di una notevole riduzione di richiesta negli ultimi tempi. Ci si chiede se il “cibo degli dei” non stia perdendo valore per via di abitudini alimentari sempre meno ricche di zuccheri

La società mangia sempre meno cioccolato svizzero

Per il quinto anno consecutivo, la produzione ed il consumo di cioccolato svizzero nei paesi d’Europa ha registrato un forte calo. Le motivazioni di tale perdita sono tante. Una possibile spiegazione, potrebbe essere l’avvento di stagioni sempre più calde. L’innalzamento delle temperature induce l’organismo a sentire meno esigenza di cibi calorici. Oppure si pensa alla concorrenza del “cioccolato nero”, che garantisce al corpo un maggior senso di sazietà rispetto a quello al latte. O addirittura, si incolpa la nuova propaganda sociale di uno stile di vita più sano, privo di cibi zuccherati.
Ad ogni modo, ogni anno che passa si consumano 200 grammi in meno di cioccolato. Segnale questo di un cambio di tendenza.

Il cioccolato svizzero ha origini italiane?

È ben noto che la Svizzera sia capofila nella produzione ed esportazione di cioccolato in tutto il mondo. Ma siamo sicuri che il cioccolato svizzero sia davvero svizzero? L’azienda elvetica Camille Bloch fabbrica tavolette di cioccolato svizzero con il nome di “Cioccolato Torino”. Perché? I fondatori dell’industria, hanno dichiarato in molte interviste di nutrire una profonda ammirazione per le città italiane ed in particolare per la capitale piemontese. Torino, non a caso, è considerata la capitale svizzera italiana per la produzione del pregiato cioccolato. Dunque, un semplice omaggio alla città, piuttosto che un marchio rubato al nostro Paese.

Il cioccolato svizzero e la sua terra

A favorire lo sviluppo del cioccolato svizzero in territorio elvetico, è la fecondità della sua terra. La Svizzera conta di molti corsi d’acqua. Quest’ultimi sono il motore portante per il funzionamento dei macchinari per la produzione di cioccolato. Le aziende svizzere, infatti, sono dei vecchi mulini trasformati, come la famosa fabbrica di cioccolato Berna. Fondata nel 1700 da imprenditori italiani, non ebbe un’immediata fortuna. Il forte odore di cioccolato e l’elevato rumore acustico provocato dai macchinari, resero ostico e tortuoso il suo sviluppo.

Il goloso tour del cioccolato svizzero

In Svizzera il cioccolato non viene solo mangiato. Per gli amanti del viaggio, è possibile percorrere la via del gusto da Montreux a Broc, dove si erge la famosa fabbrica di cioccolato Cailler. La rete ferroviaria, in perfetto stile “Belle Époque”, regala panorami da sogno come le Prealpi Friburghesi e l’incanto del lago di Ginevra. Ma la vera magia si colora di cioccolato presso la stazione di Broc-Fabrique. Qui, i passeggeri vengono accolti dalla Maison Cailler che permette la degustazione di svariati tipi di cioccolato e di diverso formato.

Le innovazioni svizzere del cioccolato

Il primato del cioccolato svizzero è la sua tradizione. Ancora oggi in Svizzera, la produzione di cioccolato segue la tecnica del “mèlangeur”.
Si mescola zucchero e cacao macinato che permette la formazione del cioccolato gusto latte. Quest’ultima venne, poi, perfezionata da Rodolph Lindt che introdusse il “compostaggio” associandolo al mèlangeur. L’impasto veniva scosso e areato, garantendo la proprietà al cioccolato di sciogliersi in bocca, esaltandone il suo aroma senza grumi. Anticamente, infatti, i pezzetti di cioccolato erano masticati esattamente come il cibo da tavola. Questa innovazione ha consentito al brand del cioccolato Lindt, di divenire famoso in tutto il mondo.

Il “Swiss chocolate day”

Il World Chocolate Day viene ricordato ogni anno il 7 luglio. In questo 2020 la Svizzera lo ha festeggiato in maniera del tutto eccezionale. La Lindt Chocolate Competence Foundation, ha pensato di realizzare un Museo di cioccolato stile Willy Wonka. Il progetto, ha previsto laboratori in cui ammirare la produzione del cioccolato ed una mostra multimediale della sua storia. Per finire, un’incantevole cascata di cioccolato di nove metri ha incantato il pubblico.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.