Il coccodrillo del Maschio Angioino e le sue misteriose origini

coccodrillo-maschio angioino

A Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, è legata una leggenda legata ad un coccodrillo impagliato

Il Maschio Angioino è tra i simboli più celebri di Napoli. Il suo indimenticabile portale rinascimentale e la sua imponente struttura sono riconoscibili da tutti. 

Realizzato in soli tre anni sotto gli Angioini, abbellito dagli Aragonesi, sede reale e vicereale, ad un tempo fortezza, sede del tesoro e prigione.

Un luogo ricco di Storia e di leggende, come l’incredibile vicenda che vede come protagonista un… coccodrillo.

Castel Nuovo anche noto come Maschio Angioino
Castel Nuovo anche noto come Maschio Angioino

La fossa del coccodrillo

Come ogni castello che si rispetti, anche in questo caso ci sono  dei sotterranei, uno dei quali porta il sinistro nome di “fossa dei coccodrilli”. 

Questo pittoresco appellativo deriverebbe dal fatto che i prigionieri considerati scomodi fossero inviati in questo sotterraneo, solo che ben presto i disgraziati iniziarono a scomparire senza lasciare traccia alcuna. 

Possibile che i prigionieri fossero riusciti a trovare una via di fuga? Purtroppo per loro, no! Un enorme coccodrillo era riuscito a trovare un passaggio per penetrare nella prigione. Così riusciva a trascinare in mare i poveri sventurati che riusciva a mordere. 

Per impedire “ulteriori fughe” i guardiani decisero di giocare d’astuzia. Tramite una coscia di cavallo avvelenata riuscirono ad uccidere il coccodrillo, il quale sarebbe finito impagliato e inchiodato sulla porta d’ingresso della fortezza. 

Un ex voto

Un’altra versione, molto probabilmente più vicino alla realtà, sostiene che il rettile finito esposto sopra il portale d’ingresso non fosse altro che un ex voto

Durante il Medioevo, un soldato napoletano, o più probabilmente un marinaio partenopeo, di ritorno dall’Egitto, avrebbe portato un coccodrillo nilotico impagliato, come simbolo del buon esito del viaggio, per donarlo all’immagine della Madonna del Parto che si trovava esposta nella cappella palatina della fortezza.

Il recente studio sul DNA

Per 150 anni i resti di questo grande rettile sono stati conservati nei depositi del Museo di San Martino, completamente dimenticati. Nel 2020, grazie ad un team di esperti, è stato studiato il suo DNA estraendolo dalla radice di un dente

Le ricerche hanno dimostrato che la leggenda dell’ex voto è quella più verosimile. Il coccodrillo dovrebbe provenire dal Nilo, e sarebbe vissuto in un periodo che va dal 1296 al 1419.

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