Comunicazione e storytelling: le competenze del XXI secolo

comunicazione-e-storytelling

Comunicazione efficace e storytelling: un processo bidirezionale

Una comunicazione efficace, abbinata all’arte dello storytelling, rientra tra le competenze più richieste del XXI secolo. Entrambi rappresentano infatti uno strumento indispensabile per ottenere risultati ottimali nel lavoro, un buon successo in società e relazioni personali durature.

Spesso si confonde il comunicare con il semplice trasferire informazioni. Ma quest’ultimo è un atto unidirezionale e spesso fine a se stesso. Comunicare invece è un processo bidirezionale, che vede come protagonisti sia colui che parla sia l’interlocutore. L’obiettivo è quello di creare uno scambio relazionale, attraverso la condivisione di un messaggio che coinvolga emotivamente chi ascolta.

Regole per una buona comunicazione

La prima regola per comunicare bene, è dare a noi stessi un feedback continuo su come lo facciamo. É importante capire che con le nostre parole possiamo potenziare uno stato di benessere o, al contrario, di malessere.
Le parole stesse a volte rappresentano un vero “abracadabra” che, come un incantesimo, sono in grado di abbattere muri, persuadere, evitare conflitti, accendere speranze e tanto altro ancora.

Saper ascoltare è sicuramente un altro ingrediente essenziale, affinché la comunicazione esista e sia costruttiva.
Molto spesso i rapporti, soprattutto quelli personali, non funzionano proprio perché manca questa componente.
Nella maggior parte dei casi infatti, si finge di ascoltare l’altro, mentre ci espone il suo punto di vista, quando in realtà si è molto più concentrati a cercare le parole giuste per controbattere.

La comunicazione non funziona quindi, quando è priva di ascolto attivo o viceversa. Quando cioè diamo per scontato che gli altri siano incapaci di comprendere il nostro punto di vista, solo perché non abbiamo trovato le parole giuste per esprimerlo, o ancora peggio pretendiamo che interpretino i nostri silenzi.

Necessaria è anche una buona dose di flessibilità: a volte cambiare o semplicemente modificare in parte il proprio pensiero, è necessario per adattarsi a più situazioni e persone possibili e vivere con più serenità. Ovviamente alla base deve esserci la consapevolezza che ognuno ha un proprio modo di vedere la realtà e la vita stessa e ciò va essenzialmente accettato e rispettato.

La comunicazione efficace infatti, non ha come obiettivo quello di modificare a tutti i costi il pensiero altrui, bensì condividere un messaggio e suscitare un’emozione.

La comunicazione che funziona. Storytelling: l’arte di narrare una storia

Emozionare l’altro comunicando, avviene soprattutto quando si narra una storia.

La propensione umana al racconto è sempre esistita. Basti pensare agli uomini primitivi che disegnavano le scene di caccia sulle pareti delle caverne, descrivendo a tutti gli effetti delle storie.

Gradualmente, prima con l’evoluzione dell’uomo e poi con il suo ingresso nell’era digitale, anche la tendenza a narrare è cambiata. Si è man mano evoluta, diventando una vera e propria arte.

Lo storytelling è infatti l’insieme di tecniche utilizzate per raccontare una storia che trasmetta un messaggio interessante, persuasivo e coinvolgente per i destinatari. Per essere realmente efficace, una storia deve far leva sui sentimenti delle persone, lasciando un segno.

Lasciare un segno, facendosi quindi ricordare, è diventato indispensabile in ogni ambito della nostra vita.
Oggi giorno, quelle che un tempo erano ritenute vere e proprie rarità e punti di forza, sono considerati dei prerequisiti e dati per scontato. É quindi il modo di comunicare a fare la differenza.

Ad esempio, avere una laurea, un ottimo curriculum, saper parlare più lingue ed avere una forte ambizione, sono considerati al giorno d’oggi, in una società che chiede sempre di più, requisiti minimi di accesso ad un colloquio di lavoro. A parità di titoli, a prevalere sarà molto probabilmente il candidato che avrà saputo raccontare meglio la propria storia e il proprio “perché”, riuscendo a suscitare un’emozione nel recruiter.

Storytelling come strategia di marketing

Lo storytelling è sempre più utilizzato anche come strategia di marketing. Sono tante le grandi aziende che investono tempo e denaro sul modo di presentare il prodotto, piuttosto che sulla merce stessa.

Si è capito, ormai da tempo, che sono le emozioni a muovere gli esseri umani, soprattutto nel processo di vendita e acquisto. La maggior parte degli acquisti che facciamo, è riconducibile ad una vendita emozionale e non di certo ad un vero e proprio bisogno.

Proprio per questo, anche il mondo della pubblicità si è evoluto e adattato al cambiamento di prospettiva. In passato, al centro di una pubblicità vi era la sponsorizzazione dell’“articolo” da vendere, con l’elenco di tutte le caratteristiche e rare qualità. Oggi giorno, la concorrenza è spietata e il rapporto qualità/prezzo considerato un prerequisito.
Il prodotto è diventato quindi solo un mezzo, riposizionato sullo sfondo. A vincere, ad essere realmente venduta, è la storia raccontata meglio, quella in grado di far sognare di più. Tante sono infatti le pubblicità che hanno riscontrato un grande successo proprio per la capacità di creare, in pochi secondi, un’atmosfera magica.

“Le persone non comprano prodotti o servizi, ma relazioni, storie, magia”

SETH GODIN

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.