Corsica, scontri e rivolta al grido di: “Stato francese assassino”

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La situazione politica in Corsica sta rapidamente peggiorando, a causa delle gravissime condizioni nelle quali si trova il leader indipendentista Yvan Colonna

Dal 2 marzo, giorno del tentato omicidio di Yvan Colonna in carcere da parte di un detenuto musulmano, in Corsica si stanno susseguendo manifestazioni e scontri, anche violenti, con le forze dell’ordine francesi. I manifestanti accusano le autorità di aver “montato” la situazione così da mettere in pericolo il detenuto:

Il Governo non ha tutelato il nostro leader indipendentista in carcere”.

Le manifestazioni, spesso imponenti come nel caso di Corti (15.000 persone), si svolgono al grido di “Statu Francese Assassinu”.  

La collera degli indipendentisti in Corsica

Negli ultimi giorni la situazione sembra essere peggiorata. Venerdì 11 marzo un piccolo gruppo di manifestanti ha tentato, con la forza, prima di entrare nella caserma del comune di Porto Vecchio (Sud della Corsica), poi di conquistarla anche con l’utilizzo di bombe molotov. La protesta è stata respinta senza morti o feriti. 

Sabato, oltre a manifestazioni pacifiche, si è registrato il tentativo di assaltare il Palazzo di Giustizia di Ajaccio. Ieri, domenica 14 marzo, a Bastia i manifestanti hanno lanciato molotov durante la marcia verso la Prefettura. 

Lo scontro tra Corsica e Parigi è più viva che mai

La sorte di Colonna, attualmente in coma, si sta trasformando in un nuovo tassello del secolare scontro che oppone la Corsica alla politica assimilazionista della Francia. Dal 2017 la Corsica è guidata da una coalizione nazionalista con a capo Gilles Simeoni, Presidente del Consiglio Esecutivo, il quale così si è espresso: 

Questo è il culmine di una lotta condotta per diversi anni grazie all’Assemblea della Corsica, alla società corsa, all’impegno delle associazioni di difesa dei prigionieri e, negli ultimi giorni, alle mobilitazioni portate avanti principalmente dai giovani”.

Manifestazione a Roma

In varie parti d’Italia, ieri, si sono tenute delle manifestazioni e dei meeting a sostegno di rivendicazioni che ormai stanno trascendendo il mero fatto di cronaca per interessare la sostanza, il nocciolo, del rapporto tra l’isola che ha dato i natali a Napoleone Bonaparte e Parigi

A Roma, a largo di Torre Argentina (angolo via S. Nicola de’ Cesarini) è partita domenica mattina una “manifestazione di solidarietà e sensibilizzazione alle istanze storicamente espresse dal popolo Corso ed oggi nuovamente riproposte. É una manifestazione apartitica e apolitica organizzata da cittadini italiani che hanno a cuore le richieste di libertà e giustizia dei fratelli Corsi e le sorti della Corsica”. 

Yvan Colonna ora in coma 

Il destino della Corsica è attualmente strettamente legato alla vita di Yvan Colonna, militante indipendentista corso all’ergastolo in quanto autore dell’omicidio del prefetto francese Claude Jean-Pierre Érignac, avvenuto ad Ajaccio il 6 febbraio 1998. Colonna, dalla condanna in via definitiva, è sottoposto a regime di sorveglianza speciale (in francese è definito come Détenu Particulièrement Signalé – DPS). A causa di questa condizione, ad Yvan Colonna non è stato mai permesso di scontare la pena nell’isola natale, nonostante le numerose richieste in tal senso. 

Il 2 marzo è stato aggredito, sembra per questioni religiose, da un altro detenuto, Franck Elong Abé, nel carcere di Arles (Provenza). Nonostante il suo status di detenuto pericoloso, è stato lasciato senza controllo per diversi minuti.

Qualcosa sembra smuoversi visto che a causa delle prime proteste, Jean Castex, Primo Ministro di Francia, ha annunciato che il regime DPS sarà revocato a Colonna e agli altri due membri del commando che uccise Érignac, Alain Ferrandi e Pierre Alessandri

Oltre alla guerra in Ucraina, un nuovo pericolo sembra provenire proprio dalla situazione esplosiva che sta vivendo la Corsica.