Cosa significa essere un esperto di climbing?

Abbiamo incontrato virtualmente Ciro Mancusi, giovane ischitano esperto di climbing chiedendogli i segreti di un lavoro che è prima una passione, ovvero l’arrampicata

“Iniziamo con una cosa semplice, cos’è per te il climbing?”

“Non è semplice, il climbing è la mia passione, la mia vita, è una cosa che mi amplifica i sensi. In generale è uno sport che posso praticare sia all’aria aperta che al chiuso; con una parete o una roccia che viene chiodata e messa in sicurezza per l’arrampicata.”

“Parlaci di quali emozioni ti dà fare un’ arrampicata?”

“Mi provoca molte emozioni, ma quello che adoro è che mi permette di dominare le mie paure. Si va contro i propri istinti, dandomi due opzioni: o superi i limiti o ti arrendi e scendi.
Quindi, se vista così, la scalata diventa anche una metafora della vita.

“Parlaci della tua ditta, hai dato vita a Vertigine Verticale!”

“Si esattamente, ho aperto da pochissimo la temuta partita iva e ho chiamato la mia azienda Vertigine Verticale, mi occupo in generale di lavori su fune: da lavorare su roccia, abbattimento d’alberi, o scalare un palazzo per lavarne i vetri, costruire parchi avventura, ma credimi è anche molto di più.”

“Raccontaci come è nata la tua passione?”

“Tutto mi aspettavo dalla vita, tranne che un giorno sarei diventato un climber.
Da piccolo mi arrampicavo su gli alberi, le piante erano di ciliegio e di arancio e lo facevo per raccogliere i frutti a mio nonno, che per me è stata una persona fondamentale, anche oggi che non c’è più.”

“Quando questa passione è diventato un lavoro?”

“Dieci anni fa tornavo dalla Francia, era un periodo particolare della mia vita, avevo provato ad arruolarmi nella legione straniera francese.
Durante il viaggio di ritorno, verso Ischia, mi sembrò di fare un percorso di introspezione; una volta arrivato decisi di andare a trovare un mio amico che abita in una grotta ai pizzi bianchi, una delle zone più suggestive e segrete dell’isola d’Ischia.

Questo amico, davanti ad una tazza di tè, mi propose un lavoro, che a suo parere mi poteva  appassionare: diventare un istruttore e soccorritore di parchi avventura.
Ho fatto poi il colloquio e le selezioni  e così la mia passione è diventata un lavoro.”

“Hai girato l’Italia e hai avuto svariate esperienze lavorative, ne citi alcune?”

“Si, costruisco e soccorro nei parchi avventura. Ho lavorato anche per Amici di Maria de Filippi con una ditta di effetti speciali aerei; mi sono occupato dei giochi di Ciao Darwin del Genodrome e in più sono stato un soccorritore durante le riprese.”

“Mi racconti delle esperienze che ti hanno segnato, una in negativo e una in positivo?”

“Parto da quella negativa. É stata in Calabria, stavo lì per costruire due parchi avventura e nei giorni di pausa andavo esplorando alla ricerca di massi, totem, o rocce da scalare non ancora intaccati dall’essere umano, per poi chiodarli e crearne un percorso sicuro.
Durante l’esplorazione ci siamo imbattuti in questo totem (un masso che va in altezza), situato vicino ad una cascata, ma non essendo  abituato a vedere fiumi laghi il rumore dell’acqua mi ha stordito e lì mi sono dovuto fermare.
Ho scoperto che l’acqua è la mia fobia, sono un animale prettamente di montagna.
L’esperienza che invece mi ha segnato in positivo è capitata in Val di Fiemme Dolomiti, era la prima volta che dovevo fare una via ferrata Cresta del Macaco, cosa che solitamente per chi è al mio livello risulta banale.
Per me, invece, questa via ferrata, da solo con un’attrezzatura poco idonea a 2530 metri di altezza, mi ha scaturito molte emozioni, lo spettacolo che mi circondava mi entusiasmava e mi ha fatto ripensare alla mia vita. Una volta in cima alla croce, ho legato un cordino dedicandolo a tutte le persone che mi sono state vicino e che mi hanno appoggiato in questi anni di crescita.”

“Cosa vedi nel tuo futuro?”

“Io sogno viaggi per esplorare nuovi posti belli, vorrei girare il mondo; adoro pubblicare video e foto mozzafiato su i social questo lavoro mi salva e prende il 100% di me. Sogno anche un parco avventura tutto mio e una vita tranquilla con scalate e abbattimento di alberi in climbing!”

Photo Credits: @ciromancusi1

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.