Cry Macho: da stasera nelle sale il film di Clint Eastwood che abbatte il machismo

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Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1975 scritto da N. Richard Nash, Cry Macho racconta una bella e positiva storia che inclina verso la favola

Debutta oggi nelle sale Cry Macho, il nuovo film del redivivo Clint Eastwood prodotto dalla Warner e già presentato al Torino Film Festival. Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1975 scritto da N. Richard Nash, autore della sceneggiatura insieme a Nick Schenk, Cry Macho racconta una bella e positiva storia che inclina verso la favola, anche perché a interpretarla è un uomo di 91 anni.

Per quanto riguarda le critiche al film, gli esperti americani e inglesi non ci sono andati troppo leggeri, ma sempre con il rispetto dovuto alla leggenda Clint.

Sinossi di Cry Macho

Miko (Eastwood), ex campione di rodeo e addestratore di cavalli, è un uomo triste che crede nell’amicizia e soprattutto nella riconoscenza. Così quando l’ex capo, che lo ha salvato in più di un momento di difficoltà, gli chiede di riportare a casa in Texas, Rafa (Eduardo Minett), il suo giovane figlio per proteggerlo da una madre messicana, Leta (Fernanda Urrejola) vicina al crimine, accetta.

Da qui un viaggio, oltre la frontiera del Messico, pieno di insidie. Raggiunta la madre del ragazzo, questa nega subito di sapere dove sia esattamente Rafa e comunque lo scoraggia ad andare a cercarlo. Non solo, la donna tenta anche un improbabile abboccamento sessuale con l’anziano cow boy che però saggiamente declina tra il suo disappunto.

Miko comunque, nonostante non sia più giovane, non è uno che molla e alla fine trova Rafa, un ragazzo che scoprirà per niente cattivo e che vive con Macho, un gallo da combattimento molto smart. Nel frattempo lo strano terzetto composto da Miko, Rafa e Macho si ritrovano ad affrontare gli scherani di Leta che non vuole che il ragazzo torni dal padre.

Per loro sarà così obbligatorio un provvisorio buen retiro in un isolato paese messicano dove Miko, nonostante l’età, riesce persino a domare un cavallo selvatico, a dare un sonoro pugno a un malcapitato, a seminare la polizia e anche a far innamorare un’altra donna: Marta (Natalia Traven).

Memorabile il discorso che Miko rivolge al ragazzo, che sembra quasi una confessione a se stesso:

Il machismo è sopravvalutato quando si è giovani. Lo capisci solo troppo tardi quando sei vecchio e tutte quelle cose che riuscivi a fare prima diventano impossibili“.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.