31 ottobre 1984: Eduardo cala l’ultimo sipario

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Un saluto ed omaggio a Eduardo attraverso cinque curiosità sulla nascita del capolavoro “Filumena Marturano”

Sarebbe superfluo e celebrativo tessere, anche qui, le inconfutabili lodi di omaggio a Eduardo.

«Ma il cuore ha tremato sempre, tutte le sere, tutte le prime rappresentazioni […] anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere, anche quando si sarà fermato».

Così, in una sera di settembre del 1984, il grande drammaturgo napoletano saluta definitivamente il suo pubblico. Solo un mese dopo avrebbe calato il sipario della sua esistenza terrena.

Tanto si è scritto – per fortuna – sulla sua grandezza del drammaturgo, della sua irripetibile capacità e del suo essere uomo di teatro tout court.

Vogliamo omaggiarlo, quindi, riportando cinque curiosità intorno alla nascita di uno dei suoi capolavori assoluti: Filumena Marturano. Scritta nel 1946, dopo Napoli milionaria – che rappresenta uno spartiacque per la drammaturgia di Eduardo – Filumena Marturano presenta una tale varietà di temi che possono certamente definirsi universali e di assoluta attualità.

Una commedia per Titina

  • 1) Eduardo scrive Filumena Marturano per la sorella Titina ed è l’unica commedia del drammaturgo napoletano ad avere come protagonista assoluta una figura femminile;
  • 2) Titina aveva già interpretato il ruolo di una prostituta già ai tempi del Teatro Umoristico. Particolare e intenso il personaggio di Clara ne L’abito nuovo, scritta dal fratello Eduardo e da Luigi Pirandello;
  • 3) Eduardo in un’intervista afferma che Filumena voleva simboleggiare un messaggio per i governanti: il testo rappresentava metaforicamente il popolo che rivendica i suoi diritti dopo anni di sofferenza.

«Pensai a questa vicenda e misi come figli di questa donna i rappresentanti di tre stati sociali: l’operaio, il letterato e il commerciante».
E successivamente affermerà: «Filumena non è un solo personaggio che faccio rivivere, ma è una serie di creature vive di cui ella è l’esemplificazione e l’interprete».

L’interesse della Chiesa e la richiesta di Tina Pica a Pio XII

  • 4) La commedia, per l’emergenza sociale che la distingue, suscita l’interesse delle autorità. In una replica del 1947, tutti i membri del governo e i maggiori esponenti dei gruppi parlamentari assistono alla rappresentazione. Anche la Chiesa mostra il suo interesse: il 13 luglio 1947 la compagnia viene ricevuta in udienza privata da Pio XII. Titina per l’occasione recita il monologo di Filumena che si rivolge alla Vergine. Il compianto Giacomo Furia raccontò che il Papa si dimostrò talmente ospitale che Tina Pica stava per chiedergli tre numeri da giocare a lotto;
  • 5) Titina sentiva totalmente “suo” questo personaggio, stando al racconto di Eduardo. Racconta infatti che quando la grande attrice francese Valentine Tessier decide di portare in scena la commedia a Parigi, e vuole vedere Titina recitare. Ella allora rifiutò di interpretare il personaggio.


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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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