Dante Alighieri: Rick Riordan e il suo amore per il Sommo Poeta

Dante

L’autore di Percy Jackson è un grande ammiratore della cultura e della lingua italiana. Da un anno Riordan sta studiando la Divina Commedia di Dante

Dante Alighieri è tra gli autori italiani più famosi, la sua opera principale la Divina Commedia ha dato inizio, in letteratura, alla lingua italiana. Tanti scrittori sono stati influenzati da quest’opera, uno degli ultimi ad essere rimasto folgorato dall’Alighieri è Richard Russell Riordan Jr. L’autore della serie Percy Jackson ha parlato del suo amore per il poeta fiorentino nell’articolo Un giorno libero con Dante, pubblicato sul suo blog l’11 luglio 2022. 

Studiare la Divina Commedia per rilassarsi

La Divina Commedia è utilissima per studiare la versione della lingua italiana più antica. Riordan ha letto altri libri per migliorare le proprie capacità linguistiche ma per scoprire le origini dell’italiano è necessario tornare al Sommo Poeta

“Da oltre un anno mi sto lentamente facendo strada attraverso la Divina Commedia di Dante in italiano. È quello che faccio per “rilassarmi”. Ho letto anche molti altri classici italiani per migliorare le mie capacità (Il Nome della Rosa, Le Tigri di Mompracem, Il Gattopardo, I Promessi Sposi) ma continuo a tornare su Dante, perché il suo lavoro è una parte fondamentale della lingua italiana. Nei primi anni del 1300 Dante scrisse il primo vero classico in dialetto toscano, quando tutti pensavano che dovessi scrivere in latino per essere un autore serio. Il testo di Dante ha elevato la lingua quotidiana della Toscana e l’ha aiutata a diventare la base per quello che oggi è lo standard italiano moderno”.

Il fanboy di Dante nei confronti di Virgilio

L’articolo si concentra sul I Canto della Commedia e in particolare sulla profonda ammirazione che l’autore toscano aveva per Virgilio, nel Medioevo conosciuto sia come poeta che come precursore del Cristianesimo per via di un passaggio nella IV ecloga delle Bucoliche, nel quale è annunciato l’imminente arrivo di un bambino (identificato per questo con Gesù) che avrebbe riportato il Mondo all’Età dell’Oro

“È anche solo una bella storia. L’eroe di Dante è una versione immaginaria di se stesso: Dante. Durante la peggiore crisi di mezza età di sempre, si ritrova a vagare in una foresta oscura e non sa come ci sia arrivato o come andare avanti. In altre parole, sta mettendo in discussione le sue scelte di vita. Riesce a vedere il Paradiso, proprio in cima alla collina successiva, ma non può arrivarci, perché le Bestie Terribili continuano a bloccargli il cammino.

Poi, quando ogni speranza è perduta, incontra lo spirito del suo autore preferito, il poeta romano Virgilio, che scrisse L’Eneide. Dopo alcuni momenti di fanboy spudorato, Dante chiede se Virgilio può aiutarlo. Virgilio dice: “Sì, a riguardo… per tornare alla tua vita, dovrai attraversare l’Inferno. Letteralmente. Poi fino al Purgatorio e al Paradiso. Devi vedere l’intero Aldilà. E tieni dei buoni appunti. Perché dovrai scrivere tutto questo per i tuoi a casa. E così inizia l’avventura”.

La cultura pop del 1300

La principale opera di Dante è immersa nel proprio tempo eppure non solo viene ancora letta ma quasi sempre si comprende ciò che l’autore ha voluto dire.

“C’è un’altra cosa che apprezzo nella Divina Commedia. La gente dice spesso che i libri non possono avere riferimenti alla cultura pop, perché tra dieci anni sembreranno datati e nessuno li capirà. La Divina Commedia è immersa nella cultura pop del 1300 d.C. Anche gli esperti di Dante non possono identificare tutte le persone di cui parla Dante, ma dobbiamo presumere che nel 1300 i suoi lettori sapessero esattamente a chi si riferisse. Non importa. La storia è ancora senza tempo, perché ha una grafica fantastica, personaggi fantastici e una scrittura meravigliosa”.

Il I Canto tradotto da Riordan

L’autore texano ha voluto cimentarsi in una traduzione in inglese del I Canto dell’Inferno per testare la propria conoscenza sia dell’italiano sia dell’inglese. Un lavoro davvero notevole che è possibile leggere tramite questo link

“La mia traduzione del Canto I (capitolo uno) dell’Inferno di Dante. Il processo di traduzione è estremamente difficile, ma mi aiuta anche a testare la mia conoscenza dell’italiano e dell’inglese. Cosa significa veramente questa parola in questa frase? Cosa significava nel 1300, in contrapposizione all’Italia moderna? Come faccio a rendere ogni riga chiara e interessante, mantenendo comunque parte dello stile e della voce di Dante? Nessuna traduzione può davvero catturare lo spirito dell’originale, ma ci ho provato”. 

Una coppia imbattibile, Dante e Virgilio

Virgilio, nella Divina Commedia, è contemporaneamente amico e protettore di Dante in un viaggio che li porterà fino ai limiti estremi del Purgatorio. Il Paradiso è precluso al poeta latino perché non è Cristiano, è un pagano che dovrà vivere in eterno nel Limbo, dove riposano i giusti che non sono battezzati.

“Dante e Virgilio sono una squadra davvero interessante. Entrambi sono poeti, sebbene vissuti a secoli di distanza. Si amano e si ammirano chiaramente e attraversano molte esperienze terrificanti mentre navigano nell’Inferno e poi scalano la Montagna del Purgatorio. La loro relazione è resa più toccante dal fatto che Virgilio non potrà mai andare in Paradiso. Ha vissuto prima di Cristo, quindi nella visione del mondo di Dante, è dannato non per colpa sua: è un “pagano virtuoso” che deve rimanere nel Limbo per sempre.

Alla fine, Dante dovrà lasciarlo e andare in Paradiso in compagnia della sua vecchia cotta d’infanzia Beatrice. C’è una storia d’amore straziante da esplorare tra Dante e Virgilio, due amanti sfortunati che attraversano letteralmente l’inferno insieme e scoprono un legame che trascende i secoli attraverso la poesia“. 

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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