“La biblioteca dei sussurri”: oggi in libreria il nuovo romanzo di Desy Icardi

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Dopo il successo di “L’annusatrice di libri” e “La ragazza con la macchina da scrivere”, Desy Icardi torna in libreria con “La biblioteca dei sussurri”, terzo volume di una pentalogia sui cinque sensi

Desy Icardi continua il suo progetto letterario iniziato con “L’annusatrice di libri”, primo volume di una pentalogia sui cinque sensi.

“La biblioteca dei sussurri”, in libreria da oggi, sarà infatti incentrato sul senso dell’udito e sarà il terzo volume della “saga” della Icardi, edita Fazi editore.

La pubblicazione “cade a pennello” se si è indecisi sul cosa regalare ad un lettore “sotto l’albero”. Perfetto come regalo natalizio, “La biblioteca dei sussurri”, infatti, come del resto i precedenti volumi, che possono essere letti autonomamente l’uno dall’altro, è adatto per il periodo.

La scrittura di Desy Icardi è pregna del suo background ed esperienza come cabarettista. Multitasking (oltre che scrittrice è anche formatrice aziendale e copywriter), la scrittrice torinese ha all’attivo anche un progetto: Patataridens (primo blog italiano sulla “comicità femminile” fondato nel 2013).

Le storie che compongono questo ambizioso progetto rientrano nella scia del realismo magico ma con un taglio del tutto particolare. La “magia” degli accadimenti che si succedono nei romanzi di Desy Icardi è infatti legata alla sfera della sensorialità.

Secondo l’autrice, la magia può essere legata ad una “capacità” dettata dalla sensibilità spiccata dell’uomo. Nel caso del volume “L’annusatrice di libri” essa si trasla nel dono della protagonista di “leggere attraverso l’olfatto” mentre nel volume “La ragazza con la macchina da scrivere” si declina nel dono dell’anziana protagonista di “saper sostituire con il tatto la memoria”.

Questa volta, nel terzo volume, il lettore si troverà di fronte ad un altro senso fondamentale nella vita delle persone: l’udito.

La trama: ancora una volta un personaggio femminile per una storia sulla magia dei libri

Ambientato negli anni Settanta in Italia, nella città natale della scrittrice, Torino, il lettore seguirà una nuova protagonista femminile in “La biblioteca dei sussurri”. In questo volume Desy Icardi “affila la penna”, compiendo un salto qualitativo di stile e efficacia emozionale.

La protagonista “Dora vive in una casa sul fiume insieme alla sua numerosa famiglia, chiassosa e stravagante. Le giornate trascorrono secondo regole bizzarre finché un giorno questo strano equilibrio viene incrinato dal lutto”.

Ed è in un momento vuoto emotivamente e oscuro in quanto a calore umano che “la casa di colpo si fa triste e silenziosa, ma, altrettanto improvvisamente, Dora inizia a sentire rumori sinistri. Per sfuggire a questa atmosfera opprimente, la bambina trova rifugio in un luogo dove il silenzio regna sovrano ma la quiete non è espressione di malinconia bensì di rispetto e raccoglimento: la biblioteca“.

In questo luogo della casa, la biblioteca, Dora “farà la conoscenza dell’avvocato Ferro, che ha dedicato l’intera esistenza ai libri e che decide di prendere la ragazzina sotto la sua ala per educarla al piacere della lettura. Ma crescere non è facile e la vita di Dora prenderà pieghe inaspettate tra smarrimento e segreti che riaffiorano dal passato mentre la sua famiglia si divide inevitabilmente e la casa sul fiume diventa solo un ricordo”.

Uno degli elementi fondamentali del lavoro di Desy Icardi è svestire di patetismi i discorsi legati alla tematica della disabilità.

Per la scrittrice infatti la disabilità, in particolare legata ai sensi, non costituisce una possibilità di rivalsa ma un trauma, un muro con il quale una persona “deve fare i conti” e non è detto che ciò si trasformi in un atteggiamento positivo, in un “nuovo stato delle cose”.

C’è infatti chi fa i conti con il “prima” ed il “dopo” di un evento che stravolge la vita e cambia psicologicamente una persona, come la protagonista “La ragazza con la macchina da scrivere” e ci sono poi le protagoniste di “L’annusatrice di libri” e “La biblioteca dei sussurri” impegnate più degli altri, strenuamente per una vita “a portata” di “normalità”.

Perché alla fine cosa significa davvero essere normodotati? Cosa sono le storie di Desy Icardi se non un monito allo “stare sempre all’erta” per poter fare la differenza in un mondo che ruota attorno alla plasticità finta e vuota della perfezione?.

Ambasciator