Diabolik, quante iniziative per i (quasi) 60 anni dell’antieroe italiano: dal film alle mostre

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Diabolik è uno dei fumetti cult della della tradizione italiana ed è prossimo ai suoi 60 anni, ma i festeggiamenti iniziano già adesso con mostre, eventi e sorprese da non perdere

Nel 1962 (precisamente il primo novembre) Angela e Luciana Giussani davano vita al personaggio di Diabolik: un misterioso genio del crimine dall’identità sconosciuta. Ad accompagnarlo, l’indimenticabile Eva Kant, la sua compagna di vita dalla chioma bionda. Per festeggiare i (quasi) 60 anni dell’iconico duo di criminali sono state organizzate numerose mostre, prima delle quali l’esposizione al Cartoomics di Milano di tutti gli albi dal 1962, fino al numero 900 (in uscita a febbraio 2021). Oltre alla mostra, Milano farà da teatro per la limited edition del Kalendario 2022.

A Torino, invece, si sfrutteranno gli spazi del Museo del Cinema per parlare del rapporto tra Diabolik, il cinema e la sua iconica ed inconfondibile Jaguar. La Mondadori non sarà da meno, pubblicando due volumi per accompagnare l’uscita nelle sale del film, previsto per il 16 dicembre. E tante altre sorprese arriveranno nel 2022, tra cui il Kalendario 2023 (dedicato ad Eva Kant) ed il centenario di Angela Guissani.

La storia del fumetto

La paternità (o per meglio dire, maternità) del personaggio di Diabolik è tutta di Angela Giussani, la quale creò il personaggio ispirandosi al francese Fantômas, un ladro inafferrabile (un Arsene Lupin malvagio) ideato da Marcel Allain e Pierre Souvestre. Angela, oltre ad ideare il protagonista del fumetto, ne scrisse in completa autonomia anche le sceneggiature, almeno fino al numero 14, quando venne affiancata dalla sorella Luciana.
Il formato dell’albo fu scelto da Angela sin dal primo numero, volendo creare un “fumetto tascabile” adatto ai pendolari che vedeva ogni giorno alla stazione. Tuttavia, il primo numero non ebbe il successo sperato, portando la pubblicazione del secondo albo a slittare di due mesi, fino al febbraio del 1963.

Le origini di Diabolik

La storia editoriale di Diabolik, dal 1993, è stata un continuo crescendo. Singolare fu la scelta di Angela Giussani di scrivere una storia su un protagonista di cui non si conoscesse l’identita e, forse, fu proprio questo a segnare il flop del primo volume. Tuttavia, come rivelato nel fumetto del 1968Diabolik, chi sei?“, lo stesso protagonista non conosce la sua vera identità. Il ladro, infatti, parrebbe essere l’unico sopravvissuto di un naufragio, accolto nei suoi primi anni di vita da un boss criminale chiamato King. Nella collana di fumetti di cui l’albo fa parte si viene anche a conoscenza dell’origine del nome e del costume di Diabolik: una pantera che King non era mai stato in grado di uccidere.

Oltre alle origini del personaggio, del nome e del costume, nella collana è presente anche un dato tanto fondamentale quanto misterioso. Nei fumetti sulle origini di Diabolik si parla di alcuni documenti trovati dallo stesso King quando ha salvato il piccolo Diabolik. Cosa ci sia scritto in quegli importantissimi documenti (che si rivelano essere il motivo per cui King ha risparmiato la vita al nostro amato protagonista) è tutt’ora un enigma che, forse, non verrà mai risolto.

La fatale Eva Kant

Ma veniamo, dunque, ad uno dei personaggi femminili più iconici di tutta la storia del fumetto: Eva Kant. Una femme fatale in grado di far perdere la testa ad uno spietato criminale. Apparsa nel terzo volume del fumetto (pubblicato nel marzo del 1963), Eva salverà la vita di Diabolik evitandogli la pena di morte, ottenuta per colpa della sua prima ragazza: l’ingenua Elizabeth Gay che, appena scoperta la vera identità del suo amato, ha provveduto a denunciarlo.

La nostra cara antieroina ha subito un notevole sviluppo nel corso degli anni. Nei primi fumetti, infatti, Eva era una donna sottomessa, al punto da ricordare una versione meno folle di Harley Quinn. Col tempo il suo personaggio subirà una trasformazione mastodontica arrivando ad essere sullo stesso livello del suo compagno. È proprio questo a rendere iconica la coppia: un rapporto equalitario tra il protagonista della storia ed una donna forte. Un rapporto di certo raro nel mondo del fumetto, soprattutto negli anni ’60.

Diabolik: il film

Le trasposizioni di Diabolik sono numerose: dalle parodie (Cattivik e Paperinik in primis) ai cartoni animati. L’unica arte ad aver peccato in questo campo è la settima: il cinema. Fino ad oggi è stato proiettato nelle grandi sale soltanto una trasposizione cinematografica di Diabolik, nel 1968. Ma il 16 dicembre di quest’anno Antonio e Marco Manetti ci faranno sognare con la loro interpretazione. Il film vedrà nei panni del protagonista Luca Marinelli (lo Zingaro di Lo Chiamavano Jeeg Robot) e nei panni di Eva Kant ci sarà la bellissima Miriam Leone.

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Alcune curiosità

Il nome Diabolik deriva da un vero fatto di cronaca: il protagonista deve infatti il suo nome all’assassino che si firmava come Diabolich.
Inizialmente il fumetto doveva chiamarsi Diabolicus, ma Angela pensò che la “K” si addicesse di più al personaggio.
Eva Kant deve il suo nome al filosofo tedesco Immanuel Kant, soggetto della tesina del diploma di Angela Guissani.
Il primo disegnatore del fumetto fu Angelo Zarcone, di lui si persero le tracce proprio dopo la pubblicazione dell’albo. Tutt’ora non si hanno notizie su di lui e sulla sua famiglia. Un giallo degno del fumetto che ha contribuito a creare, insomma.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.