Forza, Diego!

Qualche giorno dopo il suo sessantesimo compleanno, festeggiato dal mondo calcistico e non, Diego Armando Maradona era stato ricoverato per accertamenti. Il suo medico personale, il Dott. Leopoldo Luque, lo aveva visto barcollante e stanco ed aveva voluto sottoporlo ad alcuni esami clinici.

In realtà, lo stato del campione era causato da un ematoma subdurale, un grumo di sangue tra una membrana ed il cervello, per rimuovere il quale Diego é stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico presso la Clinica Olivos di Buenos Aires.

Accompagnato, come sempre, dall’affetto e dalle preghiere dei suoi ammiratori, riunitisi  all’esterno della clinica dove é tuttora ricoverato, Maradona ha superato la fase post operatoria e i problemi legati all’astinenza da farmaci ed alcool e sembra che abbia chiesto di tornare a casa.

I medici stanno valutando il quadro clinico per disporne le dimissioni.

Anche Napoli é rimasta per qualche giorno con il fiato sospeso.

I fan del “Dio del calcio” sono tantissimi: l’amore per Diego Armando Maradona si tramanda di padre in figlio. In città sventolano ancora le bandiere con la sua immagine; su numerosi palazzi, i murales ricordano le sue gesta.

Tantissimi erano stati, nei giorni addietro, i tributi per festeggiarlo, per gioire insieme a lui del suo sessantesimo compleanno, come per un figlio di Napoli che è lontano e potrebbe sentire la nostalgia.

E lui, il Re, sta superando anche questa: ci ha abituati a cadute e sorprendenti riprese. Ha pagato a caro prezzo i suoi eccessi. Per i tifosi resta il grande, magnifico Pibe de Oro…  genio e sregolatezza.

In attesa di ricevere buone notizie dall’Argentina, il popolo partenopeo si stringe ancora una volta attorno al proprio idolo, augurandogli una veloce ripresa e aspettando di rivederlo in un video in cui saluta, sorridendo e urla “Forza Napoli!”.

Chi ama, non dimentica.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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