Bombole di ossigeno e difficoltà di reperirle

Torre del Greco: il sindaco lancia un appello, riguardo la mancata presenza di bombole di ossigeno

Con l’aggravarsi della condizione Covid, il Ministro Speranza, lo scorso venerdì tredici Novembre, ha firmato un’ordinanza.  In quest’ultima certifica altre due regioni con bollino rosso (Toscana e Campania).
In particolare a Torre del Greco, il sindaco ha denunciato la mancanza di bombole di ossigeno nelle farmacie, dove le diverse, non riescono a far fronte alla continua richiesta da parte dei pazienti. Anche una sola bombola, continua il primo cittadino, può risultare utile; a mancare non è la sostanza, bensì i contenitori dove depositarla.

Problema che mette a rischio la salute

La fabbricazione di tali bombole di ossigeno è attiva, ma la produzione è un processo non semplice e ancor meno rapido. Iniziano già a circolare sul web, le diverse truffe, nelle quali molteplici persone disperate, spesso sono costrette ad imbattersi. A via Salvador Rosa, raffigurano delle immagini, sono state trovate bombole di ossigeno vuote, vicino a dei bidoni dell’immondizia. Scatta la rabbia tra i cittadini, queste ultime negli ultimi giorni sono introvabili, viste come oro, dato che sono addirittura salvavita per persone con patologie respiratorie croniche.

L’appello della Federfarma: bombole di ossigeno assenti

L’Agenzia italiana del farmaco, ha fatto presente tale problema, riscontrando tale assenza di bombole di ossigeno, in molteplici città.
Tale problematica, ha portato dunque ad un appello, riguardo la restituzione di tali bombole, presso le diverse farmacie. Le quali verranno (come suggerisce l’Aifa) poi successivamente sanificate e riempite di ossigeno terapeutico per un nuovo utilizzo. La Federfarma inoltre ha addirittura nel napoletano, denunciato ai carabinieri, riguardo ricariche attraverso canali paralleli illegali:

“Non c’è nessuna carenza di ossigeno per le cure domiciliari di pazienti con problemi respiratori, quello che manca sono i contenitori”. Situazione “drammatica” a Napoli dove i farmacisti parlando di richieste “incessanti” da parte di “persone comprensibilmente disperate e impaurite alle quali, purtroppo, dobbiamo rispondere quasi sempre negativamente”.

Una situazione molto grave

In particolare nella densa citta di Torre del Greco, il Covid non ha fatto altro che diffondersi, un’impennata di contagi, più di sessanta al giorno.
Tale cittadina ha messo a disposizione dei tendoni, nei quali è possibile eseguire il tampone. Addirittura nel giorno di venerdì, la cittadina ha raggiunto il numero di ben diciotto decessi, nelle ultime ore, una strage quindi nell’ultima settimana. Una diffusione incontrollata del virus e quindi una richiesta incessante di aiuto, dato l’alto numero dei malati, da parte di persone comprensibilmente impaurite e disperate.

Zona rossa: come hanno reagito i napoletani?

Sebbene i numeri di contagiati, sono sempre in crescita, ciò non sembra preoccupare il popolo napoletano. Nella giornata di venerdì alla viglia del nuovo lockdown, fiumi di persone hanno invaso le vie cardine di Napoli, in particolare sulla principale via Toledo, dove tutti, hanno deciso di trascorrere un’ultima giornata di libertà. Le uscite però, nonostante il blocco totale della città, non si sono limitate; nella giornata di domenica il lungomare era gremito di persone, che non hanno fatto a meno di trascorrere ore passeggiando, come se il virus fosse solo un brutto sogno.

Mascherine si o no?

Dopo l’ultimo lockdown le mascherine, sono tornate obbligatorie anche all’aperto. Nonostante questa scelta, per molte persone, soprattutto i giovani, quando le persone che li circondano non sono di numero consistente, essa potrebbe anche essere omessa. La mascherina è un dispositivo preventivo e sebbene indispensabile, non garantisce l’immunità al virus, ma sicuramente potrebbe essere un modo per evitare il contagio diretto, insieme ovviamente al mancato contatto con le persone e tutte le diverse norme già note.

Il virus è ancora una mera credenza?

Ebbene si, ci sono ancora persone, al quale il virus non fa paura.
Una stupida credenza, un modo per incutere timore, questa è la visione dei negazionisti. Persone le quali credono che quella del virus sia una falsa credenza, che l’intero mondo, si stia mettendo contro loro, per farli soccombere e anche morire di fame. Insieme all’ideologia del vaccino, la quale non sarebbe altro che un’arma di distruzione di massa.
Sappiamo però che il virus, purtroppo è un rischio reale, al quale siamo tutti esposti.

Come stanno reagendo le persone al secondo-lockdown?

Sicuramente, il popolo di Napoli si è ormai rassegnato alle decisioni prese da De Luca e approvate dal Ministro della salute Speranza.
Gli ospedali sono al collasso, pieni di persone (soprattutto anziani) le quali non aspettano altro che una cura. Spesso questi poveri vecchietti, sono lasciati al loro destino; dove gli infermieri, quasi incuranti, non possono fare altro che tenerli a bada.
Al collasso però è anche la stabilità mentale. Stare a casa è sicuramente scoraggiante, soprattutto alla vigilia della festa tanto amata, senza poter svagarsi e fare un giro tra i negozi e tra le persone. Dobbiamo purtroppo rispettare le norme, trascorrere molto più tempo in casa, per poter (con buon auspicio) trascorrere le feste in famiglia, evitando una nuova ondata, quindi “spezzare” i passi a tale virus.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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