Diritto alla verità: quando il terrorismo diventa propaganda

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Oggi è la Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazione dei diritti umani e dignità delle vittime. La Russia lo scorso 14 marzo ha impedito l’utilizzo di social media, in particolare Instagram e Facebook

La Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazione dei diritti umani e dignità delle vittime fu istituita, nel 2012, allo scopo di onorare la memoria di vittime di violazione del diritto, soprattutto per coloro i quali hanno combattuto per questi ultimi. Una violazione che oggigiorno, sta colpendo il mondo intero, in particolare la popolazione ucraina. Si tratta di soprusi, che stanno mettendo in ginocchio tante famiglie, uccidendo migliaia di bambini, vittime innocenti e avendo raso al suolo città quale Mariupol. Una presa di potere che ha decretato l’avvento del terrore degno di essere paragonato a quello staliniano.

Putin degno erede di Stalin?

Se durante l’epoca staliniana, veniva usato il Glavit per evitare qualunque materiale stampato indesiderato, oggi vengono usati i social media. Bisognava garantire che l’ideologia fosse resa di dominio comune, in qualsiasi prodotto pubblicato. Il mancato rispetto di tali regole, comportava l’internamento in campi di lavoro forzato o addirittura l’esecuzione. L’intersezione con Putin è evidente, chiunque provi a manifestare contro la guerra, in favore della pace dei vicini ucraini viene punito. Si finisce in manette anche per contenuti contro Putin sul proprio cellulare. Manganellate e arresti, per mettere a tacere la volontà di un popolo per evitare perdite dei loro cari, arruolati per una guerra considerata folle. Esplicativo è il caso dell’ex giornalista di Channel One, Marina Ovsyannikovs la quale durante la diretta del telegiornale, apparve con un cartello “No alla guerra, fermate la guerra. Non credete alla propaganda, vi stanno mentendo”. La giovane donna prima di compiere il gesto, ha pubblicato un video, denunciando un silenzio nel regime disumano, definendolo un reato contro l’umanità.

La violazione del diritto fondamentale

Il terrorismo russo ha raggiunto e superato il limite della censura, i social media sono stati banditi. Pochi giorni prima dell’accaduto, proliferavano video di diverse influencer, disperate. Un urlo contro la guerra, per impedire lo spargimento di sangue è stato completamente vano. Probabilmente il primo obiettivo di Putin era quello di fermare l’informazione, evitare quindi di favorire il passaggio di notizie. Il secondo evidentemente di monopolizzare la Russia, favorendo l’utilizzo di social media, di marchio russo. VKontakte il “Facebook” russo, è diventato una valida alternativa e soprattutto uno strumento di propaganda.


Guerra social: Anonymous colpisce ancora

Anonymous ha cercato però di fermare tale propaganda fasulla, il social media russo è stato hackerato. L’operazione è stata dichiarata mediante un post su Twitter, inoltre l’hacker ha inviato un messaggio, ai russi, denunciando i media censurati e le bugie del Cremlino.

L’esercito russo ha distrutto molte città pacifiche e infrastrutture civili. Decine di migliaia di persone sono rimaste feriti e più di 5.000, di cui 100 bambini, sono morte “Nessuno dei compiti stabiliti dall’esercito russo è stato adempiuto: centinaia di unità di equipaggiamento sono state distrutte, decine di migliaia di soldati sono stati feriti, 560 sono stati fatti prigionieri e più di 11 mila sono morti in Ucraina“.


Continue sanzioni minaccia l’Unione Europea, cosa ha da perdere Putin?

Il presidente Zelensky lo scorso 22 Marzo ha parlato al parlamento italiano in videoconferenza. Ha usato parole forti: paragona l’Ucraina ai paesi europei, condannando gli eserciti russi sostenendo che si tratta di eserciti non istruiti, giovani i quali vedono la loro vita stroncata, da una imprudente guerra. Infine il presidente ucraino ha sollecitato l’inasprimento delle sanzioni, parlando anche dell’embargo contro le navi russe. Sfamare la voglia di supremazia di Putin è l’unico motivo di questa guerra, egli non deporrà le armi ormai ha da perdere solo equipaggi. È una guerra premeditata da troppo tempo, interverrà e farà di tutto per raggiungere i suoi obiettivi, anche iniziare con armi atomiche, l’obiettivo sarebbe quello di lanciarle però in posti isolati, come avvertimento, per evitare l’entrata a gamba tesa della NATO.
Seguiranno aggiornamenti.

(Quotidiano Nazionale)


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