Dismorfofobia: sei più bella di quello che pensi!

Dismorfofobia

Dismorfofobia: la visione distorta del proprio aspetto esteriore

“La dismorfofobia è una fobia che nasce da una visione distorta del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea”.

Avere complessi o insicurezze sul proprio aspetto esteriore è normale. Accade a tutti, in particolare alle donne. Ma la dismorfofobia è molto di più di “non considerarsi particolarmente bella” o non ritenere gradevoli alcune parti del proprio corpo. Significa infatti nutrire un vero e proprio odio per la propria immagine riflessa, odio generato dall’ossessione per difetti che, in realtà, non esistono o vengono enormemente ingigantiti. Chi ne soffre si accanisce o sul proprio aspetto in generale, sentendosi “brutto ed enorme”, oppure su una specifica parte del corpo come il naso, la pelle, i capelli.

Questo particolare disturbo ossessivo-compulsivo, è molto più comune di quanto si possa immaginare. Basti pensare che a soffrirne è il 2 per cento della popolazione mondiale. Ovviamente, non basta ricevere un complimento per ricredersi sul proprio aspetto. Questo disturbo va curato con specifiche terapie che mirino all’accettazione della propria identità. Se trascurato, le conseguenze potrebbero essere davvero pesanti.

Ci sono infatti persone che tendono ad isolarsi, riducendo al minimo o eliminando completamente la propria vita sociale. Scendere e “farsi belle”, significherebbe infatti trascorrere ore e ore di sofferenza davanti allo specchio.
Altre invece, iniziano a controllare compulsivamente la propria alimentazione per perdere peso o per non prenderne affatto. E questo sappiamo benissimo in quali disturbi potrebbe sfociare. C’è chi poi inizia a massacrarsi con l’esercizio fisico o a ricorrere eccessivamente alla chirurgia estetica. Ma anche in questo caso: “eliminato un difetto”, il focus andrebbe su un altro, sembra che spuntino come funghi! Non può essere infatti un ritocco estetico ad eliminare un problema che risiede nella mente.

Le Star e la loro guerra con lo specchio

Questa guerra con lo specchio non è vissuta solo dalle “persone comuni”. A soffrire di questo disturbo, sono infatti anche molti personaggi famosi. Vediamo insieme alcune “donne dello spettacolo” che hanno dichiarato di soffrire o di aver sofferto di dismorfofobia.

KIM KARDASHIAN: è una delle star più amate e seguite al mondo. Imprenditrice, attrice, modella e cantante statunitense. Una donna dalla bellezza disarmante, eppure rivelò, durante un programma televisivo, di soffrire di dismorfofobia. Aggiunse di aver avuto una forte crisi di nervi, poiché era stata vittima di body shaming, in più occasioni. Una delle tante, quando comparvero alcune sue foto con la cellulite su web. Da allora, il rapporto con il suo corpo è estremamente peggiorato, poiché gli haters, con i loro commenti e critiche, l’hanno portata a credere che la sua immagine, se non ritoccata, “non è bella”.

TALLULAH WILLIS: è la figlia più piccola di Bruce Willis e Demi Moore. Le fu diagnosticata la dismorfofobia quando aveva soli 13 anni e arrivò a pesare poco più di 40 chili. É riuscita però a sconfiggerla e, in segno di questa vittoria, si spogliò davanti alle telecamere per il progetto What’s Underneath, per omaggiare il proprio corpo. Ha ammesso che il suo male fu generato dalle offese ricevute dalle persone che non la ritenevano bella quanto la madre.

“Credevo agli sconosciuti più che alle persone care, perché non credevo che potessero essere sincere, visto che mi amavano”.

ISKRA LAWRENCE: è una sinuosa modella britannica. Ha ammesso di aver sofferto di dismorfofobia, desiderando di essere magra come le sue colleghe. Pensava infatti che così avrebbe ottenuto un maggior successo. Ma poi qualcosa in lei è cambiato: ha imparato ad accettarsi e a vedersi bella, così come è. Ha, da allora, iniziato a divulgare questo importante messaggio anche a chi invece desidera essere come lei. Infatti, ad una follower che scrisse sotto una sua foto “se avessi quel corpo, tutti i miei problemi sparirebbero” rispose:

“Forse l’hai detto per scherzo, ma i pensieri si trasformano in consapevolezza, e a loro volta possono iniziare a influenzare la nostra mentalità, la nostra visione e il modo in cui percepiamo noi stessi. E diventano la tua realtà.
La vera realtà che non potrai mai essere qualcun altro. Ma nessuno potrà mai essere come te. E questo ti rende unica

Queste tre donne famose, sono solo alcuni esempi. Sono tutte e tre oggettivamente molto belle, eppure non si sono accettate né piaciute, a lungo. A testimonianza che questo disturbo sia tutto psicologico e nutrito soprattutto dall’odio delle offese e dei giudizi altrui. Le parole hanno un potere davvero enorme. Scegliamole con cura.

Lo spot “DOVE” dedicato alla Dismorfofobia

Voglio terminare questo articolo, menzionando un vecchio SPOT DOVE incentrato proprio sul tema della dismorfofobia. A suo tempo, circa sette anni fa, riscosse un enorme successo, poiché offriva un importante spunto di riflessione. Dunque invito tutti a guardarlo, soprattutto le donne.

Per la riuscita dell’esperimento, Dove assunse un ritrattista. Egli ritrasse, dietro una tenda, alcune donne, senza guardarle. Erano infatti le donne stesse a dare indicazioni sul proprio volto, enfatizzando, come potete immaginare, ogni “piccola imperfezione”, o meglio ciò che loro consideravano essere tale. Il risultato non fu di certo gradevole.
Poi, il ritrattista disegnò il volto di quelle stesse donne “descritte”, questa volta da perfetti sconosciuti.

Il risultato fu incredibile: due ritratti completamente diversi! Le donne stesse, di fronte a ciò non riuscirono a trattenere lacrime ed emozione. Era infatti davvero netta la differenza tra come si percepivano in prima persona, “brutte e cupe” e come invece erano viste dagli altri: “solari, dai lineamenti dolci, BELLE”. Questo fu il commento del ritrattista, Gil Zamora:

Quello che più mi ha colpito è stata la reazione emotiva delle donne alla vista dei ritratti appesi uno accanto all’altro. Credo che queste coraggiose donne abbiano capito di avere una percezione distorta di se stesse e di esserne state influenzate in diversi modi per parte della loro vita.

La conquista di queste donne, fu la consapevolezza del fatto che spesso ci si “maltratta” ingiustamente, perché non siamo bravi a riconoscere la nostra bellezza e, aspetto paradossale, ciò che noi consideriamo un nostro difetto potrebbe essere percepito dagli altri come un punto di forza, una peculiarità che ci rende non solo belli, ma soprattutto unici.

Il messaggio dello spot è chiaro: cara donna, sei molto più bella di quello che pensi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.